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Sinner il nuovo principe: “Fiero di essere italiano”

Sinner con Charlene e Alberto di Monaco 

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A Montecarlo batte Alcaraz 7-6 6-3 e torna numero 1 del mondo. Poi abbraccia la madre, canta l’inno e si tuffa in piscina dopo la premiazione
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Montecarlo – “Svegliarmi da numero 1 del mondo sarà bellissimo. Anche se non so quanto durerà”. Conoscendo Jannik Sinner, dopo aver battuto 7-6 6-3 Carlos Alcaraz in finale a Montecarlo in due ore e un quarto ed essersi ripreso il comando della classifica, oggi non aprirà gli occhi prima di mezzogiorno. “Tre giorni di riposo assoluto: ho bisogno di recuperare, e per un po’ di non pensare troppo al tennis. Ma anche per realizzare davvero quello che ho combinato”. Capirai, sono due mesi che è in giro per il mondo. “Resto un po’ a casa, finalmente”. Niente Barcellona, mentre Alcaraz è già partito e potrebbe tornargli davanti vincendo il prossimo torneo. E allora? Pazienza. “I conti li faremo davvero dopo Wimbledon. Non so neppure se andrò a Madrid. La cosa importante sono gli Internazionali di Roma, il Roland Garros e l’erba di Londra. La classifica sarà una conseguenza”.

Sinner festeggia la vittoria a Montecarlo con…

Montecarlo – “Svegliarmi da numero 1 del mondo sarà bellissimo. Anche se non so quanto durerà”. Conoscendo Jannik Sinner, dopo aver battuto 7-6 6-3 Carlos Alcaraz in finale a Montecarlo in due ore e un quarto ed essersi ripreso il comando della classifica, oggi non aprirà gli occhi prima di mezzogiorno. “Tre giorni di riposo assoluto: ho bisogno di recuperare, e per un po’ di non pensare troppo al tennis. Ma anche per realizzare davvero quello che ho combinato”. Capirai, sono due mesi che è in giro per il mondo. “Resto un po’ a casa, finalmente”. Niente Barcellona, mentre Alcaraz è già partito e potrebbe tornargli davanti vincendo il prossimo torneo. E allora? Pazienza. “I conti li faremo davvero dopo Wimbledon. Non so neppure se andrò a Madrid. La cosa importante sono gli Internazionali di Roma, il Roland Garros e l’erba di Londra. La classifica sarà una conseguenza”.

Sinner festeggia la vittoria a Montecarlo con un tuffo dal trampolino. La reazione è tutta da ridere

Il tuffo in piscina

Dopo la premiazione, un tuffo in piscina a candelotto dal trampolino, oltre la paura di guardare giù manifestata a Simone Vagnozzi con un’espressione poco nordica (“Ma quant’è alto? Minchia...”), e con Alcaraz a bordo vasca a osservarli. A sera, grande festa in famiglia. Con mamma Siglinde (“Che non era stata benissimo la sera prima, e ha preferito guardare la partita nel circolo”: ma poi lo ha raggiunto in campo, per abbracciarlo), papà Hanspeter, il fratello Mark, la fidanzata Laila Hasanovic. Quando il principe Alberto gli ha consegnato il trofeo, lo guardavano con gli occhi lucidi. “Ci voleva: vincere il primo torneo importante sulla terra battuta e a casa, con accanto la gente che amo”. Quanti tricolori, sulle tribune del “Ranieri III”. A un certo punto, Sinner si è messo a cantare l’inno. “Mi è venuto spontaneo: si canta, no? Non ho scelto io la mia nazionalità: ho avuto la fortuna di nascere in Italia. Ed è bellissimo, essere italiano. Sento il supporto dei tifosi: qui, a Roma, a Torino, ma anche all’estero so che c’è sempre qualcuno che alla televisione fa il tifo per me. Sono contento di essere in un gruppo di ragazzi italiani che fa sport e vince. E fiero di fare la mia parte”. Scambio di congratulazioni e messaggi con gli amici della F1, che l’altro giorno durante le interviste al Country Club lo prendevano in giro. Russell, Piastri. E poi quelli speciali: Antonelli, Giovinazzi, Pier Guidi. E Bezzecchi della MotoGp.

Alcaraz: “Te lo meriti”

Dopo il Sunshine Double, Montecarlo: un triplete che nell’era Open era riuscito solo a un certo Djokovic. “Te lo meriti”, ha sportivamente riconosciuto Carlos. Jannik è a 22 successi consecutivi nei Masters 1000: 44 set vinti, uno solo perso. “Sono felice di avere sempre alzato il livello. Tornato dagli Usa ero stanco, non c’era tempo per prepararmi sulla terra rossa: ma ho continuato ad alzare l’asticella ogni giorno, con avversari diversi. È incredibile, questa continuità. Sono piacevolmente sorpreso”. Piacevolmente sorpreso: dice proprio così, quasi vergognandosi di tanto entusiasmo. “Mi svegliavo la mattina pensando come fare per migliorare nel gioco, variare i colpi, adottare una nuova strategia. Con Zverev sono andato più forte, con Alcaraz ho aumentato ancora”.

La forza mentale di Sinner

Una partita strana, aspra, soprattutto all’inizio: il campo spazzato dal mistral, il vento di nord-ovest che di solito porta via le nuvole della Costa Azzurra, invece il cielo era grigio, ma turbinava tutto. “Condizioni complicate, ci siamo adattati. Ma sono quelle partite in cui ti devi affidare alle sensazioni. I momenti in cui sai, che devi svoltare”. Ha svoltato. È stato più forte del suo rivale anche e soprattutto mentalmente. “Al tie-break ho servito in maniera precisa, nonostante il vento. Nel secondo set mi sentivo sempre vicino a lui, quando rispondevo: il break subìto non mi ha preoccupato, sono rimasto nella partita. Ho provato ad insistere, a restare forte dentro”.

Sinner: “Con Alcaraz siamo molto vicini”

Ha vinto su tutte le superfici, ora anche su quella meno amata: davvero si può fare di più, Jannik? “Queste partite mi sono servite proprio a questo. Ci sono molte cose su cui possiamo progredire”. Perché con Carlos è solo l’inizio, lo sa bene. «Anche lui sta alzando il livello, ed era solo il suo primo torneo sulla terra rossa. A Roma e Parigi sarà tosta. Siamo molto vicini, tutto può cambiare da un momento all’altro. Sì, forse potrei andare a Madrid. Perché vincere a Montecarlo e tornare il numero 1 è un sogno. Ma la classifica è solo una conseguenza del lavoro quotidiano”.

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