Sono almeno due anni che gli ripetono: “Diventerai uno dei Big Three: tu, Alcaraz e Sinner”. Ma non ci ha mai giocato contro. Stanotte alle 2 italiane, per la prima volta, Joao Fonseca affronta Jannik negli ottavi di Indian Wells, primo Masters1000 della stagione. Ha grande rispetto per l’azzurro: “Lui e Carlos sono di un altro livello, il loro è un tennis incredibile”. Però. “Proverò a vincere. Divertendomi”. Dritto formidabile, servizio potente. Più il supporto di una rumorosa, simpatica “torcida” in maglia giallo-oro che lo segue per tutto il mondo, e finisce regolarmente per coinvolgere il resto del pubblico. “Mi piace il sostegno dei tifosi, è uno degli aspetti migliori dello sport. Adoro quando bambini e ragazzini vengono da me e chiedono autografi, selfie”. Diciannovenne, brasiliano. Legge libri, non usa il cellulare. “Ho seguito i consigli del mio allenatore, Guilherme Teixeira”.
Sono almeno due anni che gli ripetono: “Diventerai uno dei Big Three: tu, Alcaraz e Sinner”. Ma non ci ha mai giocato contro. Stanotte alle 2 italiane, per la prima volta, Joao Fonseca affronta Jannik negli ottavi di Indian Wells, primo Masters1000 della stagione. Ha grande rispetto per l’azzurro: “Lui e Carlos sono di un altro livello, il loro è un tennis incredibile”. Però. “Proverò a vincere. Divertendomi”. Dritto formidabile, servizio potente. Più il supporto di una rumorosa, simpatica “torcida” in maglia giallo-oro che lo segue per tutto il mondo, e finisce regolarmente per coinvolgere il resto del pubblico. “Mi piace il sostegno dei tifosi, è uno degli aspetti migliori dello sport. Adoro quando bambini e ragazzini vengono da me e chiedono autografi, selfie”. Diciannovenne, brasiliano. Legge libri, non usa il cellulare. “Ho seguito i consigli del mio allenatore, Guilherme Teixeira”.
La pesante etichetta di predestinato
“Predestinato”: la odia, questa parola. “Impossibile prevedere il futuro, pensiamo a goderci il presente”. Nel 2024 ha vinto le Next Gen, la scorsa stagione sembrava già pronto per la Top20: ha messo in bacheca due titoli, è stato un po’ frenato da problemi alla schiena che si è trascinato dietro fino a gennaio. Numero 35 Atp, prima di arrivare nella Coachella Valley aveva vinto un solo incontro su quattro: sconfitto all’esordio negli Australian Open da Spizzirri, che dopo avrebbe fatto soffrire Sinner; subito fuori con Tabilo a Buenos Aires; eliminato da Buse al secondo turno di Rio de Janeiro. Qui in California ha prima superato il belga Collignon, poi ha fatto clic: vittoria con Khachanov, testa di serie numero 16, annullando due match point. Sull’onda dell’entusiasmo, ha travolto in due set un altro brutto cliente come Paul.
Fonseca: “Mi piace quando la gente grida il mio nome”
Al termine dell’incontro è stato sommerso dalla folla. Solare, sorride sempre. “Mi piace sentire la gente che grida il nome, la confusione”. Capirai, è nato a Rio de Janeiro. Sinner da San Candido è decisamente più riservato. Ma pure lui affronta l’impegno con grande serenità, dopo il convincente successo su Shapovalov. Per Joao sarà il primo vero crash test della carriera. “Non ho mai affrontato nessuno degli attuali Top 5. Non vedo l’ora. È un privilegio quando sento dire che posso giocarmela con Jannik o Carlitos. Spero abbiano ragione: devo lavorare per raggiungere l’obiettivo, prendendo solo le cose positive. Lo scorso anno mi è servito per imparare, ho fatto esperienza: oggi mi sento più maturo. E questa partita è una occasione importante di crescita”.
La sconfitta di Sinner nel doppio
Sinner è subito uscito di scena dal torneo di doppio: con l’amico Opelka, il gigante americano (2,11 di altezza), ha perso 6-4 6-4 dalla coppia testa di serie numero 1, formata dallo spagnolo Granollers e l’argentino Ceballos.