«Non vedo l’ora che sia già domani». Due set (6-1, 6-4), solo un’ora e 22 minuti per spazzare via Zverev, che è il numero 3 del mondo: oggi Jannik Sinner ha certificato l’esistenza di un altro sport, qualcosa che va oltre il tennis “normale” e che sanno giocare solo lui e Alcaraz (che nell’altra semifinale ha battuto Vacherot con un doppio 6-4). Sinner è in finale nel Masters1000 di Montecarlo (domenica alle 15), dove aspetta Carlitos: per prendersi la rivincita di Parigi, e tornare il numero 1 del mondo. «Non vedo l’ora», ripete. «E’ il motivo per cui mi alleno, mi sveglio tutto le mattine. Non avrò nulla da perdere. E sono felice che ci sia almeno una occasione di sfidarlo, prima del Roland Garros».
“Trovate le risposte che cercavo. Ora voglio Carlos”
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«Non vedo l’ora che sia già domani». Due set (6-1, 6-4), solo un’ora e 22 minuti per spazzare via Zverev, che è il numero 3 del mondo: oggi Jannik Sinner ha certificato l’esistenza di un altro sport, qualcosa che va oltre il tennis “normale” e che sanno giocare solo lui e Alcaraz (che nell’altra semifinale ha battuto Vacherot con un doppio 6-4). Sinner è in finale nel Masters1000 di Montecarlo (domenica alle 15), dove aspetta Carlitos: per prendersi la rivincita di Parigi, e tornare il numero 1 del mondo. «Non vedo l’ora», ripete. «E’ il motivo per cui mi alleno, mi sveglio tutto le mattine. Non avrò nulla da perdere. E sono felice che ci sia almeno una occasione di sfidarlo, prima del Roland Garros».
“Trovate le risposte che cercavo. Ora voglio Carlos”
È la sua prima finale al Country Club, che dista pochi minuti da casa: sul “Ranieri III” lo scorso anno Musetti era stato battuto da Alcaraz, Fognini ci aveva vinto nel 2019, Pietrangeli aveva celebrato 3 successi. A 24 anni, tranne quella di Madrid il tennista azzurro ha raggiunto tutte le finali dei Masters1000 – dove ha appena collezionato il ventesimo successo consecutivo, perdendo un solo set: l’ultima sconfitta è dell’ottobre scorso a Shangai -: in semifinale col tedesco è stato praticamente perfetto nel primo set, e nel secondo ha accelerato al momento giusto. «Siamo arrivati qui cercando delle risposte ogni giorno, consapevoli che ogni partita è diversa dalla precedente. Oggi mi sono sentito molto solido fin dall’inizio: essere subito in vantaggio di un break cambia l’inerzia della partita. Sono stato efficace da fondocampo, impostando il gioco come volevo».
Un primo set da marziano, Sasha è un fantasma
Il primo set è stato un monologo quasi imbarazzante: Sasha è andato al servizio, e sul 40-15 a suo favore è letteralmente scomparso. Due break per un folgorante parziale di 4-0, il tedesco che finalmente si aggiudica il quinto game ma oggi al Country Club per lui non c’è proprio nulla da fare: Jannik chiude la frazione strappandogli per la terza volta (a zero, l’ultimo colpo è un siderale rovescio lungolinea) il turno di battuta. Trentaquattro minuti, 27 punti contro solo 13 del tedesco. E nonostante un 41% di prime palle. La differenza la fa la risposta: Zverev, notoriamente uno fortissimo sul servizio, mette a segno solo 3 punti su 11 con la prima palla. Nel secondo set Sasha tiene il suo primo turno, Jannik va 2-1 chiudendo il gioco – ancora una volta a zero - con un serve and volley da manuale. Poi l’azzurro rallenta un po’, Zverev con orgoglio e un pizzico di fortuna resta in partita fino al decimo game, quando concede le 2 prime palle break: a Sinner basta la prima e un impressionante lungolinea di dritto. Game, set, match: Jannik è di un altro pianeta.
Gli scherzi dei piloti della F1: “Ma ora devo riposare”
Intervistato al microfono di Sky, viene preso di mira dagli amici della F1 – in questi giorni nel box si sono alternati i piloti George Russel, Oscar Piastri, Antonio Giovinazzi – e scoppia a ridere: «Sono partito bene, Sasha non aveva una grande percentuale sulle prime: questo mi ha dato tranquillità, ho cercato di restare calmo mentalmente nel secondo set. Qui a Montecarlo l’obiettivo era progredire poco alla volta, e alzare il livello del mio tennis. Fare subito una finale sulla terra è molto importante. Con Carlos è meglio. Ma ora devo riposare, per farmi trovare pronto».