Alcaraz ha più colpi, Sinner è un robot: lo spagnolo è più forte dell’italiano. Non lo ha detto apertamente, anche se ci è andato molto vicino: di sicuro lo pensa. Joao Fonseca, 19 anni, indicato da molti come il futuro Big Three accanto a Carlitos e Jannik, li ha incontrati entrambi per la prima volta in pochi giorni: è sempre stato sconfitto, dall’azzurro in due tie-break e 2 ore a Indian Wells, dal murciano in un’ora e mezza con un doppio 6-4 a Miami.
Al termine del match giocato in Florida, il giudizio del giovane brasiliano è chiarissimo: «Credo Alcaraz abbia un arsenale più vasto, rispetto a Sinner. Jannik è più simile a un robot: aggredisce la palla e fa tutto alla perfezione. Carlos, invece, sa fare tutto. Sa giocare con il top spin, sa sparar…
Alcaraz ha più colpi, Sinner è un robot: lo spagnolo è più forte dell’italiano. Non lo ha detto apertamente, anche se ci è andato molto vicino: di sicuro lo pensa. Joao Fonseca, 19 anni, indicato da molti come il futuro Big Three accanto a Carlitos e Jannik, li ha incontrati entrambi per la prima volta in pochi giorni: è sempre stato sconfitto, dall’azzurro in due tie-break e 2 ore a Indian Wells, dal murciano in un’ora e mezza con un doppio 6-4 a Miami.
Al termine del match giocato in Florida, il giudizio del giovane brasiliano è chiarissimo: «Credo Alcaraz abbia un arsenale più vasto, rispetto a Sinner. Jannik è più simile a un robot: aggredisce la palla e fa tutto alla perfezione. Carlos, invece, sa fare tutto. Sa giocare con il top spin, sa sparare la palla, ha un buon movimento. Va a rete. Ha tutto. È più difficile capire il suo gioco. Ti spezza molto il ritmo».
Fonseca: “Lo spagnolo è forte. E imprevedibile”
Joao ha raccontato dell’incontro di Miami, davanti a 17.000 spettatori quasi tutti per lui: «All’inizio non stavo servendo bene, Carlos rispondeva bene alle seconde di servizio. Si è abituato di più al campo, e questo l’ho sentito molto. Forse all’inizio era un po’ più sotto pressione, proprio come me, ma ha ottenuto un break all’inizio del primo set e all’inizio del secondo, e poi ha giocato la sua partita con buoni colpi, andando a rete e avvicinandosi. Penso che l’esperienza con Jannik mi abbia aiutato a scendere in campo questa volta senza paura, cercando di giocare il mio gioco. Ma non ho sfruttato le opportunità che ho avuto, e ovviamente lui ha giocato bene. È il numero 1 al mondo. Devo riflettere sui miei errori e cercare di migliorare».
Alcaraz: “Spero di incontrare Jannik in finale”
Il talentuoso brasiliano aveva affrontato Alcaraz in passato, però era una esibizione: «Le esibizioni sono ovviamente una cosa diversa. Qui ha saputo cambiare ritmo. Ha i tagli, ha il topspin, va più sugli angoli. Ha un po’ di tutto, non sai cosa ti aspetta, e se ti serve un servizio e poi una volée, o se invece devi servire largo e fare un colpo in profondità, non lo sai proprio. Questa è la difficoltà di giocare contro di lui. Ti serve una partita quasi perfetta. Ho fatto del mio meglio, ho cercato di creare occasioni: ma quando ho avuto una palla break, ho sbagliato la risposta o lui ha servito bene. Quelle sono le occasioni che non posso perdere. Però è stata una bella partita». Lo spagnolo, che ha saputo ignorare il colorato tifo della ‘torcida’ brasiliana (“Ho pensato solo a restare concentrato sul mio gioco”), ha riempito di complimenti l’avversario: “Può mettere a segno un vincente da qualsiasi posizione. È impressionante. Ottimi colpi, grande potenza: migliorerà ancora”. Domani Alcaraz affronterà l’americano Korda nei sedicesimi: «Spero di incontrare Jannik in finale. Sono i match che preferisco».