Avversari sui campi del mondo fino a qualche settimana fa, separati in tutto in questo momento. Se Carlos Alcaraz allunga ancora di più i tempi del suo recupero e si congeda dal Queen’s e da Wimbledon, in una delle sue rare interviste Jannik Sinner allarga l’orizzonte del suo dominio sul tennis: "Non credo che si possa essere al 100% del proprio potenziale a ventiquattro anni. L’ambizione è arrivarci tra qualche anno". Se lo spagnolo ha guardato la finale di Roma col ghiaccio sul polso non ancora guarito, l’altro nell’incontro col magazine dell’Équipe già intravede cosa potrebbe diventare quando la sua progressione sarà completata: "Un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma allo stesso tempo capace di leggere ogni situazione".
Alcaraz: “Sono sicuro c…
Avversari sui campi del mondo fino a qualche settimana fa, separati in tutto in questo momento. Se Carlos Alcaraz allunga ancora di più i tempi del suo recupero e si congeda dal Queen’s e da Wimbledon, in una delle sue rare interviste Jannik Sinner allarga l’orizzonte del suo dominio sul tennis: "Non credo che si possa essere al 100% del proprio potenziale a ventiquattro anni. L’ambizione è arrivarci tra qualche anno". Se lo spagnolo ha guardato la finale di Roma col ghiaccio sul polso non ancora guarito, l’altro nell’incontro col magazine dell’Équipe già intravede cosa potrebbe diventare quando la sua progressione sarà completata: "Un giocatore che serve molto bene. Aggressivo, ma allo stesso tempo capace di leggere ogni situazione".
Alcaraz: “Sono sicuro che ne usciremo più forti”
Da un estremo all’altro, due giorni dopo il trionfo di Sinner al Foro Italico è arrivata la conferma che qualcosa di serio si manifestò il 14 aprile a Barcellona, quando Alcaraz chiamò il fisioterapista durante il match con Virtanen, perché qualcosa nel suo polso destro non andava. "Abbiamo deciso che la cosa più saggia è essere cauti" dice ora. "È un momento complicato per me, ma sono sicuro che ne usciremo più forti". Allora non capì, e in generale nel mondo del tennis pochi immaginavano che al forfait di Madrid sarebbe seguito quello di Roma e del Roland Garros, e ora del Queen’s e di Wimbledon.
L’ipotesi Masters 1000 di Montreal
Ma il polso è un ingranaggio delicatissimo, e presto lo spagnolo ha compreso che per tornare ad alzare il suo livello, ritrovando l’intensità della finale di New York, sarebbe stato necessario fermarsi, preservare, riposare. A lungo. Nei giorni scorsi ha cambiato il tutore passando da quello rigido ad uno più morbido, che gli consente movimenti più semplici. Ma della racchetta in mano, per ora, non si parla. Una data buona per il suo ritorno in campo potrebbe essere a inizio agosto, al Masters 1000 di Montreal. Ma l’infortunio è così insidioso da non concedere certezze.
La più lunga assenza dal circuito
Per ora, le certezze sono altre. Alcaraz perderà altri 1800 punti (500 per la vittoria al Queen’s, 1300 per la finale di Wimbledon), oltre ai 2000 della vittoria di Parigi. Sinner, ormai, è lontanissimo. E come potrebbe essere altrimenti, nel momento della più lunga assenza dello spagnolo dal circuito? Mai aveva perso più dei tre mesi dalla fine del 2022 all’inizio del 2023, e mai aveva rinunciato a due Slam per infortunio. L’ultimo risaliva all’Open d’Australia 2023.
Sinner e la lezione dei genitori
In un momento così drammatico per l’avversario-amico, Sinner racconta intanto cosa lo rende speciale, più che imbattibile: "Stare al volante della mia macchina, una bolla dove nessuno può toccarmi". "Lasciare il telefono per tre o quattro ore e stare nella natura giocando a golf mi fa bene". E soprattutto, l’educazione: "Al di là di quel che succedeva al ristorante, i miei tornavano sempre a casa con il sorriso. È l’atteggiamento mentale che cerco di avere oggi. Nel tennis ci sono giorni buoni e giorni cattivi, ma quando esco dal campo cerco di essere felice con quello che ho. Questo ho imparato dai miei genitori".