Pizza margherita, Anzi, no: romana. Flavio e la sua tribù. Papà Stefano, il fratello Guglielmo. Mamma Francesca, che: «Incredibile, è ancora viva. Non credevo che qui a Parigi potesse sopportare l’emozione». La fidanzata Matilde, Gli amici, compreso Edoardo Bove. Parigi, domenica sera. Voglia di celebrare e di dimenticare. La prima finale Slam della carriera: «Adesso ci riprovo: continuerò a lavorare duro, a giocare, a divertirmi». Una sconfitta appesa al quinto set, e ad alcuni piccoli episodi: «Se fossero girati a mio favore, sarebbe cambiato tutto. Anche perché fisicamente stavo molto meglio di Sascha». Pazienza. Sarà per la prossima volta, Cobbo, Quando? E perché non già a Wimbledon? Lo scorso anno, il ragazzo romano – e romanista; ci tiene – raggiunse i quarti di finale, sconfitto da Sua Maestà Djokovic. Le ferie di Flavio dureranno pochissimo, praticamente sono già finite. È tornato a Montecarlo. Giovedì – venerdì, al più tardi – tornerà a correre e giocare come lui sa. C’è da p…
Pizza margherita, Anzi, no: romana. Flavio e la sua tribù. Papà Stefano, il fratello Guglielmo. Mamma Francesca, che: «Incredibile, è ancora viva. Non credevo che qui a Parigi potesse sopportare l’emozione». La fidanzata Matilde, Gli amici, compreso Edoardo Bove. Parigi, domenica sera. Voglia di celebrare e di dimenticare. La prima finale Slam della carriera: «Adesso ci riprovo: continuerò a lavorare duro, a giocare, a divertirmi». Una sconfitta appesa al quinto set, e ad alcuni piccoli episodi: «Se fossero girati a mio favore, sarebbe cambiato tutto. Anche perché fisicamente stavo molto meglio di Sascha». Pazienza. Sarà per la prossima volta, Cobbo, Quando? E perché non già a Wimbledon? Lo scorso anno, il ragazzo romano – e romanista; ci tiene – raggiunse i quarti di finale, sconfitto da Sua Maestà Djokovic. Le ferie di Flavio dureranno pochissimo, praticamente sono già finite. È tornato a Montecarlo. Giovedì – venerdì, al più tardi – tornerà a correre e giocare come lui sa. C’è da preparare il torno londinese. Cobolli sarà presente ad Halle, appuntamento importantissimo perché gli permetterà di prendere confidenza con l’erba, la vecchia e nuova superficie di quest’estate alle porte. «Hai perso e fa un male che non si descrive. Un male che non passa subito. Ma io ti ho guardato, e non ho visto una sconfitta». Guglielmo - “Gully” - Cobolli, ha scritto al fratello attraverso i social: «Non esiste punteggio che possa intaccare quello che ho visto, mio fratello che lottava fino all’ultimo respiro. Flavio, sei la persona più coraggiosa che conosca».
La stampa francese
La serata parigina in pizzeria è finita molto prima del previsto. Uno pensa: dopo almeno 2 settimane sotto pressione, chissà cosa combineranno questi ragazzi. Sbagliato. Sono già tutti con la testa al prossimo appuntamento. È vero. Anche se Zverev nella conferenza stampa di quasi mezzanotte ha confessato ai giornalisti: «Sono un po’ brillo». Papà Misha lo ha subito rimesso in riga. Stefano Cobolli, padre-allenatore di Flavio, ha fatto altrettanto. Zverev, piuttosto: ieri i giornali francesi non gli hanno dato molto spazio, nonostante il suo primo successo al Roland Garros. L’Equipe, in particolare. Sul tennista tedesco, che in realtà si esprime più facilmente in russo, pesano alcune questioni legate a presunte violenze commesse ai delle precedenti compagne, argomento su cui il campione non si è mai voluto esprimere. Arrivano buone notizie da Matteo Berrettini, che si era arreso nei quarti parigini con Arnaldi: «Lascio Parigi coll sorriso sulle labbra per le fantastiche partite che ho giocato, e perché gli esami effettuati negli ultimi giorni non hanno rilevato lesioni muscolari significative», ha scritto sui social. Lo rivedremo a Wimbledon. Con o senza Sinner, l’Italia del tennis continua a sognare.