“Quanti denti abbiamo?”. Trentadue, Francesco. “Oggi me ne servirebbe il doppio: voglio andare a dormire e risvegliarmi con questo sorriso stampato in faccia”. Maestrelli e il giorno più bello: “Esordire in uno Slam, provenendo dalle qualificazioni, pareva già un sogno. Vincere al primo turno è incredibile”. Dopo aver battuto il favoritissimo francese Atmane al quinto set, al termine di una maratona in cui ha messo a segno 28 ace, s’è coperto il volto con la maglietta. Ha pianto di gioia. E ora? Per scaramanzia o chissà, il tennista pisano non guarda mai il tabellone. È toccato a Matteo Zorzoli, giornalista di Eurosport, rivelargli il nome del prossimo avversario: “Djokovic? No!”. Invece sì: il sogno continua.
I progressi e i tre successi nei Challenger
Ventitré anni, la generazione d’oro dei Musetti e Cobolli, un anno in meno di Sinner. Maestrelli numero 141 ufficiale Atp, ma ha appena guadagnato 30 posizioni nella classifica live. Nell’aprile scorso la svolta, come racconta il …
“Quanti denti abbiamo?”. Trentadue, Francesco. “Oggi me ne servirebbe il doppio: voglio andare a dormire e risvegliarmi con questo sorriso stampato in faccia”. Maestrelli e il giorno più bello: “Esordire in uno Slam, provenendo dalle qualificazioni, pareva già un sogno. Vincere al primo turno è incredibile”. Dopo aver battuto il favoritissimo francese Atmane al quinto set, al termine di una maratona in cui ha messo a segno 28 ace, s’è coperto il volto con la maglietta. Ha pianto di gioia. E ora? Per scaramanzia o chissà, il tennista pisano non guarda mai il tabellone. È toccato a Matteo Zorzoli, giornalista di Eurosport, rivelargli il nome del prossimo avversario: “Djokovic? No!”. Invece sì: il sogno continua.
I progressi e i tre successi nei Challenger
Ventitré anni, la generazione d’oro dei Musetti e Cobolli, un anno in meno di Sinner. Maestrelli numero 141 ufficiale Atp, ma ha appena guadagnato 30 posizioni nella classifica live. Nell’aprile scorso la svolta, come racconta il suo allenatore, Giovanni Galuppo: “Abbiamo cominciato a concentrarci su come migliorare il gioco, senza pensare più ai risultati. Un mattoncino dopo l’altro. Sono arrivati i successi in tre tornei Challenger, altre due finali”. E ora, questa bellissima avventura agli Australian Open. “Non succede per caso. Francesco se lo merita. La preparazione con Mauro Atenzio, i sacrifici di ogni giorno”.
Il passato da calciatore, il tifo per il Pisa
Tre anni fa aveva pubblicato un video su Instagram in cui raccontava della valanga di insulti e minacce di morte ricevute sui social da alcuni scommettitori-haters dopo una sconfitta. È tutto alle spalle. Ora c’è Sua Maestà Novak. “Ho imparato guardando le sue partite: la finale iconica di Wimbledon, con Federer. Ma anche quella con Medvedev a New York, quattro anni fa”. Il serbo quel match lo perse. Non penserà mica di fare come il russo? “Sulla carta, sarà proibitivo. E bellissimo. Userò le mie armi. L’obiettivo non è raggiungere il terzo turno ma migliorare il mio gioco e trovare un po’ di stabilità”. Rispetterà la routine di questi giorni: stessi gesti, stesso ristorante. Stessi argomenti di discussione: il calcio, soprattutto. Francesco dai 6 a 12 anni giocava nelle giovanili del Pisa, tifa in maniera esagerata per la squadra guidata da Gilardino. Galuppo invece è un senese di Sinalunga, tiene per la Fiorentina: “Tra tutti e due, quest’anno col pallone siamo messi proprio male. Per fortuna c’è il tennis”.