Musetti ai quarti degli Australian Open, battuto Fritz: “Orgoglioso di me stesso”. Sfiderà Djokovic
dal nostro inviato Massimo CalandriMELBOURNE - Il 29 novembre scorso è diventato papà per la seconda volta, a 22 anni: «Questa vittoria è per Veronica, la mamma, e i miei piccoli: Ludovico, Leandro. È tanto che sono lontano da casa: mi mancate». Lorenzo Musetti, che regalo. E poi quell’altra dedica al termine del match, scritta col pennarello sulla lente della telecamera a bordo campo: «Buongiorno, Italia». Sì, è proprio un bel modo di svegliarsi, dall’altra parte del mondo. L’azzurro ha sconfitto in 3 set (6-2, 7-5, 6-4) da incorniciare - ma quanto è divertente ed elegante, il suo tennis? – lo statunitense Taylor Fritz: si è qualificato per i quarti di finale degli Australian Open per la prima volta in carriera. Mercoledì incontrerà Sua Maestà Novak Djokovic. «Con lui è sempre una lezione, e un onore. Però una volta l’ho battuto, e questo mi darà la forza per provarci ancora».
Musetti: “Grazie a Simone e Damiano, sono qui col cuore”
Una partita esemplare. «Solo felice e orgoglioso di me stesso: oggi il servizio h…
MELBOURNE - Il 29 novembre scorso è diventato papà per la seconda volta, a 22 anni: «Questa vittoria è per Veronica, la mamma, e i miei piccoli: Ludovico, Leandro. È tanto che sono lontano da casa: mi mancate». Lorenzo Musetti, che regalo. E poi quell’altra dedica al termine del match, scritta col pennarello sulla lente della telecamera a bordo campo: «Buongiorno, Italia». Sì, è proprio un bel modo di svegliarsi, dall’altra parte del mondo. L’azzurro ha sconfitto in 3 set (6-2, 7-5, 6-4) da incorniciare - ma quanto è divertente ed elegante, il suo tennis? – lo statunitense Taylor Fritz: si è qualificato per i quarti di finale degli Australian Open per la prima volta in carriera. Mercoledì incontrerà Sua Maestà Novak Djokovic. «Con lui è sempre una lezione, e un onore. Però una volta l’ho battuto, e questo mi darà la forza per provarci ancora».
Musetti: “Grazie a Simone e Damiano, sono qui col cuore”
Una partita esemplare. «Solo felice e orgoglioso di me stesso: oggi il servizio ha funzionato molto bene, forse mai così in tutta la mia carriera. Conosco bene Taylor, abbiamo giocato tante volte e in passato ha vinto lui. Ma sono arrivato con un’altra mentalità, e un altro gioco: ho migliorato la battuta, adesso gioco più aggressivo col dritto e faccio correre il mio avversario, mentre in passato ero sulla difensiva». Merito del nuovo coach, lo spagnolo José Perlas, che lo ha incitato dal box della Rod Laver Arena. Ma anche di Simone Tartarini, lo storico allenatore, costretto nei giorni scorsi a lasciare l’Australia per la morte del padre (insieme a Damiano Fiorucci, il preparatore atletico, rientrato per motivi di salute): «Tutto questo è anche merito loro, di Simone e Damiano. Anche in questa partita erano accanto a me, col cuore. A volte la vita vera bussa alla tua porta, all’improvviso diventi più grande e capisci meglio tante cose: è anche pensando a loro, che ho giocato meglio».
“Novak si è riposato, ma io sono in gran forma”
“Lollo” è un ragazzo speciale. «Con la nascita di Leandro all’inizio non ho potuto dormire molto», racconta, e il pubblico australiano si scioglie in un applauso di simpatia. «Ma poi ho trovato il modo di prepararmi bene, sul campo e in palestra. L’obiettivo era quello di iniziare al meglio la stagione: a Hong Kong sono arrivato in finale e ho vinto il doppio con Sonego, a Melbourne raggiungo per la prima volta i quarti. Niente male». È già tempo di pensare a Novak, che qui ha vinto il titolo 10 volte e oggi riposa, perché il suo avversario – Jakub Mensik – si è ritirato. «Djokovic non si è stancato, ma io mi sento comunque in gran forma».
Quinto Slam di fila con due azzurri nei quarti
Per il quinto Slam consecutivo, due azzurri raggiungeranno i quarti di finale: a Musetti farà compagnia il vincente del match Darderi-Sinner, in programma più tardi. Proprio un anno fa, all’Australian Open, era toccato a Jannik e Sonego; al Roland Garros di Parigi, col campione altoatesino c’era Musetti (arrivarono insieme alle semifinali); sull’erba di Wimbledon, a fare compagnia al numero 2 del mondo fu Cobolli; agli Us Open, ancora l’accoppiata Sinner-Musetti. Il momento magico del tennis italiano continua.
Il carrarino ha fatto 13: con gli ace
Musetti oggi ha fatto impazzire il suo avversario, variando in continuazione il rovescio – slice, piatto -, incrociando il dritto oppure alzando la traiettoria, piazzando dei serve and volley a sorpresa per non dire di quelle palle corte che hanno tagliato le gambe a Taylor. E appoggiandosi a un servizio regolarmente intorno ai 200 kmh. Fritz non era al meglio della condizione, ha problemi a un ginocchio: ma oggi, contro questo “Muso” avrebbe perso anche il Taylor che nel 2024 raggiunse la finale degli Us Open con Sinner. Significative le statistiche: il carrarino ha messo dentro il 68% di prime palle con l’84% di vincenti, e 13 ace, senza subire un break ma annullando le 2 sole occasioni avute dall’altro.
Servizio e palle corte, un “Muso” da accademia
Perso il primo game a zero sul servizio dell’avversario, Musetti ha messo a segno il break sul 2-2 e messo in fila 5 giochi consecutivi: 6-2 in poco più di mezz’ora, con un Fritz lento, annichilito dalla varietà di colpi e cambiamenti di ritmo. La seconda frazione è stata più equilibrata ma solo nel punteggio, perché “Lollo” ha continuato a gestire regalando percentuali alte in battuta, e palle corte micidiali: proprio una smorzata è stata la leva che gli ha permesso di strappare a zero il servizio all’americano. Ha chiuso 7-5 dopo un dritto in velocità che ha fatto esplodere la Rod Laver Arena, e un rovescio da manuale. Il terzo set si è aperto con un altro break dell’italiano, che ha mantenuto il vantaggio con un paio di pesantissimi serve an volley. Ha messo dentro un tweener (il colpo tra le gambe, spalle alla rete) hollywoodiano. José Perlas lo ha però ammonito: «E’ quando sembra ormai tua, che la partita diventa difficile». Sul 5-4, sono arrivati un ace, una smorzata, un’altra ancora. Lo ha lasciato a zero punti. «Buongiorno, Italia».