Sinner in ospedale al San Raffaele di Milano per accertamenti programmati
di Massimo CalandriUndici giorni dopo la sorprendente sconfitta di Parigi con l’argentino Juanma Cerundolo, Jannik Sinner ha affrontato un’altra sfida. Con sé stesso. Con le incertezze, i dubbi che da almeno un paio d’anni tormentano il campione. Così forte, e fragile. Aveva lasciato il Roland Garros con l’espressione stranita di chi non sa bene cosa gli stia accadendo: nel torneo «più importante della stagione» (parole sue), dopo 2 set dominati e la partita in tasca con un avversario modesto nel secondo turno, aveva di colpo perso energie fisiche e mentali, arrendendosi clamorosamente tra sudori freddi e assurdi pallori.
La macchina perfetta che si inceppa
Ma come? E non era mica la prima volta, che all’improvviso la macchina perfetta si inceppava. «Mi sentivo male, avevo la testa c…
Undici giorni dopo la sorprendente sconfitta di Parigi con l’argentino Juanma Cerundolo, Jannik Sinner ha affrontato un’altra sfida. Con sé stesso. Con le incertezze, i dubbi che da almeno un paio d’anni tormentano il campione. Così forte, e fragile. Aveva lasciato il Roland Garros con l’espressione stranita di chi non sa bene cosa gli stia accadendo: nel torneo «più importante della stagione» (parole sue), dopo 2 set dominati e la partita in tasca con un avversario modesto nel secondo turno, aveva di colpo perso energie fisiche e mentali, arrendendosi clamorosamente tra sudori freddi e assurdi pallori.
La macchina perfetta che si inceppa
Ma come? E non era mica la prima volta, che all’improvviso la macchina perfetta si inceppava. «Mi sentivo male, avevo la testa che girava, mi mancavano le energie. Sentivo tutto il corpo pesante. Non ricordo l’ultima volta che mi sono sentito così debole». Era già successo altre volte, negli ultimi mesi. Nello Slam di Melbourne, in un match con Spizzirri che solo la buona volontà degli organizzatori australiani — lo stop per il caldo, la copertura del Centrale — aveva rimesso sui binari. A Shanghai, col drammatico ritiro per crampi davanti a Griekspoor. E poi la crisi con Alcaraz a Cincinnati, con Rune ancora a Melbourne, con Medvedev a Wimbledon. Ma ancora al Foro Italico il mese scorso, quella incomprensibile crisi — il fiato che gli mancava, il vomito — con Medvedev. Che diavolo ti succede, Jannik? Ieri è andato a cercare una risposta al San Raffaele di Milano. Padiglione D, come Diamante. Lo stesso dove Silvio Berlusconi aveva recuperato dal Coronavirus, ancora prima sostituito il pacemaker, e insomma, curato — nella suite al sesto piano — tanti atri acciacchi.
Sinner al San Raffaele: il campione lascia l'ospedale dopo i controlli
Day Hospital al San Raffaele
È sempre tutto molto sfuggente, col numero 1 del mondo, sicuramente è pure per via di quella innata discrezione che ha trasmesso anche a tutto il suo staff. Ma così, si rischia sempre di fraintendere. Al San Raffaele, Jannik è arrivato intorno a mezzogiorno. Ha lasciato la struttura alle 16.42: all’uscita hanno cercato di strappargli una battuta, ma si è infilato discretamente in un minivan, protetto dalla sicurezza. «Ciao, ciao». Tornerà martedì per controlli che non dovrebbero impegnarlo per più di un paio d’ore, non è mica finita.
Analisi del sangue e test cardiaci
Lunedì è stato invece sottoposto a una lunga serie di esami approfonditi: analisi del sangue, poi i test del “comparto cardiaco”: elettrocardiogramma, ecocardiogramma (l’ecocolordoppler cardiaco), prove da sforzo o ergometria, holter cardiaco. E altre verifiche ancora. Non sarebbe emerso niente di anomalo, secondo fonti molto vicine al campione. A seguire le operazioni, il professor Alberto Zangrillo, che prima di occuparsi del numero 1 del tennis è stato per 30 anni il medico personale di Berlusconi.
La scelta del San Raffaele
Dopo la sconfitta parigina, aveva preso un volo su Nizza e poi Montecarlo, dove risiede. Anche nel Principato ci sono fior di gabinetti medici, ma in realtà tutti lo aspettavano al JMedical Center di Torino, visitato in diverse occasioni in passato. Invece, niente. Secondo le cronache, Jannik avrebbe preferito prendersi prima qualche giorno di vacanza in Gallura con la fidanzata Laila Hasanovic. Sole, mare. Riposo. Il Roland Garros in televisione, la finale tra i “monegaschi” (ormai, tutti i migliori tennisti risiedono lì) Sascha Zverev e Flavio Cobolli. Con largo anticipo ha detto che non si iscriverà ai tradizionali tornei sull’erba che precedono Wimbledon: no Halle, no ‘s-Hertogenbosch, no Queen’s di Londra, Ma siamo davvero sicuri che sarà in tabellone a Wimbledon? L’appuntamento di oggi al San Raffaele potrebbe regalare una ulteriore conferma.