MILANO – Ha scelto di uscire da un ingresso secondario, al riparo da telecamere e fan, comprese decine di dipendenti dell’ospedale. Il secondo giorno al San Raffaele per Jannik Sinner si è concluso alle 12.45, dopo tre ore e mezzo di esami approfonditi. L’obiettivo è scoprire le cause del malore che ha provocato la clamorosa eliminazione al Roland Garros al secondo turno, contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, lo scorso 28 maggio. Il numero uno del mondo aveva lasciato Parigi con molti interrogativi: avanti di due set e in pieno controllo del match, aveva improvvisamente accusato un crollo fisico e mentale, tra debolezza, vertigini, pallore e sudori freddi.
Nessuna anomalia significativa
Nei due giorni trascorsi in ospedale — con in mezzo una notte a Palazzo …
MILANO – Ha scelto di uscire da un ingresso secondario, al riparo da telecamere e fan, comprese decine di dipendenti dell’ospedale. Il secondo giorno al San Raffaele per Jannik Sinner si è concluso alle 12.45, dopo tre ore e mezzo di esami approfonditi. L’obiettivo è scoprire le cause del malore che ha provocato la clamorosa eliminazione al Roland Garros al secondo turno, contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, lo scorso 28 maggio. Il numero uno del mondo aveva lasciato Parigi con molti interrogativi: avanti di due set e in pieno controllo del match, aveva improvvisamente accusato un crollo fisico e mentale, tra debolezza, vertigini, pallore e sudori freddi.
Nessuna anomalia significativa
Nei due giorni trascorsi in ospedale — con in mezzo una notte a Palazzo Parigi, uno dei più lussuosi hotel milanesi — Sinner si è sottoposto ad analisi del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, test da sforzo, Holter e risonanza magnetica al cuore. Secondo indiscrezioni, dagli accertamenti non sarebbero emerse anomalie significative. A seguirlo è il professor Alberto Zangrillo, già medico personale di Silvio Berlusconi, che si curava proprio nell’edificio Diamante del San Raffaele. Una struttura più attrezzata rispetto al J Medical di Torino, dove di solito Jannik svolge i controlli di routine.
L’operazione Wimbledon
Già oggi Sinner riprenderà il programma di allenamento a Montecarlo, dove vive. Di sicuro non giocherà i tornei sull’erba di Halle e del Queen’s. L’obiettivo è poter tornare in campo direttamente a Wimbledon, dal 29 giugno, per difendere il titolo conquistato un anno fa. Ma dovrà essere sicuro di essere nelle condizioni di farlo.
L’episodio di Parigi, infatti, non è isolato. Negli ultimi anni il campione di Sesto Pusteria ha accusato più volte crisi difficili da spiegare: a Melbourne contro Spizzirri lo scorso gennaio e con Rune nel 2025, a Shanghai prima del ritiro contro Griekspoor, a Cincinnati contro Alcaraz, a Wimbledon contro Medvedev. E anche a Roma, agli Internazionali d’Italia, aveva sofferto di problemi respiratori e vomito.
Per fargli forza, ieri nel giardino dell’ospedale si sono radunate decine di tifosi, molti dei quali dipendenti del San Raffaele, che hanno atteso in camice l’uscita del campione. Fra loro c’erano anche alcune infermiere, che hanno esposto un cartello: “Forza Jannik, vieni a salutarci in Pediatria”. Ma il numero uno del mondo ha preferito uscire in modo discreto, lontano dal clamore, per ritrovare al Montecarlo Country Club il lavoro e la vita di sempre, insieme al suo staff e alla compagna Laila Hasanovic, con cui si era concesso qualche giorno di relax in Sardegna prima del trasferimento a Milano per gli esami programmati.