La prossima volta, ragazzo. Dopo aver sofferto con Fonseca, questa volta Jannik sculaccia (6-1, 6-2) in un’ora e 6 minuti di gioco un altro apprendista campione, il californiano Learner Tien. L’azzurro vola in semifinale a Indian Wells (è la terza volta in carriera), primo Masters 1000 della stagione. Domani lo aspetta il “vecchio” Sascha Zverev, che non ha mai vinto uno Slam e sogna di diventare il terzo dei Big Three, ma — almeno per ora — ha sempre trovato la porta chiusa. «Non sarà semplice: Sascha è fortissimo, la palla qui rimbalza molto in alto. Però stiamo migliorando dopo ogni partita, ci siamo allenati bene: sono contento», sorride.
Sinner praticamente perfetto
Ieri è stato praticamente perfetto, rapido negli spostamenti e terribilmente e…
La prossima volta, ragazzo. Dopo aver sofferto con Fonseca, questa volta Jannik sculaccia (6-1, 6-2) in un’ora e 6 minuti di gioco un altro apprendista campione, il californiano Learner Tien. L’azzurro vola in semifinale a Indian Wells (è la terza volta in carriera), primo Masters 1000 della stagione. Domani lo aspetta il “vecchio” Sascha Zverev, che non ha mai vinto uno Slam e sogna di diventare il terzo dei Big Three, ma — almeno per ora — ha sempre trovato la porta chiusa. «Non sarà semplice: Sascha è fortissimo, la palla qui rimbalza molto in alto. Però stiamo migliorando dopo ogni partita, ci siamo allenati bene: sono contento», sorride.
Sinner praticamente perfetto
Ieri è stato praticamente perfetto, rapido negli spostamenti e terribilmente efficace da fondo, affidandosi nei momenti importanti a un gran servizio (65% di prime palle e 84% vincenti, 10 ace) contro un avversario che aveva cominciato spingendo al massimo. «Partita non semplice, Tien era partito in maniera molto aggressiva: ma fare subito un break aiuta moltissimo. Lui ha grande talento, lo rivedremo presto coi migliori». Jannik sembra stare molto bene fisicamente. «Siamo arrivati qui in California con grande anticipo, faceva molto caldo e ci siamo allenati tanto per abituare il corpo. L’obiettivo è stare meglio in campo: un’area su cui cerchiamo di migliorare, visto i problemi che ho avuto in Australia. Ci sono ancora alcuni aspetti su cui lavorare, ma direi che per il momento va bene».
Zverev di autorità contro Fils
Zverev nel suo quarto di finale ha superato in maniera secca il francese Fils. Con il tedesco i precedenti sono favorevoli all’azzurro (6-4), imbattuto da 2 anni nel corso dei quali — ranking oblige — i due si sono regolarmente incontrati nelle fasi finali dei tornei, a parte il round robin nelle Atp Finals torinesi di novembre: «Impossibile giocare contro di lui», si era arreso sconsolato Sascha poco più di un anno fa, nell’ultimo atto degli Australian Open.
Sinner implacabile
Ieri nel primo quarto d’ora Tien le ha provate tutte, cercando di imporre una velocità indiavolata e alternando lungolinea a palle corte: tutto inutile. Jannik è andato avanti 3-0, sereno quanto implacabile. Chiusa 6-1 una prima frazione da manuale, nel secondo set ha rimediato a 2 palle break: Learner ha compreso che la sua piccola opportunità di cambiare il destino se n’era andata. La partita gli è scivolata via, come sabbia tra le dita.
Draper elimina Djokovic
Dall’altra parte del tabellone, Novak Djokovic suo malgrado ha celebrato il ritorno di Jack Draper, assente da settembre: il britannico ha superato in 3 set il serbo. «Sono orgoglioso del modo in cui mi sono ritrovato». Lo scorso anno, a Indian Wells, aveva vinto il primo Masters 1000 della carriera superando in semifinale Alcaraz. «Da allora ho forzato molto, fisicamente, per essere all’altezza dello spagnolo e di Sinner. Ne ho pagato le conseguenze», ammette Jack. Il mancino è un grande amico di Jannik. E sogna di sfidarlo qui, in finale.