Ha salutato così: "Au revoir, Parigi". Sembra che l’abbia presa bene, Jannik Sinner. Sembra. Chi lo conosce, sa che invece l’altra notte ha faticato a prendere sonno. Venerdì mattina è salito su un volo per Nizza, poi Montecarlo. Si è chiuso in casa, oggi si sveglierà tardi. "Devo riposare. Soprattutto mentalmente". Il Roland Garros era il principale obiettivo dell’anno: arrivava nella capitale francese in uno stato di forma incredibile, e poi non c’era Alcaraz. La Coppa dei Moschettieri, il trofeo dello Slam sulla terra rossa — a 24 anni, l’ultimo dei 13 grandi tornei che manca alla sua collezione — sembrava già in cassaforte. Invece, sembra una maledizione dopo l’incredibile sconfitta in finale dello scorso anno con Carlitos. Au revoir.
Al JMedical conosciuto con Vagno…
Ha salutato così: "Au revoir, Parigi". Sembra che l’abbia presa bene, Jannik Sinner. Sembra. Chi lo conosce, sa che invece l’altra notte ha faticato a prendere sonno. Venerdì mattina è salito su un volo per Nizza, poi Montecarlo. Si è chiuso in casa, oggi si sveglierà tardi. "Devo riposare. Soprattutto mentalmente". Il Roland Garros era il principale obiettivo dell’anno: arrivava nella capitale francese in uno stato di forma incredibile, e poi non c’era Alcaraz. La Coppa dei Moschettieri, il trofeo dello Slam sulla terra rossa — a 24 anni, l’ultimo dei 13 grandi tornei che manca alla sua collezione — sembrava già in cassaforte. Invece, sembra una maledizione dopo l’incredibile sconfitta in finale dello scorso anno con Carlitos. Au revoir.
Al JMedical conosciuto con Vagnozzi
E adesso? "Cerchiamo di capire cosa è successo al mio corpo". Tra meno di un mese c’è l’erba smeraldo di Wimbledon, difende il successo del 2025. "Per arrivarci preparati, dobbiamo recuperare. E fare bene le cose. Adesso". Cominciando con un approfondito esame delle condizioni fisiche: alla ricerca di un perché al misterioso, irresistibile "calo d’energia" patito a metà del terzo set con Cerundolo. Quella "gran botta improvvisa". L’inspiegabile "muro contro cui sono andato a sbattere". Per un campione monitorato 24 ore su 24, scrupoloso e attento anche ai minimi dettagli, è veramente "strano, molto strano" (parole sue). Non c’è tempo da perdere. Nel Principato di Monaco ha a disposizione fior di laboratori, però tutto suggerisce che Jannik farà presto visita allo Juventus Medical Center, dove lo aveva accompagnato per la prima volta Simone Vagnozzi.
Al termine della partita di giovedì, ha spiegato che la notte precedente aveva dormito male, e al mattino s’era svegliato con una sensazione che conosce bene: "Una o due volte l’anno, ci sono giornate non perfette". Veramente negli ultimi mesi gli è successo in più occasioni: quella drammatica crisi di crampi che a ottobre, nella sauna di Shangai, lo aveva costretto al ritiro con Griekspoor; ancora i crampi, i giramenti di testa a Melbourne, a gennaio, con Spizzirri, salvato dalla heat policy australiana che aveva imposto uno stop e la copertura dello stadio; vogliamo parlare della sera di 2 settimane fa al Foro Italico, con Medvedev, nuovamente i crampi e i tremori impressionanti, l’aria che sembrava mancargli? "Questa volta era diverso: tante cose messe insieme". È proprio vero: strano, molto strano. "Non avevo energie, può succedere: nessuno è un robot, nessuno è fatto per non sbagliare mai. È andata così, poi vediamo". Appunto, vediamo. Dopo gli esami clinici, il numero 1 del mondo rispetterà quello che aveva già programmato con largo anticipo: tanto riposo nella prima metà di giugno — in Costa Azzurra fa troppo caldo, meglio la montagna — e poi il ritorno agli allenamenti. Niente tornei di preparazione sull’erba: bocciati gli appuntamenti della pur fresca Europa del nord (Halle, Queen’s, ‘s-Hertogenbosch), probabile che ricominci a Montecarlo per poi prendere un po’ di confidenza con la nuova superficie. Ci sarà un confronto con Cahill, Vagnozzi e il preparatore Ferrara.
Giovedì Sinner ha cominciato a stare male sul 5-1, ed è stato un errore non chiedere subito il medical time-out: a quel punto, anche una breve sosta gli avrebbe ridato le energie sufficienti per chiudere il match. "Ho bisogno di capire cosa non ha funzionato a Parigi e fare buone settimane di allenamento prima degli altri tornei importanti, come Montreal, Cincinnati e Us Open. C’è ancora tanto da giocare, quest’anno". Oggi guarderà alla tv le partite degli azzurri qualificati per il terzo turno e a cui non ha mancato di fare gli auguri: "Ci sono tanti italiani in tabellone e speriamo facciano bene. Io, a Parigi, ci sarò presto di nuovo". Au revoir, Jannik.