Siamo rimasti lì. Col fiato sospeso, in attesa. Piove, piove sempre più forte. La partita non riprende. Jannik sembrava averla vinta. Invece dovremo aspettare oggi, con ogni probabilità non prima delle 13 quando lui e Medvedev torneranno in campo. Il match è stato interrotto quando mancava un quarto d’ora alle dieci di sera: (6-2, 5-7, 4-2 e vantaggio per il russo, che stava servendo). Il norvegese Ruud aspetta domani pomeriggio l’altro finalista degli Internazionali d’Italia. Mezzo secolo dopo Adriano Panatta, sogniamo un italiano che di nuovo sollevi il trofeo sul Centrale del Foro Italico, alla presenza del presidente Sergio Mattarella. Ma non è ancora il momento. Eppure sembrava tutto apparecchiato per bene: la semifinale era cominciata solo con un piccolo ritardo rispetto al programma, accumulato a causa della sospensione per pioggia della precedente semifinale tra Darderi e Ruud.
E le…
Siamo rimasti lì. Col fiato sospeso, in attesa. Piove, piove sempre più forte. La partita non riprende. Jannik sembrava averla vinta. Invece dovremo aspettare oggi, con ogni probabilità non prima delle 13 quando lui e Medvedev torneranno in campo. Il match è stato interrotto quando mancava un quarto d’ora alle dieci di sera: (6-2, 5-7, 4-2 e vantaggio per il russo, che stava servendo). Il norvegese Ruud aspetta domani pomeriggio l’altro finalista degli Internazionali d’Italia. Mezzo secolo dopo Adriano Panatta, sogniamo un italiano che di nuovo sollevi il trofeo sul Centrale del Foro Italico, alla presenza del presidente Sergio Mattarella. Ma non è ancora il momento. Eppure sembrava tutto apparecchiato per bene: la semifinale era cominciata solo con un piccolo ritardo rispetto al programma, accumulato a causa della sospensione per pioggia della precedente semifinale tra Darderi e Ruud.
E le previsioni meteo, che davano per certo un gran temporale in serata? Smentite da un cielo con poche nuvole, apparentemente inoffensive. Nel primo set, Sinner aveva fatto il Sinner: 33 minuti per un 6-2 senza storia, il russo in totale balìa dell’azzurro che gli aveva strappato per 2 volte il servizio. C’era uno sguardo più intenso del solito nel ragazzo dai capelli rossi: quel mordersi il labbro inferiore e mostrare il pugno alla tribuna d’onore (dove sedevano ben 4 ministri: Calderone, Crosetto, Giorgetti e Urso), scatenando applausi e cori del pubblico. Stai a vedere che finisce come a Montecarlo, con Zverev umiliato.
No, All’improvviso, è cambiato tutto. Clic. Anche Medvedev si è messo a fare il Medvedev, antipatico e immenso tra talento e spocchia: e Jannik in un istante ha accusato la fatica di questi 2 mesi di partite e successi da una parte all’altra del mondo. I muscoli delle gambe irrigiditi, lo sguardo perso nel vuoto. A un certo punto si è messo a vomitare in un angolo, poi ha bevuto dell’acqua da una bottiglietta e la mano tremava in maniera convulsa. Seduto in panchina, pallidissimo, si è messo a respirare in maniera strana, come vittima di un attacco d’ansia.
I precedenti
Ahia, hanno pensato tutti: sta per succedere di nuovo. Come quando si era sentito male con lo stesso Daniil, a Wimbledon 2 anni fa, o con Rune a Melbourne la passata stagione e poi con Griekspoor a Shanghai, di nuovo a gennaio in Australia con Spizzirri. Invece ha resistito, è sembrato superare la crisi. Tra il pubblico, il suo team e la famiglia osservavano preoccupati: il fratello Mark, il padre Hanspeter e mamma Siglinde, che a un certo punto non ha retto alla tensione ed è scappata via, il supercoach Cahill e con lui Vagnozzi, il fisio Resnicoff, il preparatore Ferrara.
Sinner si rilancia
Medvedev ha sentito l’odore del sangue della preda, ha cercato di sfiancare l’avversario facendolo correre da una parte all’altra del capo. E alla terza occasione, si è preso il secondo set. È stato allora, che Jannik è rinato. Più forte di prima. Facendo leva sulla battuta, piazzando delle palle corte millimetri, scendendo a rete e tornato a rispondere in maniera micidiale, al terzo gioco del terzo set s’è guadagnato un break prezioso. In un cambio di campo . s’è fatto massaggiare la coscia destra, si è portato sul 4 a 2. Il russo è andato a servire: un game delicatissimo che poteva definitivamente consegnare il match all’azzurro. Una goccia. Poi un’altra. Il pensiero è tornato alle previsioni meteo di qualche ora prima. E il temporale ha sorpreso i due tennisti, sul 40 pari vantaggio Medvedev, dopo 2 ore e 21 minuti di battaglia sportiva, fisica e soprattutto mentale. Jannik e Daniil di corsa a ripararsi nella player lounge, i teloni a coprire il campo. Partita sospesa: «Non riprenderà prima delle 23», l’annuncio. Pochi minuti prima, lo stop definitivo. E il rinvio. E tutti col fiato sospeso.