Sinner e Alcaraz, sliding doors e ribaltone: i due mesi che hanno cambiato il tennis mondiale
di Massimo CalandriSono trascorsi esattamente due mesi. Il 21 febbraio scorso, a Doha, Carlos Alcaraz in meno di un’ora ha travolto il francese Fils nella finale dell’Atp500 del Qatar: il murciano solleva il trofeo, quello col falco d’oro, e porta a 3.200 punti il suo vantaggio da Sinner nel ranking. Jannik è uscito di scena due giorni prima, sconfitto in 3 set da Jakub Mensik: è già tornato a Montecarlo. Potrebbe andare peggio? Sì: potrebbe piovere. Ma il brutto tempo in Costa Azzurra sarà la svolta, di questa storia.
Jannik e il “serbatoio” californiano
L’azzurro con la sua squadra decide di accelerare la partenza per la California: si allenerà sotto il sole di Indian Wells, in attesa di partecipare al Masters1000. «Sono stati giorni molto pesanti, dal punto di vista fisico. …
Sono trascorsi esattamente due mesi. Il 21 febbraio scorso, a Doha, Carlos Alcaraz in meno di un’ora ha travolto il francese Fils nella finale dell’Atp500 del Qatar: il murciano solleva il trofeo, quello col falco d’oro, e porta a 3.200 punti il suo vantaggio da Sinner nel ranking. Jannik è uscito di scena due giorni prima, sconfitto in 3 set da Jakub Mensik: è già tornato a Montecarlo. Potrebbe andare peggio? Sì: potrebbe piovere. Ma il brutto tempo in Costa Azzurra sarà la svolta, di questa storia.
Jannik e il “serbatoio” californiano
L’azzurro con la sua squadra decide di accelerare la partenza per la California: si allenerà sotto il sole di Indian Wells, in attesa di partecipare al Masters1000. «Sono stati giorni molto pesanti, dal punto di vista fisico. La preparazione è stata durissima, ma mi è servita anche per abituarmi a certe temperature», racconta Jannik. Simone Vagnozzi spiega: «Ha riempito il serbatoio di energie, fisiche e mentali». Visto lo straordinario stato di forma del rivale, l’obiettivo della trasferta Usa è solo quello di limitare i danni e recuperare un po’ di lunghezze in classifica, visto che lo scorso anno di questi tempi Sinner era fermo. Invece. Sedici giorni dopo la delusione di Doha, l’italiano torna in campo: supera Svrcina con un doppio 6-1. Poi maltratta Shapovalov, negli ottavi riesce a piegare in due tie-break Fonseca, il resto è tutto in discesa: 3 game lasciati a Tien, 6 a Zverev. Altro doppio tie-break per avere ragione in finale di Medvedev, che il giorno prima ha sorprendentemente avuto la meglio sul numero 1 del momento (Alcaraz, appunto).
Lo scivolone del murciano
L’azzurro si muove bene, colpisce forte: le piccole incertezze di inizio stagione – la sconfitta australiana al quinto in semifinale con Djokovic, lo scivolone con Mensik – sembrano già lontanissimi: si sposa da una parte all’altra dell’America, e va a Miami nella speranza «di aumentare l’intensità». Carlitos? Non sembra più così convincente, dopo lo Slam di Melbourne e la vittoria a Doha. Ha ceduto un set a Rinderknech, ha sofferto pure con Ruud e Norrie. Sei giorni più tardi, i due tornano in campo, sul cemento della Florida: Sinner non lo ferma più nessuno, Alcaraz invece supera l’ostacolo Fonseca ma il giorno dopo si arrende clamorosamente nei sedicesimi a Korda. L’azzurro divora in finale Lehecka, adesso il gap in classifica è sceso a poco più di mille punti.
Il sorpasso del Country Club
Comincia la stagione sulla terra rossa: «Il ranking è solo una conseguenza del gioco. L’obiettivo è migliorare il mio tennis. E Parigi». L’azzurro vuole la rivincita al Roland Garros, dopo la drammatica sconfitta dello scorso anno. Ma è anche consapevole che un successo al Country Club monegasco lo proietterebbe di nuovo al vertice mondiale. Va a finire esattamente così. Sorpasso. Una parabola clamorosa, ripensando a quei 3.150 punti di scarto ma soprattutto alle condizioni diametralmente opposte dei due campioni, lasciando il Qatar quel 21 febbraio scorso.
La “rivincita” di Roma è in dubbio?
Dopo la vittoria nel Principato, Jannik decide di prendersi una breve pausa. Carlos, no: si presenta a Barcellona, passa il primo turno con Virtanen ma il giorno dopo annuncia il ritiro. È un problema al polso destro: non sembra grave; invece, col trascorrere delle ore, l’espressione del murciano si fa sempre più buia. Ora indossa un tutore, ha rinunciato a Madrid – Sinner scenderò in campo venerdì, ha superato il primo turno grazie a un bye intascando 10 punticini – ed è molto preoccupato: «Ci vuole pazienza. Nei prossimi giorni faremo dei test importanti per capire se potrò essere presente al Roland Garros». Gli Internazionali d’Italia, dove lo scorso anno aveva superato Jannik in finale, sono a forte rischio. Due mesi, le cose sembravano così diverse. Poi, su Montecarlo ha cominciato a cadere la pioggia.