✕

Sinner, errori e nervi tesi ma batte Michelsen in due set: è ai quarti a Miami, ora c’è Tiafoe

Jannik Sinner 

Ascolta l'audio

Finisce 7-5, 7-6 un match nel quale il numero 2 del mondo ha anche dovuto affrontare momenti di difficoltà
2 minuti di lettura

«Se voglio andare avanti, devo migliorare. Soprattutto nel gioco da fondo campo. Ritrovare ritmo», dice Jannik Sinner, un po’ rabbuiato. Ma intanto vola ai quarti di finale di Miami, superando in 2 set (7-5, 7-6), in un’ora e 41 minuti il californiano Alex Michelsen, 21 anni, numero 40 del ranking Atp. Quattordicesima vittoria consecutiva e senza perdere un solo set - siamo a quota 28 – in un Masters 1000.

Sinner, nei quarti c’è Tiafoe

Nei 2 precedenti tra i tennisti non c’era stata storia: questa volta invece il numero 2 del mondo ha dovuto faticare parecchio, di sicuro più del previsto, di fronte a un avversario positivo e spettacolare. «Per fortuna il servizio mi ha aiutato nei momenti importanti, in particolare nel tie-break»: 15 ace per l‘azzurro, il 67% di prime palle col 91% di success…

«Se voglio andare avanti, devo migliorare. Soprattutto nel gioco da fondo campo. Ritrovare ritmo», dice Jannik Sinner, un po’ rabbuiato. Ma intanto vola ai quarti di finale di Miami, superando in 2 set (7-5, 7-6), in un’ora e 41 minuti il californiano Alex Michelsen, 21 anni, numero 40 del ranking Atp. Quattordicesima vittoria consecutiva e senza perdere un solo set - siamo a quota 28 – in un Masters 1000.

Sinner, nei quarti c’è Tiafoe

Nei 2 precedenti tra i tennisti non c’era stata storia: questa volta invece il numero 2 del mondo ha dovuto faticare parecchio, di sicuro più del previsto, di fronte a un avversario positivo e spettacolare. «Per fortuna il servizio mi ha aiutato nei momenti importanti, in particolare nel tie-break»: 15 ace per l‘azzurro, il 67% di prime palle col 91% di successo. «Non è stato facile, Alex gioca in maniera diversa: ho però trovato il modo di uscire dai problemi. Ma ora devo lavorare in allenamento: ho bisogno di alzare il livello. Un giorno di riposo mi farà bene». Giovedì sarà in campo per i quarti contro un altro statunitense, Frances Tiafoe, 20 del mondo (4.1 in favore di Jannik i precedenti).

Frances Tiafoe 

Sinner più efficace nei punti importanti

Michelsen è entrato in campo ispirato, efficace al servizio e brillante nel gioco a rete, bello a vedersi: ha vinto a zero i primi 3 turni di battuta. Sinner lo ha fatto sfogare, ha mantenuto in equilibrio il punteggio appoggiandosi al servizio, ha ascoltato Simone Vagnozzi che a un certo punto gli ha detto di accorciare da 3 a 2 i passi (o i metri) di distanza dalla linea di fondo sulla seconda dell’avversario. Coraggioso e aggressivo, Alex è riuscito a rimediare a 4 palle-break nel nono gioco, ma è poi capitolato nell’undicesimo: l’azzurro ha quindi chiuso la prima frazione in 47 minuti di gioco. Dopo un set con l’acceleratore a tavoletta, ci stava che l’americano – collezionista di monete antiche - finisse la benzina fisica e mentale: neanche per sogno.

L’impazienza di Sinner

Jannik ha anche risposto con un gesto impaziente a Vagnozzi: «Se sbagli fa niente, ma tira tu», gli ha gridato il tecnico, e lui non ha gradito. Ma soprattutto, al sesto gioco l’azzurro ha subìto un sorprendente break: era dal match di Indian Wells con Fonseca, che non cedeva la battuta. Il californiano è salito 5-2 ma nel momento chiave s’è innervosito, forse per via della luce del sole che al tramonto ha cominciato a infastidirlo: di nuovo parità, poi il tie-break. L’americano si è portato sul 3-1, poi il ritorno di Jannik che ha chiuso con un servizio vincente, parziale di 7-4, un gran sorriso (e questa volta niente “Thank you” scritto sulla lente della telecamera a bordo campo). Ma che fatica.

Leggi i commenti