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Darderi: “Avevo finito la benzina. E ora devo aspettare un anno per tornare a Roma”

(ansa)

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Il rammarico dell’azzurro, sorpresa degli Internazionali, eliminato in semifinale
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«Chiedo scusa a tutti». Ma cosa dici, Luciano? È stato tutto bellissimo. «Mi dispiace per la gente che era venuta a vedermi. Però ero davvero troppo stanco: l’altra notte sono andato a dormire alle 4, la benzina era finita». Dopo i successi con Paul, Zverev e Jodar, Darderi ieri si è schiantato in semifinale col norvegese Ruud, in un’ora e 5 minuti di non-gioco o quasi: un doppio 6-1 che sul Centrale è due volte crudele, dopo la bellissima avventura al Foro Italico. «Non voglio togliere meriti a Casper, che è un grande giocatore e probabilmente avrebbe vinto comunque: però è subito partito a mille, e ho capito di non avevo più forze». La pioggia ha interrotto un set a senso unico, fermato sul 4 a 1 dell’altro. «È passato un bel po’ di tempo, speravo di rimettere a posto le cose. Invece, è andata pure peggio».

(ansa)

Si muoveva con difficoltà, sempre fuori misura e in ritardo sui colpi del norvegese, i…

«Chiedo scusa a tutti». Ma cosa dici, Luciano? È stato tutto bellissimo. «Mi dispiace per la gente che era venuta a vedermi. Però ero davvero troppo stanco: l’altra notte sono andato a dormire alle 4, la benzina era finita». Dopo i successi con Paul, Zverev e Jodar, Darderi ieri si è schiantato in semifinale col norvegese Ruud, in un’ora e 5 minuti di non-gioco o quasi: un doppio 6-1 che sul Centrale è due volte crudele, dopo la bellissima avventura al Foro Italico. «Non voglio togliere meriti a Casper, che è un grande giocatore e probabilmente avrebbe vinto comunque: però è subito partito a mille, e ho capito di non avevo più forze». La pioggia ha interrotto un set a senso unico, fermato sul 4 a 1 dell’altro. «È passato un bel po’ di tempo, speravo di rimettere a posto le cose. Invece, è andata pure peggio».

(ansa)

Si muoveva con difficoltà, sempre fuori misura e in ritardo sui colpi del norvegese, invece rapidissimo ed efficace. No, non c’era proprio partita.

La discussione con lo spettatore

Gli spettatori del Centrale lo hanno comunque sostenuto a gran voce, a parte uno sconsiderato che s’è messo a urlare: «Abbiamo pagato!». Luciano si è messo a dialogare, mostrandogli la racchetta: «Perché non vieni qui tu, al mio posto?». Ha poi annullato due match-point, si è arreso al terzo. Non importa, Luciano: questa semifinale vale quasi come una vittoria. «È stato il torneo più bello della mia vita», racconta. «Ho sempre lottato in tutte le partite, sono cresciuto nel gioco e nella fiducia».

La classifica cambia

Da lunedì sarà numero 16 nel ranking Atp. «Se due settimane fa mi avessero detto che sarei arrivato fin qui, non ci avrei creduto. Mi sembra ancora un sogno». Vuole dedicare questa avventura alla nonna: «Adesso non c’è più, chissà se da qualche parte del cielo mi ha visto. Ha sempre creduto in me e mi ha sostenuto, mettendo i soldi della sua pensione perché potessi fare questo sport». Ha tatuato il suo nome — Elisa — sul polso destro. «E poi lo dedico a mio padre, Gino: se sono quello che sono, dentro e fuori dal campo, è tutto merito suo, che ha fatto di me un giocatore di tennis». Il momento più bello al Foro Italico? «La battaglia dell’altra notte con Jodar, sul Centrale».

Ora qualche giorno di riposo, poi Luciano mette la prua in direzione di Parigi: sarà protagonista anche al Roland Garros? «So solo che mi dispiace da morire dover aspettare un anno intero prima di tornare a Roma».

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