McEnroe: “Amo Alcaraz ma Sinner resiste a tutto. Attenti a Djokovic, può stupirci”
di Massimo CalandriJohn McEnroe
Lo scorso anno, sull’hard della Rod Laver Arena, aveva scambiato dei colpi ad effetto – niente racchette, prego: microfono alla mano – con Sinner. “Gli avevo chiesto perché fosse così diverso dagli altri italiani, che gesticolano, si agitano, fanno casino. Mentre Jannik è così serio, composto. Mi aveva risposto a tono, dicendo che ognuno ha il proprio modo di fare. E che io e lui siamo profondamente diversi. Penso abbia proprio ragione. Vuol dire che sembro un italiano, vero?”. John McEnroe, il Genio. Puoi anche fare più punti, ma alla fine vince sempre lui. Tra meno di un mese compirà 67 anni: capelli candidi a parte, ne dimostra 10 di meno. E a modo suo è ancora protagonista, a Melbourne, talent di Eurosport (che trasmette integralmente l’Australian Open su Hbo Max e Discovery+).
Lo scorso anno, sull’hard della Rod Laver Arena, aveva scambiato dei colpi ad effetto – niente racchette, prego: microfono alla mano – con Sinner. “Gli avevo chiesto perché fosse così diverso dagli altri italiani, che gesticolano, si agitano, fanno casino. Mentre Jannik è così serio, composto. Mi aveva risposto a tono, dicendo che ognuno ha il proprio modo di fare. E che io e lui siamo profondamente diversi. Penso abbia proprio ragione. Vuol dire che sembro un italiano, vero?”. John McEnroe, il Genio. Puoi anche fare più punti, ma alla fine vince sempre lui. Tra meno di un mese compirà 67 anni: capelli candidi a parte, ne dimostra 10 di meno. E a modo suo è ancora protagonista, a Melbourne, talent di Eurosport (che trasmette integralmente l’Australian Open su Hbo Max e Discovery+).
Sinner ha vinto le ultime due edizioni: è il favorito anche quest’anno?
“Metterei lui e Alcaraz sullo stesso piano. Carlos è più brillante, nel gioco e nel modo di proporsi al pubblico. Ma anche Jannik ha grande personalità: è più costante, e sa imporre al gioco una velocità che solo lo spagnolo – oggi – può reggere. Però…”.
Però?
“Non darei tutto così scontato. Se il tennis fosse una scienza esatta, non avrei raggiunto quello che ho raggiunto. Le variabili possono essere tante: una giornata storta, un piccolo infortunio. Di sicuro, i loro rivali se vogliono vincere non dovranno sbagliare nulla. Ma vedo altri campioni che possono dire la loro, soprattutto a inizio stagione. Il primo della lista è Djokovic”.
Ma se tra qualche mese compirà 39 anni...
“E allora? Vincere uno Slam è qualcosa di incredibilmente difficile. Novak lo ha fatto in 24 occasioni, che fa quasi due volte e mezzo quelli vinti insieme dai due favoriti. Vorrà pure dire qualcosa. Ha una straordinaria esperienza e una formidabile cura del proprio corpo. Nulla da perdere. Dovranno fare i conti col serbo, non ci sono alternative. Sostengono non possa reggere i cinque set? Magari chiude i conti prima, chi può dirlo?”.
Confessi: lei tifa Carlitos.
“Tifo per il bel tennis, per i giocatori che sanno infiammare il pubblico. Quelli con un carattere forte. Anche Jannik ha una grande personalità, e quella non te la costruisci: ci nasci. Lo scorso anno ha saputo resistere a pressioni veramente terribili, ne è uscito da grande campione. Alcaraz dal punto di vista tecnico è forse la cosa più bella che ho mai visto. Sulla superficie veloce però non basta un braccio speciale”.
Anche il braccio di Lorenzo Musetti non è niente male.
“Talento puro, un bel tipo. E certe sue sfuriate hanno un sapore di vecchi tempi. Musetti è stato sfortunato al Roland Garros, quando si è fatto male: stava giocando alla grande. Sembra tornato al livello di prima, e si sta avvicinando ai migliori sia mentalmente sia fisicamente. Insieme a Novak può essere la reale alternativa a Sinner e Alcaraz. Ma negli Slam servono equilibrio e costanza. Arrivare fino in fondo resta una sfida enorme: devi battere due o tre dei top player. Un gradino sotto, altri giocatori”.
Tipo?
“I miei americani: Shelton, Fritz. E Zverev (ma deve attaccare di più). Però tutti hanno avuto dei problemi. Mi piace pure Bublik. E che peccato non avere qui due ragazzi dotati come Draper e Rune. La stagione però è lunga, avranno tempo per provarci”.
Il tennis italiano continua ad andare fortissimo.
“Come ho detto a Repubblica qualche mese fa: godetevi il momento, non durerà per sempre. E fate attenzione: perché ora tutti mettono il doppio dell’intensità quando affrontano un italiano”.