Sport

Jodar, chi è il nuovo fenomeno del tennis spagnolo. Sinner: “Il futuro è suo”

Rafael Jodar esulta al termine del match contro Fonseca
Rafael Jodar esulta al termine del match contro Fonseca (reuters)

Ha 19 anni, un anno fa era 687 del mondo (oggi è 42), è agli ottavi al Masters di Madrid dopo aver battuto Fonseca e nei quarti potrebbe incrociare Jannik. Che lo incorona: “Colpisce pulito e ha tanta potenza, lo si sente dai colpi che escono dalla racchetta”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

2 minuti di lettura

Rafa. Per un tennista, il nome è già una promessa. Temporaneamente orfana di Carlos Alcaraz, la Spagna scommette su un diciannovenne «di grande talento e dal futuro assicurato»: vi fidate del giudizio di Sinner? Nella sua Madrid, Rafael “Rafa” Jodar ieri sera ha sconfitto in 3 set (7-6, 4-6, 6-1) un altro gioiello della generazione 2006, il brasiliano Joao Fonseca. E tutto suggerisce che tra poco se la vedrà proprio col numero uno del mondo.

Un anno fa era 687 del mondo

Alto (1.90) e magro come un chiodo (70 chili), una vaga somiglianza con Anthony Perkins (il protagonista di “Psyco”: ma lui preferisce Jonny Depp). Oggi 42° nel ranking Atp (un anno fa era 687...), nella peggiore delle ipotesi da lunedì sarà già salito al numero 34. A marzo ha vinto a Marrakesh il suo primo 250, e l’altra settimana a Barcellona si è arreso solo in semifinale a Fils. Al suo esordio in uno Slam – Melbourne, gennaio – aveva già impressionato, passando per le qualificazioni e cedendo al secondo turno a un’altra giovane stella: Mensik. Ha giocato finora 26 partite nel circuito maggiore e ne ha vinte 18, anche questo un record.

(reuters)

La benedizione di Sinner

Gran dritto, micidiale rovescio incrociato a 2 mani, servizio da perfezionare ma già importante (4 ace e l’81% di prime palle vincenti con Fonseca). Nelle movenze ricorda proprio Sinner. L’azzurro era andato a “studiarlo” nel match vinto dallo spagnolo con Alex de Minaur e ieri lo ha coperto di complimenti: «Rafa è un giocatore di grande talento. Quella del 2006 è una generazione molto interessante: ci sono lui, Fonseca, Sakamoto, tutti bei giocatori. Jodar colpisce pulito e ha tanta potenza, lo si sente dai colpi che escono dalla racchetta. Ha molto talento, sarà un grandissimo giocatore in futuro e già ora lo è. Non lo conosco di persona ma mi sembra molto umile, gli auguro il meglio».

Tra scacchi e Real Madrid: “Voglio divertirmi”

Madrileno, ha preso in mano una racchetta per la prima volta all’età di 4 anni. «Ma mi piacevano e praticavo tutti gli sport, in particolare il tennis e il calcio (è un tifoso del Real Madrid, il suo idolo? Jude Bellingham). I miei genitori mi hanno sempre sostenuto, lasciandomi libero di scegliere. A un certo punto, mi sono reso che conto che mi divertivo di più col tennis». Se la cava molto bene anche con gli scacchi. Il suo idolo è Nadal, ma non chiedetegli di scegliere tra “quel” Rafa e Carlos Alcaraz: «Sono due grandi campioni e da loro posso solo imparare. A volte mi danno dei consigli, anche al di fuori dello sport. Ascolto, prendo nota. Però resto me stesso, col mio gioco». È molto “sinneriano” nell’approccio: «Paso a paso», ripete. Un passo alla volta. «Non mi pongo obiettivi immediati, non mi metto pressione. L’obiettivo è lavorare: umiltà e sacrificio, per cercare di migliore. Senza fretta. Divertendomi».

Jodar con Bellingham
Jodar con Bellingham 

Al Masters 1000 di Madrid, incontrerà negli ottavi il ceco Kopriva. Se passa il turno, nei quarti sfiderà il vincente del match tra Sinner e Cameron Norrie. «Su un campo da tennis può sempre accadere di tutto. Si vince o si perde con chiunque». Jannik lo aspetta.

I commenti dei lettori