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Sinner splende a Miami: batte Lehecka 6-4 6-4 dopo la pioggia. “Torno a casa felice”

Jannik Sinner 

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Jannik vince la finale rinviata e poi interrotta per maltempo e centra il Sunshine Double, la doppietta con Indian Wells: è il primo a riuscirci senza perdere un set
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Sunshine Double. L’ultima volta ci era riuscito Roger Federer, 9 anni fa. Due settimane dopo Indian Wells, Jannik Sinner trionfa anche a Miami battendo il ceco Jiri Lehecka con un doppio 6-4 in un’ora e 33 minuti di gioco in un match che però è stato interrotto per pioggia per 90 minuti. Ad appena 24 anni, questo è il suo settimo Masters 1000 della carriera, cui vanno aggiunti 4 Slam, 2 Atp Finals e altri tornei per un totale di 26 titoli del circuito.

Sinner a 26 titoli, quando può tornare numero 1 al mondo

L’azzurro in Florida ha vinto con la sicurezza del campione che sembra impossibile, ma continua a migliorare: ad alzare un’asticella irraggiungibile, per i tennisti “umani”. Come lui, oggi, solo Carlos Alcaraz. Che però sta attraversando un periodo di lieve flessione, dopo Melbourne. Attenzione: il gap nel ranking dallo spagnolo a gennaio sembrava lontanissimo, ora si è ridotto di brutto. In caso di vittoria sulla terra rossa di Montecarlo (al Country Club monegasco si cominc…

Sunshine Double. L’ultima volta ci era riuscito Roger Federer, 9 anni fa. Due settimane dopo Indian Wells, Jannik Sinner trionfa anche a Miami battendo il ceco Jiri Lehecka con un doppio 6-4 in un’ora e 33 minuti di gioco in un match che però è stato interrotto per pioggia per 90 minuti. Ad appena 24 anni, questo è il suo settimo Masters 1000 della carriera, cui vanno aggiunti 4 Slam, 2 Atp Finals e altri tornei per un totale di 26 titoli del circuito.

Sinner a 26 titoli, quando può tornare numero 1 al mondo

L’azzurro in Florida ha vinto con la sicurezza del campione che sembra impossibile, ma continua a migliorare: ad alzare un’asticella irraggiungibile, per i tennisti “umani”. Come lui, oggi, solo Carlos Alcaraz. Che però sta attraversando un periodo di lieve flessione, dopo Melbourne. Attenzione: il gap nel ranking dallo spagnolo a gennaio sembrava lontanissimo, ora si è ridotto di brutto. In caso di vittoria sulla terra rossa di Montecarlo (al Country Club monegasco si comincia tra una settimana), Sinner tornerà automaticamente il numero 1 del mondo. E con uno Jannik così, nessun traguardo è impossibile. Era arrivato in finale con un primato di 32 set consecutivi vinti, nel Masters 1000: ora sono 34. Anche Lehecka aveva un suo piccolo, ma significativo record: dall’inizio del torneo non aveva subìto un solo break. Il ceco si è visto sfilare via il servizio già al suo secondo turno di battuta: ha reagito orgoglioso, conquistando a sua volta 3 occasioni pulite per restituire la cortesia all’avversario. Ed è stato proprio allora – non prima, non dopo: in quel preciso, fondamentale momento – che Jannik ha servito 5 prime palle incredibili, una dietro l’altra (2 ace): un quarto d’ora appena di gioco, e già la partita aveva preso un senso unico, inevitabile. Jiri, adesso numero 14 nella classifica Atp, si è mosso bene e ha colpito meglio: servendo con efficacia, provando a sorprendere con qualche imprevista variazione tattica. Ma quando hai davanti un marziano, è tutto inutile. Sinner ha serenamente custodito il vantaggio, si è permesso pure il lusso di lasciare 2 set point sulla risposta, poi ha chiuso (a zero) una prima frazione da 46 minuti in cui il servizio è stato ancora una volta determinante: 62% di prime palle e tutte vincenti (16 su 16), solo 5 punti lasciati all’altro, 5 ace.

Lehecka, Sinner e l’interruzione per pioggia

Cosa diavolo avrebbe potuto inventarsi Jiri per ribaltare la situazione? Il cielo, impietosito, ha provato a dargli una mano scaricando sull’Hard Rock Stadium un acquazzone: la partita, iniziata con un ritardo di oltre un’ora e mezza sempre per il maltempo, è stata interrotta dopo 51 minuti sul 15-30 sulla battuta di Lehecka, primo game del secondo set. Al ritorno in campo dopo un’ora e mezza, Lehecka ha annullato 3 palle break al terzo e altre 2 al quinto gioco: ma dopo aver messo sotto pressione Sinner, in una seconda frazione più equilibrata, ha concesso ancora un’occasione al nono, sbagliando un dritto sul 30-30. Questa volta, Jannik non se l’è fatta scappare. E nel game successivo ha chiuso il match con una volée.

Sinner e il riscaldamento con il pallone

Prima della finale, Jannik aveva insistito per fare comunque riscaldamento all’aperto, sotto una pioggia sottile – e infida, sul cemento -, mentre Jiri aveva preferito restare negli spogliatoi. Dopo un po’, lasciata la racchetta, l’azzurro si era messo a palleggiare con un pallone da calcio insieme allo staff sul prato che di solito vede corse e placcaggi dei Miami Dolphins del football americano: minuti di gioia leggera, a conferma che il percorso suggerito da Riccardo Ceccarelli – il mental coach lo ha fornito di un kit per “svuotare il cervello” attraverso degli esercizi al computer – funziona. A proposito: come calciatore, Jannik ha un sinistro molto educato.

La dedica di Jannik a Kimi e Bez

Sulla telecamera, Jannik ha lasciato una dedica per Kimi e Bez, Antonelli e Bezzecchi, italiani protagonisti del Gp di Giappone di Formula 1 e del Gp di Austin della MotoGp. Entrambi sono leader del Mondiale. “Le finali sono sempre difficili: ho cercato di rimanere solido, ma il campo era molto pesante. Sono stato concentrato nei momenti importanti”, ha detto Sinner. “È stato un periodo incredibile, qui in America: abbiamo lavorato tanto per trovarci in questa condizione, adesso non vedo l’ora di tornare a casa. Farlo con 2 trofei, è molto importante: non ci avrei mai pensato, è una cosa difficile da ottenere”.

L’intervista di Sinner: “Orgoglioso del mio staff e del nostro livello di tennis”

“Che giornata!”, ha sorriso Jannik al momento della premiazione, salutato da fuochi d’artificio di colore arancione. L’azzurro ha riempito di complimenti il suo avversario, Jiri Lehecka. “Sei un grande tennista, ma soprattutto una bellissima persona”. Ha parlato di queste incredibili settimane Usa. “Cerco ogni giorno di fare del mio meglio. Ci sono stati tanti giorni di allenamento, prima di Indian Wells”. Il ringraziamento al suo staff: il supercoach Darren Cahill, il tecnico Simone Vagnozzi, il fisio Alejandro Resnicoff. “La cosa che mi rende più felice è il livello di tennis che stiamo cercando di produrre”. Torna in Europa, nella sua Montecarlo: non è ancora ufficiale, ma oltre al singolare dovrebbe prendere parte anche al doppio insieme al belga Zizou Bergs, nel novembre scorso protagonista si una spettacolare partita di Davis a Torino con Flavio Cobolli.

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