“Sinner, come un guasto al motore di una F1: mai visto nulla di simile, va studiato”
di Mattia ChiusanoGianni Daniele è presidente della commissione medica della federtennis, dal 2007 al 2021 è stato team manager delle squadre di Coppa Davis e Billie Jean King Cup: "Ho fatto in tempo a incrociare Sinner e Musetti, mentre dall’altra parte ho vissuto l’epoca Schiavone e Pennetta".
Dottor Daniele, cosa è successo a Parigi a Jannik?
"Un evento metabolico che deve essere studiato ed equilibrato. Sono mancate le forze, l’energia per dare forza alla palla, quel che è l’anima del gioco di Jannik: spinta, velocità, anticipo. Lui era proprio spento".
Cosa poteva fare in quelle condizioni?
"Forse chiamare in anticipo il medical time out, magari per prevenire la crisi. Ma anche quello non mi convince molto, perché Jannik non aveva le energie minime per giocare, riusciva appena a camminare,…
Gianni Daniele è presidente della commissione medica della federtennis, dal 2007 al 2021 è stato team manager delle squadre di Coppa Davis e Billie Jean King Cup: "Ho fatto in tempo a incrociare Sinner e Musetti, mentre dall’altra parte ho vissuto l’epoca Schiavone e Pennetta".
Dottor Daniele, cosa è successo a Parigi a Jannik?
"Un evento metabolico che deve essere studiato ed equilibrato. Sono mancate le forze, l’energia per dare forza alla palla, quel che è l’anima del gioco di Jannik: spinta, velocità, anticipo. Lui era proprio spento".
Cosa poteva fare in quelle condizioni?
"Forse chiamare in anticipo il medical time out, magari per prevenire la crisi. Ma anche quello non mi convince molto, perché Jannik non aveva le energie minime per giocare, riusciva appena a camminare, era una situazione irreversibile. Nell’arco di 5-10 minuti non avrebbe potuto risolvere questi problemi".
Aveva già visto qualcosa del genere?
"Mai, sinceramente. Nemmeno in condizioni estreme di caldo, in Cile, Argentina, Marocco. Altri giocatori si sono scaricati lentamente, non hanno avuto un blackout improvviso come una F1 che si ritira per un problema al motore. Perché di questo parliamo, di un ritiro mascherato. Questo caso va studiato da chi vive insieme a Jannik, ora ci sarà anche un mental coach per migliorare altri aspetti. Ma, appunto, nel mondo del tennis pochi possono ricordare qualcosa del genere".
L’organismo di un ragazzo cresciuto in montagna potrebbe risentire di certi stress climatici?
"Non lo escluderei. Ma noi abbiamo avuto giocatori come Andreas Seppi, che viene dalla stessa zona geografica e si sapeva gestire benissimo fisicamente in tutti i match giocati al quinto set".
Sinner ha attraversato vari match in sofferenza.
"All’improvviso Jannik ha uno sguardo meno sereno, molto più preoccupato, qualche volta sembra che esageri ma in questo caso assolutamente no".
Di sicuro, c’è un super team per affrontare questa emergenza.
"Questa per me è la grossa sorpresa, perché una situazione del genere non me l’aspettavo da un team così completo, integrato da specialisti di ogni settore. Si sapeva che il Roland Garros è una fornace, forse doveva essere preparato diversamente".