Melbourne – La strategia sarà quella di sempre: un bel pisolino negli spogliatoi, un ripasso veloce del gioco dell’avversario – due-tre video basteranno – qualche chiacchierata con le persone che gli sono più vicine e lo fanno stare bene. Jannik Sinner si prepara alla semifinale degli Australian Open di venerdì. Lo aspetta un tipo che come stile di gioco gli assomiglia, ma ha quasi 15 anni e 20 titoli Slam più di lui: Djokovic ha già vinto 10 tornei (e 103 partite) a Melbourne. Il serbo in questi giorni ha avuto fortuna, lo ammette: Mensik si è ritirato prima della loro sfida degli ottavi, e con Musetti sappiamo come è finita. “Pregherò il doppio. Ringrazio Dio per avermi dato questa possibilità”, sorride Novak. Si sono incontrati 10 volte: l’azzurro l’ha spuntata in 6 occasioni, e 2 anni fa nello stesso stadio e nelle stesse circostanze. Allora Jannik volò poi in finale, dove superò Medvedev in un emozionante match che lo vedeva sotto di 2 set.
Melbourne – La strategia sarà quella di sempre: un bel pisolino negli spogliatoi, un ripasso veloce del gioco dell’avversario – due-tre video basteranno – qualche chiacchierata con le persone che gli sono più vicine e lo fanno stare bene. Jannik Sinner si prepara alla semifinale degli Australian Open di venerdì. Lo aspetta un tipo che come stile di gioco gli assomiglia, ma ha quasi 15 anni e 20 titoli Slam più di lui: Djokovic ha già vinto 10 tornei (e 103 partite) a Melbourne. Il serbo in questi giorni ha avuto fortuna, lo ammette: Mensik si è ritirato prima della loro sfida degli ottavi, e con Musetti sappiamo come è finita. “Pregherò il doppio. Ringrazio Dio per avermi dato questa possibilità”, sorride Novak. Si sono incontrati 10 volte: l’azzurro l’ha spuntata in 6 occasioni, e 2 anni fa nello stesso stadio e nelle stesse circostanze. Allora Jannik volò poi in finale, dove superò Medvedev in un emozionante match che lo vedeva sotto di 2 set.
Djokovic: “Lui è il favorito ma nel tennis non si sa mai”
Nel 2025 Sinner ha avuto la meglio sul trentottenne campione in altre 2 semifinali, sempre in 3 set: prima al Roland Garros, poi a Wimbledon. “Lui è favorito: ma non sai mai, cosa può accadere nel tennis”, se la ride sotto il Djoker. Sinner nei quarti ha superato 6-3, 6-4, 6-4 l’americano Ben Shelton, che alla vigilia faceva un po’ il bullo sostenendo di essere “sicuro” della vittoria: “Sono molto felice di come ho saputo gestire un incontro difficile, contro un mancino che serve a velocità pazzesche”. Gli è bastato un break in ogni set. In battuta non è stato troppo preciso (59%), ma efficace sì (78%).
Sinner “Ho bisogno della mia routine”
Se potesse scegliere vorrebbe giocare col tetto scoperto e il caldo, perché la sera il campo è meno veloce e le palline rimbalzano più alte. “Ma non voglio perdere energie preoccupandomi di cose che non posso controllare”. Meglio invece che non ci siano novità nel rituale pre-partita: “Ho bisogno di dormire e fare le mie cose. È una fortuna avere ancora Novak a questo livello, per batterlo devi stare al top”. L’altra semifinale è Alcaraz-Zverev. Sembra che tutto sia apparecchiato per vedere domenica di nuovo Jannik e Carlitos uno contro l’altro Ma non si sa mai, cosa può accadere nel tennis.