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Sinner in divisa gialla agli Australian Open: “Il prossimo anno il colore provo a sceglierlo io”

Jannik Sinner (afp)

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Prima conferenza del fuoriclasse azzurro, che ha parlato di Alcaraz alla vigilia degli Australian Open: “Se aggiungi qualcosa al tuo gioco è per diventare un tennista migliore, non per affrontare una sola persona”. Positivo il test con Auger-Aliassime
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«Oggi sono molto felice. Mi sento una persona più matura. Migliore». Vale la pena di cominciare con le ultime parole dette da Jannik, al termine della prima conferenza della stagione, alla vigilia degli Australian Open. Un Sinner che dice di sé: «Ora vivo lo sport in modo diverso: più rilassato, ma dando tutto quello che ho. È una questione di equilibrio». È reduce da un off-season in cui «abbiamo lavorato molto sulle transizioni verso la rete. Sul servizio abbiamo cambiato un paio di cose, senza pensare ai match con Carlitos: si tratta di piccoli dettagli. E abbiamo anche fatto molto a livello fisico: la stagione è lunga, devi gestire il corpo nel miglior modo possibile. Sono contento che ‘papà’ Cahill sia ancora con noi: lui tiene tutto sotto controllo». Ora gli serve soltanto di «ritrovare un po’ il ritmo gara, scendere in campo e capire le sensazioni del campo. E poi, speriamo, essere pronti». C’è anche spazio per una battuta sulla divisa scelta dallo sponsor per gli Australian Op…

«Oggi sono molto felice. Mi sento una persona più matura. Migliore». Vale la pena di cominciare con le ultime parole dette da Jannik, al termine della prima conferenza della stagione, alla vigilia degli Australian Open. Un Sinner che dice di sé: «Ora vivo lo sport in modo diverso: più rilassato, ma dando tutto quello che ho. È una questione di equilibrio». È reduce da un off-season in cui «abbiamo lavorato molto sulle transizioni verso la rete. Sul servizio abbiamo cambiato un paio di cose, senza pensare ai match con Carlitos: si tratta di piccoli dettagli. E abbiamo anche fatto molto a livello fisico: la stagione è lunga, devi gestire il corpo nel miglior modo possibile. Sono contento che ‘papà’ Cahill sia ancora con noi: lui tiene tutto sotto controllo». Ora gli serve soltanto di «ritrovare un po’ il ritmo gara, scendere in campo e capire le sensazioni del campo. E poi, speriamo, essere pronti». C’è anche spazio per una battuta sulla divisa scelta dallo sponsor per gli Australian Open, di un giallo senape: «Dal prossimo anno avrò più voce in capitolo nella scelta del colore...».

Sinner: “Melbourne posto speciale”

L’esordio, nella sala stampa del Melbourne Park, è stato col sorriso. E una battuta sulla “clamorosa” eliminazione subita nel torneo-esibizione ‘Million Dollar 1 Point Slam’ da parte del dilettante australiano Jordan Smith, che ha poi vinto il titolo. «Esperienza molto divertente. All’inizio non ero molto convinto: ma poi, quando sei lì, insieme agli altri e con tutto quel pubblico, è diverso. Mi è piaciuto. Ora speriamo di avere un po’ più di controllo nei tre set su cinque. È bellissimo essere di nuovo a Melbourne: è un posto davvero speciale per me, mi piace iniziare qui la stagione. Anche se non sai mai cosa può succedere».

"L’esibizione con Alcaraz? Diversa dalla partita vera”

Non gioca un torneo dall’inizio di novembre, quando a Torino ha trionfato nelle Atp finals, Da allora, solo il match-esibizione con Alcaraz a Seul. «Nelle esibizioni non hai quella sensazione da partita vera, non sei così nervoso come prima di una partita vera: è completamente diverso. D’altra parte, è positivo tornare a giocare davanti al pubblico: ti dà una bella sensazione. Ma a Seul era un’occasione piuttosto rilassata. Negli ultimi anni non ho mai giocato partite ufficiali prima di venire qui, per il semplice motivo che volevo fare una buona off-season, più lunga, per prepararmi bene alla stagione».

Serve and volley, Jannik batte Aliassime al super tie-break

«Devo continuare a lavorare su un paio di cose, ma in generale le sensazioni sono buone»: Jannik lascia soddisfatto la Rod Laver Arena, dove – davanti a 15.000 spettatori – ha appena superato il canadese Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 7 dello Slam, in un match di preparazione alla vigilia del torneo. Vittoria al supertiebreak (10-4) in un’ora e 56 minuti, dopo un set a testa, entrambi chiusi sul 6-4: il primo per l’italiano, il secondo per il suo avversario. Sinner ha chiuso il match con un serve and volley, segno esemplare di quel cambiamento nel gioco – con più discese a rete, e diverse palle corte – che dovremmo vedere nel corso degli Open australiani. «Non c’era modo per prepararsi meglio al torneo», ha detto, soddisfatto. «Felix è un grande giocatore e un grande amico, è bello condividere con lui questi momenti». Nel primo turno degli Australian open, ragionevolmente lunedì (il calendario non è ancora stato fissato), Jannik incontrerà il francese Hugo Gaston.

Il lavoro nel gioco a rete

A dicembre, prima a Dubai e poi a Montecarlo, come è stata la preparazione? «Abbiamo lavorato molto sulle transizioni verso la rete. Sul servizio abbiamo cambiato un paio di cose, ma si tratta di piccoli dettagli. Quando sei a questo livello, sono i dettagli a fare la differenza. Direi però che nelle prossime, prime partite, cercherò soprattutto di ritrovare le sensazioni di gara, e solo dopo proverò ad aggiungere qualcosa. Vediamo come vanno le cose e in che condizioni giochiamo: oggi, per esempio, c’è molto vento, quindi è completamente diverso rispetto a giocare nel pomeriggio o in sessione serale».

Non c’è solo Alcaraz da battere

Il gioco è cambiato in funzione delle sfide con Alcaraz? «No. Se aggiungi qualcosa al tuo gioco, l’obiettivo è diventare un tennista migliore. Non è battere una sola persona. È sentirsi a proprio agio in ogni situazione. È questo che abbiamo cercato di fare in off-season. Abbiamo lavorato molto anche sul fisico. La parte fisica è ormai fondamentale, perché le partite possono diventare molto lunghe e molto intense. Il tennis oggi è velocissimo. Devi essere al massimo livello fisico il più a lungo possibile. La stagione è molto lunga, quindi devi gestire il corpo nel miglior modo possibile. Anche la capacità mentale di restare sempre concentrato sarà molto importante».

L’importanza di avere Cahill

Ha ribadito l’importanza di avere accanto uno come Cahill, ancora per un anno. «Sì, è molto importante per noi, per tutta la squadra. Ha un’esperienza enorme. Ormai mi conosce non solo come giocatore, ma anche come persona, in modo diverso. È una figura fondamentale. È l’uomo che tiene tutto sotto controllo. È un po’ il papà di tutta la squadra. È bello averlo con noi. Ti fa sentire in un posto molto sicuro. Vedremo cosa ci porterà quest’anno».

L’anno scorso il momento più difficile

Un anno fa, Jannik era arrivato a Melbourne con addosso l’incubo della denuncia della Wada. Diceva che negli spogliatoi alcuni tennisti lo guardavano in modo diverso. «L’anno scorso è stato sicuramente molto più difficile, perché a questo punto della stagione non sapevo esattamente cosa sarebbe successo. Cercavo comunque di godermi il momento quando entravo in campo, ma avevo sempre quel pensiero in testa. È stato duro per me, ma anche per la mia famiglia. Ho cercato di stare vicino alle persone che amo davvero, e a volte ha funzionato molto bene, altre volte è stato un po’ deludente. Ma è così, no? Credo che tutto accada per una ragione. Mi ha reso più forte. Senza togliere nulla al giocatore, sono diventato più maturo, perché vedo le cose in modo diverso quando non vanno nella direzione giusta. Mi sono circondato di persone davvero, davvero valide. Sono molto felice delle persone che ho accanto. Per me questa è la cosa più importante. Qualunque cosa succeda in campo, a livello di risultati, sarà solo qualcosa in più».

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