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Sinner a Miami si allena con Dzumhur: vince in due set e prova il gioco a rete

Jannik Sinner
Jannik Sinner 

Esordio tatticamente interessante per Jannik in Florida. Il bosniaco piegato con un doppio 6-3

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Thank you. Grazie, scrive Jannik Sinner sulla lente della telecamera a bordo campo. L’esordio a Miami, con un doppio 6-3 al bosniaco Dzumhur, si è rivelato un ottimo allenamento per l’azzurro: in un’ora e 10 minuti di gioco ha potuto provare alcuni colpi, in particolare la discesa a rete (14 punti a segno su 17). «E poi mi sto adattando al clima della Florida, qui è tutto diverso rispetto a Indian Wells». Sinner era arrivato in California con largo anticipo, una settimana di lavoro sotto il sole aveva pagato. Dal caldo secco è passato all’umidità, e subito in campo. «Sono contento, i primi turni sono sempre scomodi».

24 set in fila vinti in un Masters 1000: come Djokovic

È arrivato un altro record: è a 24 set consecutivi vinti in un Masters 1000, l’ultimo a riuscirci era stato un certo Djokovic. «Conta giocare più incontri possibile, non il punteggio». Lunedì affronterà Moutet, che ha sconfitto Machac. «Devo migliorare». Nell’Hard Rock Stadium, sul centrale ricavato sopra il terreno che ospita il football americano dei Miami Dolphins, Jannik è stato ancora una volta molto solido al servizio: 64% di prime (e il 90% vincenti: 26 su 29), 9 ace. «Per me è molto importante anche il gioco di transizione: cerco sempre di crescere, poi dipende dalla giornata. Ottenere subito un break mi ha reso più fiducioso e aggressivo». Poi aggiunge, bontà sua: «Ho fatto anche un paio di errori».

Dzumhur, una vita da film

Sulla vita di Dzumhur, 33 anni, ci sarebbe da scrivere un libro: nato a Sarajevo durante l’assedio, i bombardamenti e tiri dei cecchini serbo-bosniaci; da adolescente protagonista di un paio di film; vittima di depressione, più recentemente di una grave malattia al pancreas da cui è riuscito a guarire. Il percorso da tennista di Damir è invece un po’ meno avventuroso e la differenza con Sinner si è vista tutta. Il bosniaco ha lottato, ma dopo un quarto d’ora era già sotto 4 a 1: nel primo set è quasi inciampato in una palla break a favore, Jannik ha rimediato con un ace, poi l’azzurro ha chiuso a zero il game del primo set. E sempre a zero, ha tolto il turno di battuta all’avversario sull’1-1 nella seconda frazione.

Sinner, una partita in scioltezza

Ha sorriso a due ragazze che in tribuna sventolavano un tricolore. Il match è scivolato via rapidamente, con l’azzurro in grande condizione fisica che ha regalato alcune impossibili accelerazioni. Il supercoach Darren Cahill e Simone Vagnozzi, che ha appena raggiunto la squadra, lo hanno applaudito soddisfatti. Thank you, Jannik.

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