Sinner vince per la prima volta a Indian Wells: Medvedev battuto in finale
di Massimo CalandriJannik, nel paradiso del tennis. Con dedica all’amico Kimi Antonelli sulla telecamera. “Gli ho scritto, ho visto appena sveglio gli highlights del Gran Premio, ieri era troppo tardi. Niente, sì, gli ho scritto ed è davvero una cosa bellissima, essendo italiano, che abbiamo un pilota di un talento incredibile con l’età che ha. È incredibile, quindi possiamo essere molto orgogliosi”. Oltre alla dedica e alle parole per l’amico che ha vinto con lui: “È un giorno speciale per l’Italia, sono un appassionato di F1 e avere un giovanissimo italiano al vertice è bellissimo: grazie Kimi.” Si erano abbracciati la prima volta a Torino, a novembre, dopo la vittoria di Jannik alle Atp finals, la settimana dopo è stato Jannik ad andare ad Abu Dhabi, aveva visto la gara e alla vigilia aveva girato con lui sul circuito di Yas Marina, a bordo di una AMG GT 63.
Il ritorno al successo di Jannik
Dopo le delusioni degli Australian Open, con la semifinale perduta con Djokovic, e di Doha, con la sconfitta ne…
Jannik, nel paradiso del tennis. Con dedica all’amico Kimi Antonelli sulla telecamera. “Gli ho scritto, ho visto appena sveglio gli highlights del Gran Premio, ieri era troppo tardi. Niente, sì, gli ho scritto ed è davvero una cosa bellissima, essendo italiano, che abbiamo un pilota di un talento incredibile con l’età che ha. È incredibile, quindi possiamo essere molto orgogliosi”. Oltre alla dedica e alle parole per l’amico che ha vinto con lui: “È un giorno speciale per l’Italia, sono un appassionato di F1 e avere un giovanissimo italiano al vertice è bellissimo: grazie Kimi.” Si erano abbracciati la prima volta a Torino, a novembre, dopo la vittoria di Jannik alle Atp finals, la settimana dopo è stato Jannik ad andare ad Abu Dhabi, aveva visto la gara e alla vigilia aveva girato con lui sul circuito di Yas Marina, a bordo di una AMG GT 63.
Il ritorno al successo di Jannik
Dopo le delusioni degli Australian Open, con la semifinale perduta con Djokovic, e di Doha, con la sconfitta nei quarti con Mensik, Sinner torna a vincere un torneo. Nella finale di Indian Wells, primo Masters 1000 della stagione, ha battuto Daniil Medvedev in 2 set (7-6, 7-6), un’ora e 55 minuti di gioco, doppio tie-break come negli ottavi col brasiliano Fonseca. È il più giovane tennista della storia a trionfare in tutti i tornei più importanti del circuito sul cemento, Slam compresi. Non era mai arrivato sino in fondo, qui nella Coachella Valley, sui campi assolati di quello che giustamente chiamano Tennis Paradise: ha superato il russo al termine di una impressionante sfida tecnica e mentale. In California Sinner non ha perso un solo set, in 6 incontri. Atp Finals di Torino a parte, era da 5 mesi (Shanghai) che non alzava un trofeo: recupera mille punti nel ranking ad Alcaraz, che continua ad essere largamente il leader ma tra una settimana c’è un altro appuntamento a Miami. E Jannik è di nuovo ingiocabile.
La difficoltà climatiche di Indian Wells
Si è adattato a una temperatura complicata, intorno ai 34 gradi. «Sono arrivato da queste parti con largo anticipo, mi sono allenato duramente anche per superare il mio problema della tenuta fisica col caldo», aveva spiegato alla vigilia. Nel warm up della semifinale con Zverev, aveva accusato un dolore muscolare al momento di battere: «Ora è tutto a posto». Voleva fortissimamente questo torneo, cui lo scorso anno aveva dovuto rinunciare a causa dello stop concordato con la Wada. «Era importante tornare qui, e fare bene». Ma la finale è stata una prova tutt’altro che semplice. I numeri importanti del servizio gli hanno permesso di restare sempre in partita: e nei momenti decisivi è venuto fuori con tutto il suo talento.
La favolosa rimonta nel secondo tie-break
Dopo quasi 10 anni con Gilles Cervara, Daniil ha cambiato tecnico: diretto da Thomas Johansson — svedese, già tennista da Top 10, un Australian Open (2002) — , il russo è partito col piede sull’acceleratore, aggressivo e sfrontato, ma Jannik si è appoggiato al servizio per non farsi intimidire. L’altro ha spinto, preso rischi, addirittura urlato nell’esecuzione dei colpi — un gran servizio, un rovescio incrociato da togliere il fiato — Sinner non ha mai dubitato, con la battuta ha tenuto Medvedev al suo posto. Al tie-break, la differenza l’hanno fatta i dettagli: al secondo set-point l’italiano si è messo in tasca una prima — fondamentale — frazione. Nel secondo set l’azzurro è sembrato molto più sicuro di sé nei turni di servizio (i primi 2 e il quinto li ha vinti a zero), ma al tie-break è andato sotto 4-0. Tutto perduto? Neanche per sogno: con un parziale di 7 a 0 ha rimontato. Ed è tornato in paradiso.