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Sinner si ferma nei quarti a Doha: Mensik lo batte in tre set

Jannik Sinner 
Il numero 2 del mondo si arrende al ceco con il punteggio di 7-6, 2-6, 6-3
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Ahia, Jannik, Questa fa malissimo. Sinner si è arreso nei quarti di finale dell’Atp500 di Doha, Qatar: ha ceduto in 3 set (7-6, 2-6, 6-3), due ore e 11 minuti di gioco, a Jakub “Menimal” Mensik, ventenne che da tempo tutti pronosticano come il possibile Big Three e quello di ieri sera forse è un segno. Il giovane ceco, numero 16 Atp, ha vinto meritatamente superando l’azzurro soprattutto dal punto di vista della determinazione: domani incontrerà il francese Arthur Fils, mentre Carlos Alcaraz – che a sua volta aveva perso il primo set nei quarti con Karen Kachanov, ma poi ha recuperato alla grande: «Dove diavolo trovi tutta quella energia?», gli ha chiesto alla fine il suo avversario - se la vedrà con l’altro russo, Andrey Rublev.

Sinner fallisce l’operazione fiducia

Lo spagnolo promette di aumentare il vantaggio in classifica. Per Jannik è invece la seconda sconfitta della stagione, dopo quella nella semifinale degli Australian Open con Novak Djokovic: il torneo del Qatar avrebbe dovu…

Ahia, Jannik, Questa fa malissimo. Sinner si è arreso nei quarti di finale dell’Atp500 di Doha, Qatar: ha ceduto in 3 set (7-6, 2-6, 6-3), due ore e 11 minuti di gioco, a Jakub “Menimal” Mensik, ventenne che da tempo tutti pronosticano come il possibile Big Three e quello di ieri sera forse è un segno. Il giovane ceco, numero 16 Atp, ha vinto meritatamente superando l’azzurro soprattutto dal punto di vista della determinazione: domani incontrerà il francese Arthur Fils, mentre Carlos Alcaraz – che a sua volta aveva perso il primo set nei quarti con Karen Kachanov, ma poi ha recuperato alla grande: «Dove diavolo trovi tutta quella energia?», gli ha chiesto alla fine il suo avversario - se la vedrà con l’altro russo, Andrey Rublev.

Sinner fallisce l’operazione fiducia

Lo spagnolo promette di aumentare il vantaggio in classifica. Per Jannik è invece la seconda sconfitta della stagione, dopo quella nella semifinale degli Australian Open con Novak Djokovic: il torneo del Qatar avrebbe dovuto rappresentare una grande opportunità per recuperare fiducia e punti nel ranking, la rivincita con Carlitos sembrava già scritta: al contrario, il numero 2 del mondo deve sorprendentemente farsi da parte. Niente di drammatico, ha tutto sommato giocato bene ma questa volta gli è mancata l’energia nei momenti decisivi: adesso dovrà superare la delusione in fretta e recuperare le forze per farsi trovare al meglio nei prossimi appuntamenti negli Usa.

Appuntamento a Indian Wells

Con ogni probabilità lo rivedremo ai primi di marzo, a Indian Wells. Ha lasciato il campo rapidamente, testa bassa. «Ho imparato molto dalla sconfitta con Novak», aveva detto alla vigilia di questo nuovo appuntamento. C’è ancora da lavorare. Ieri sera nel suo box non era presente la fidanzata, Laila Hasanovic, che nei prossimi giorni sarà protagonista nella settimana della moda a Milano. Il tennista italiano ha dialogato pochissimo col tecnico Simone Vagnozzi. Per la prima volta in carriera incontrava Mensik, che al termine del match era naturalmente felice ma neppure troppo stupito: «Conosco le grandi qualità di Jannik e sapevo che sarebbe stato difficile: ho lottato e vinto, è stata una battaglia mentale. Nel secondo set ho avuto un calo, però dopo il toilet break ho recuperato e sono tornato a servire bene. E’ una grande vittoria, ora pensiamo alle semifinali: non c’è tempo per festeggiare».

La chiave per Mensik è stata il servizio

Mensik ha fatto 3 punti in meno di Sinner (89 a 86) ed è stato sotto anche nei colpi vincenti (20 a 22): però ha servito meglio – 71% di prime palle a 63%, di cui 82% a segno contro il 72%. 11 ace a 6 -, soprattutto è stato più vario ed efficace nei colpi, scendendo spesso a rete e sorprendendo l’avversario con le palle corte. Nel primo set, Jannik è salito 0-40 sul servizio al suo avversario e ha avuto un’altra occasione per fare break ma l’ha fallita. Da quel momento, Mensik è stato implacabile sulla sua battuta e ha messo in discussione i turni dell’avversario. Il tie-break ha confermato l’efficacia del ceco al momento di servire (con prime palle sopra i 215kmh e seconde sempre al limite) e la sua capacità di tenere l’italiano lontano dalla linea di fondo. Jakub ha chiuso in 56 minuti con un parziale di 7 a 3 e un Sinner un po’ preoccupato (83% di prime palle dell’altro contro il 62% dell’azzurro, 6 ace a 3).

Il ritorno illusorio di Jannik

Nella seconda frazione, al primo gioco Jannik ha concesso un’altra occasione per il break ma è riuscito a rimediare. Da quel momento, la sicurezza del suo avversario ha cominciato a vacillare: nel sesto game, complice un doppio doppio fallo dell’altro, Sinner ha svoltato e poco dopo chiuso 6-2 con un altro break a zero. Ma nel terzo set, grazie anche a una coraggiosa, delicatissima palla corta, il ceco ha sorpreso Jannik togliendogli il servizio e si è portato sul 2 a 0, dopo aver annullato una palla del contro-break. Dopo 2 ore di gioco, Jakub era avanti 4-2 nel terzo e decisivo parziale. Nel game finale, Jannik ha subìto per la seconda volta il break mettendo in rete una risposta dell’avversario. E questo sì, che è un brutto segno.

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