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Sinner, la finale a Madrid contro Zverev e i dubbi su Roma: “Vedrò come mi sentirò”

Jannik Sinner (agf)

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Contro il tedesco Jannik andrà a caccia del quinto Masters 1000 consecutivo. Poi dovrà decidere se giocare o meno nella Capitale
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“Sono un po’ stanchino”. Sono due mesi che non si ferma: «Ho bisogno di recuperare». Oggi niente sveglia, e niente tennis. Domattina riprende con molta calma: la finale con Zverev, sul campo centrale intitolato a Manolo Santana, è in programma alle 5 del pomeriggio. Comunque vada a finire il match, Sinner staccherà per i successivi 4 giorni. Se lo merita, eccome.

Ha bisogno di ricaricare le batterie, fisiche e mentali: con ogni probabilità lo rivedremo sulla terra rossa del Foro Italico non prima di venerdì 8 maggio, secondo turno degli Internazionali d’Italia (testa di serie numero 1, godrà di un bye all’esordio). «Ho dato tanto, nelle ultime settimane», racconta. «Sto cominciando ad avvertire un po’ di stanchezza: ma le vittorie, un altro incredibile torneo giocato, ti restituiscono una grande fiducia». Sì, d’accordo: però non è mica una macchina. «Credo che quando si giocano partite importanti come semifinali e finali, ci sia anche una scarica di adrenalina extra. Tra questo torneo…

“Sono un po’ stanchino”. Sono due mesi che non si ferma: «Ho bisogno di recuperare». Oggi niente sveglia, e niente tennis. Domattina riprende con molta calma: la finale con Zverev, sul campo centrale intitolato a Manolo Santana, è in programma alle 5 del pomeriggio. Comunque vada a finire il match, Sinner staccherà per i successivi 4 giorni. Se lo merita, eccome.

Ha bisogno di ricaricare le batterie, fisiche e mentali: con ogni probabilità lo rivedremo sulla terra rossa del Foro Italico non prima di venerdì 8 maggio, secondo turno degli Internazionali d’Italia (testa di serie numero 1, godrà di un bye all’esordio). «Ho dato tanto, nelle ultime settimane», racconta. «Sto cominciando ad avvertire un po’ di stanchezza: ma le vittorie, un altro incredibile torneo giocato, ti restituiscono una grande fiducia». Sì, d’accordo: però non è mica una macchina. «Credo che quando si giocano partite importanti come semifinali e finali, ci sia anche una scarica di adrenalina extra. Tra questo torneo e Roma – che sarà tutta un’altra storia -, cercherò di recuperare le energie. Poi, vedremo…». Vedremo? In Italia, qualcuno fa gli scongiuri. Il numero 1 del mondo sarà nella Capitale, è certo: ma troverà un’altra volta le forze per andare sino in fondo al torneo senza compromettere la partecipazione al Roland Garros («Parigi resta l’obiettivo più importante», ripete)?

Sì, d’accordo: però non è mica una macchina. Era rientrato dal Qatar subito dopo la sconfitta con Mensik nei quarti del torneo di Doha, il 19 febbraio scorso. All’inizio il progetto era di allenarsi sui 2 sintetici del Country Club di Montecarlo ma – benedetti temporali in Costa Azzurra! – le previsioni meteo avevano suggerito di viaggiare subito per la California. Era la fine del mese di febbraio, e sotto il sole Sinner aveva cominciato il primo “blocco” di allenamenti specifici: 12 giorni di lavoro durissimo che si è poi rivelato fondamentale. L’esordio a Indian Wells col ceco Svrcina, un benaugurante doppio 6-1. Da allora, ha continuato ad accelerare. Battendo tutti i record.

Tutti i numeri e i record del fenomeno Sinner

In 56 giorni ha giocato e vinto 22 incontri: 44 set a favore con 8 tie-break su 10, 2 soli set perduti (uno con Machac a Montecarlo, l’altro con Bonzi a Madrid). Ha recuperato oltre tremila punti in classifica ad Alcaraz, 3.150 per la precisione: adesso è a +1.040 sul murciano, con la prospettiva che il gap aumenti vista l’assenza di Carlos a Roma, Parigi e forse addirittura a Wimbledon (Zverev, il 3° nel ranking, insegue con più di 8.000 lunghezze di distacco). Oggi ha toccato quota 14.000: è il terzo nella storia del tennis a raggiungere una vetta del genere, dopo Nadal e Djokovic, se dovesse trionfare a Madrid, e poi Roma e Parigi, salirebbe a 15.400 (il primato assoluto spetta a Novak con 16.950). In caso di successo alla Caja Magica sarebbe il primo a prendersi tutti e 4 i primi Masters1000 della stagione, una serie di 5 contando pure quello di Parigi dello scorso autunno.

(reuters)

Zverev: “Neanche con l’IA posso batterlo”

Il talento di Jannik è anche quello di continuare a progredire in ogni colpo. Una metamorfosi ambulante. Con Jodar e poi Fils ha messo a segno molte palle corte. «E’ un aspetto del mio gioco che sto cercando di migliorare, cerco di utilizzarlo al momento giusto: qui è sicuramente un po’ più difficile, perché la palla vola di più. Ma al momento sono molto contento di come va. Ho cercato di variare in modo efficace nei momenti importanti anche il rovescio: è stato piuttosto efficace, fino ad ora. Non sono assolutamente al livello di Carlos, questo è sicuro: però ci sto provando. Fa bene al mio gioco cercare di variare ed essere meno prevedibile».

(reuters)

I precedenti tra Sinner e Zverev

Sono 8 partite consecutive – 2 finali e 5 semi, più un round robin nelle Atp finals – che Sinner supera Zverev, 9 su un totale di 13 sfide, 2 a 1 sulla terra battuta. Il tedesco però è tutt’altro che rassegnato: «In questo momento Jannik è il migliore in assoluto: dovrò giocare un tennis stellare, se voglio avere qualche possibilità». Conosce l’italiano a memoria, quando qualcuno gli ha chiesto se l’Intelligenza Artificiale potrebbe aiutare per venirne a capo, Sascha ha sorriso: «Può servire per conoscere meglio i numeri, ma non ti può svelare il segreto per battere Sinner».

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