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Sinner soffre ma batte Machac in 3 set: “Ho avuto un calo di energia”. Ai quarti c’è Auger-Aliassime

Jannik Sinner (afp)

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Pur in una giornata non felice dal punto di vista fisico, Jannik riesce a domare il ceco e ad allungare la striscia di vittorie nei Masters 1000
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«Non tutti i giorni sono uguali», confessa Jannik. Benissimo, male, benino: Sinner gioca 3 partite in una sola, ma alla fine batte Tomas Machac (6-1, 6-7, 6-3) in 2 ore e un minuto, raggiunge i quarti di finale a Montecarlo: domani incontrerà il canadese Felix Auger-Aliassime (4-2 i precedenti). Le vittorie consecutive nei Masters 1000 salgono a 19, invece i set si fermano a 37 perché il ceco ha meritatamente vinto il tie-break e a un certo punto ha fatto dubitare sull’esito dell’incontro. «Ho fatto fatica, sono un po’ stanco», ammette l’azzurro. «E’ stata una partita difficile, sono partito bene poi ho accusato forse un calo di energia. Ho cercato di resistere, dare comunque il mio meglio, trovare il modo di farcela: l’importante era vincere. Non tutti i giorni sono uguali».

Appunt…

«Non tutti i giorni sono uguali», confessa Jannik. Benissimo, male, benino: Sinner gioca 3 partite in una sola, ma alla fine batte Tomas Machac (6-1, 6-7, 6-3) in 2 ore e un minuto, raggiunge i quarti di finale a Montecarlo: domani incontrerà il canadese Felix Auger-Aliassime (4-2 i precedenti). Le vittorie consecutive nei Masters 1000 salgono a 19, invece i set si fermano a 37 perché il ceco ha meritatamente vinto il tie-break e a un certo punto ha fatto dubitare sull’esito dell’incontro. «Ho fatto fatica, sono un po’ stanco», ammette l’azzurro. «E’ stata una partita difficile, sono partito bene poi ho accusato forse un calo di energia. Ho cercato di resistere, dare comunque il mio meglio, trovare il modo di farcela: l’importante era vincere. Non tutti i giorni sono uguali».

Appunto. Nella seconda frazione ha cominciato a toccarsi la schiena, dolorante. Poi al medico ha confessato di sentirsi un po’ “dizzy”, come se gli girasse la testa. La fatica dopo il tour de force americano? Ha preso una pastiglia, e via. «Tutto può cambiare rapidamente, speriamo che quello di domani sia un bel match. Ora la cosa più importante è recuperare, per essere al massimo». Lascia il “Ranieri III” tra gli applausi del pubblico. Il tribuna il principe Alberto e nel box dell’italiano la fidanzata Laila Hasanovic, insieme a Simone Vagnozzi e all’amico-mentore Alex Vittur. «Grazie», scrive sulla lente della telecamera a bordo campo.

La stretta di mano a fine match tra Sinner e Machac (afp)

Una partita tra alti e bassi: il tie-break è di Machac

Il mancino ceco era partito bello carico, 40-0 sul suo servizio dopo un minuto di gioco. Poi, si è spenta a luce. Un parziale di 17 punti a 2 ha portato sul 4-0 Sinner, che ha poi chiuso 6-1 in 26 minuti il primo set, col 67% di prime palle (80% vinte) e percentuali bulgare in risposta: 71% di successo. Dopo una prima frazione così, anche un robot come Jannik può perdere un filo di concentrazione: l’azzurro ha avuto presto 2 palle break sul servizio del ceco, ma le ha sprecate. Ha provato a forzare qualche colpo, ha rallentato il ritmo, ha commesso qualche errore inusuale, in pratica: ha sorprendentemente regalato 2 suoi turni di battuta, con l’avversario che si è portato sul 5-2 e pronto a battere per mettersi in tasca il secondo set.

Qui l’azzurro si è risvegliato: un primo break e poi un secondo (complici due facili volée fallite dal ceco), il punteggio che torna in parità. Sceso clamorosamente nell’efficacia della battuta (le prime sono scese al 50%), Jannik ha salvato con molti brividi il suo turno (2 occasioni di break annullate), poi ha lasciato a zero il gioco che ha accompagnato i due al tie-break. Il numero 2 al mondo ha cominciato a muoversi come se avesse dei problemi alla schiena: gli succede sempre, nelle rare volte in cui è in difficoltà, di accusare all’improvviso dei malanni muscolari. Il ceco è andato dritto e sicuro come un treno, e grazie anche a un doppio fallo dell’altro ha chiuso (parziale di 7-3) al secondo set-point. La serie di set vincenti consecutivi nei Masters 1000, cominciata nell’autunno scorso a Parigi, si è chiusa a 37.

La pastiglia, la riscossa: “Non tutti i giorni sono uguali”

La terza frazione è cominciata con parecchia apprensione: Machac si è portato sull’1-0. Per fortuna, all’improvviso ecco un’altra serie micidiale dell’azzurro, mentre l’avversario torna a commettere errori banali: 12 punti a zero gli permettono di andare a comandare 3-1. Medical time-out sul 3-2, entrano in campo dottore e fisioterapista. Il primo è per Jannik: «Mi sento un po’ dizzy, mi gira la testa», dice. E prende una pastiglia. L’altro si fa massaggiare l’avambraccio sinistro. Si ricomincia, e la luce dentro a Machac si è di nuovo spenta. Sinner mantiene il vantaggio, sul 5-3 il ceco lascia il servizio a zero. È finita, ma che spavento. Ha ragione lui: non tutti i giorni sono uguali.

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