LONDRA - “Oh, li odio”. Serena Williams, 44 anni, quattro volte campionessa olimpica e vincitrice di 23 titoli del Grande Slam, ha ottenuto una wild card anche per Wimbledon 2026, dove giocherà sia in singolare che in doppio con la sorella Venus. Ciò dopo che l’abbiamo incontrata due settimane fa all’altro torneo londinese, il Queen’s, per il suo sensazionale ritorno sui campi dopo circa quattro anni di assenza. Ma “gli estenuanti controlli antidoping” proprio non riesce a sopportarli. Tanto che ieri nella conferenza stampa pre torneo dell’All England Lawn Tennis ha dimostrato di non conoscerli bene nemmeno lei, nonostante la sua esperienza.
I controlli antidoping
La leggenda americana del tennis ha raccontato che proprio gli obblighi legati ai controlli antidoping sono stati una delle ragioni principali per cui aveva resistito all'idea di tornare a giocare, dopo l’ultima apparizione quattro anni fa agli US Open: “La mia vita è stracolma: gestisco un'azienda, una società. Viaggio in t…
LONDRA - “Oh, li odio”. Serena Williams, 44 anni, quattro volte campionessa olimpica e vincitrice di 23 titoli del Grande Slam, ha ottenuto una wild card anche per Wimbledon 2026, dove giocherà sia in singolare che in doppio con la sorella Venus. Ciò dopo che l’abbiamo incontrata due settimane fa all’altro torneo londinese, il Queen’s, per il suo sensazionale ritorno sui campi dopo circa quattro anni di assenza. Ma “gli estenuanti controlli antidoping” proprio non riesce a sopportarli. Tanto che ieri nella conferenza stampa pre torneo dell’All England Lawn Tennis ha dimostrato di non conoscerli bene nemmeno lei, nonostante la sua esperienza.
I controlli antidoping
La leggenda americana del tennis ha raccontato che proprio gli obblighi legati ai controlli antidoping sono stati una delle ragioni principali per cui aveva resistito all'idea di tornare a giocare, dopo l’ultima apparizione quattro anni fa agli US Open: “La mia vita è stracolma: gestisco un'azienda, una società. Viaggio in tutto il mondo. Ho dei figli, quindi potrei trovarmi in città diverse in qualsiasi momento.
Ovviamente non mi dispiace rispettare le regole, perché ho sempre detto con la massima chiarezza che faccio le cose nel modo giusto. Ma ritrovare quella disciplina, imparare innanzitutto le nuove regole e poi aggiornare ogni giorno le autorità su dove mi troverò... è diverso, almeno per me. È poco professionale. Lo detesto. Penso che sia necessario, ma credo anche che, se voglio andare da qualche parte al di fuori della mia finestra oraria, dovrei poterlo fare senza che venga considerato un controllo mancato”.
Il precedente di Vondrousova
Le dichiarazioni della leggenda americana del tennis sono arrivate pochi giorni dopo la squalifica di quattro anni inflitta a Marketa Vondrousova, regina di Wimbledon nel 2023, che si era rifiutata di sottoporsi a un controllo antidoping quando un ispettore si era presentato a casa sua al di fuori dell'ora indicata come fascia di reperibilità. Secondo il regolamento dell’agenzia anti-doping mondiale Wada, i giocatori sono tenuti a sottoporsi a un controllo antidoping ogni volta che un ispettore lo richieda, anche se la richiesta arriva al di fuori della fascia oraria comunicata dai tennisti. Tuttavia, come ricorda il New York Times, se un ispettore non riesce a rintracciare un atleta al di fuori di quella finestra, il giocatore non viene penalizzato per aver mancato il controllo, contrariamente a quanto sostenuto da Williams, e l’obbligo di comunicare la propria reperibilità riguarda una sola ora al giorno e non l'intero arco delle 24 ore. Se invece un giocatore che manca tre controlli fuori competizione durante quella fascia oraria nell'arco di dodici mesi, rischia una sanzione disciplinare, come accaduto all’americano Jenson Brooksby, squalificato per 18 mesi nel 2023.
La limitazione alla libertà
Tuttavia, molti tennisti hanno espresso forti perplessità sul sistema, sottolineando lo stress che provocherebbe in loro. Come ricorda la Bbc, la due volte finalista degli US Open Jessica Pegula ha raccontato lo scorso anno di conoscere molti giocatori che “non dormono” per la paura di perdere un controllo, mentre l’ultimo vincitore del Roland Garros Alexander Zverev ha spiegato di essere stato costretto a tornare a casa, a Montecarlo, dagli ispettori mentre stava accompagnando la figlia all'aeroporto di Nizza. Ora anche Williams sostiene che il sistema limiti la sua libertà personale. L'Itia risponde che i controlli a sorpresa rappresentano “un pilastro fondamentale di un programma antidoping efficace”.
I farmaci dimagranti
Williams ha inoltre suscitato polemiche per aver utilizzato e promosso i farmaci dimagranti della classe Glp-1, che imitano gli ormoni deputati al controllo dell'appetito. A febbraio scorso è persino apparsa in uno spot trasmesso durante il Super Bowl di febbraio, dichiarando che il medicinale l'ha aiutata a perdere 14 chili dopo la nascita della sua seconda figlia: “Ero stata un'atleta d'élite per tutta la vita, sempre in competizione e sempre in perfetta forma, ma semplicemente non riuscivo più a tornare dove avevo bisogno di essere”, ha raccontato qualche mese fa. Sette titoli a Wimbledon, l'ultimo dei quali nel 2016, Williams da allora ha avuto due figli: Alexis Olympia, nata nel 2017, e Adira River, nata nel 2023. Dopo la nascita di Alexis, Williams è rimasta costretta a letto per sei settimane in seguito a un parto cesareo d'urgenza.
La Wada monitora l'utilizzo dei medicinali Glp-1 dal 2024 per stabilire se rappresentino una scorciatoia tale da giustificarne il divieto oppure se si limitino a correggere uno svantaggio biologico. Al momento il loro utilizzo è consentito agli atleti e non sono classificati come sostanze che migliorano la prestazione sportiva. Prima della conferma della wild card per Wimbledon, Williams aveva scherzato dicendo che avrebbe «probabilmente dovuto allenarsi un po' di più se avesse voluto tornare a giocare in singolare”. Il mese scorso uno studio ha rilevato che circa un terzo del peso perso dalle persone che assumono questi farmaci proviene dalla massa muscolare e da quella ossea.
Dopo aver iniziato a comparire nelle campagne pubblicitarie nell'agosto del 2025, Williams ha rivelato di aver perso quei 14 chilogrammi da quando ha iniziato ad assumere il farmaco Zepbound, aggiungendo, in una intervista a Women's Health, di aver faticato molto per tornare al peso che considerava ottimale dopo la nascita della sua prima figlia Olympia, nonostante fosse rientrata immediatamente alle competizioni. Poi, dopo la nascita della seconda figlia Adira aveva iniziato a soffrire anche di dolori articolari.
Secondo Williams, il farmaco le ha permesso non solo di perdere peso, ma anche di alleviare quei dolori, migliorando i suoi livelli di colesterolo e di glicemia. La dottoressa Sarah Shultz, preside della School of Health Sciences dell'Università di New Haven, ha dichiarato a Espn che i medicinali Glp-1 possono offrire benefici significativi ai pazienti: “Quando si ottengono contemporaneamente una perdita di peso e una riduzione dell'infiammazione, i dolori articolari tendono a diminuire. Per ogni chilo perso si riduce in maniera significativa il carico sulle articolazioni, e questo fa una grande differenza. Inoltre, se i livelli di zucchero nel sangue vengono regolati meglio rispetto al passato, allora anche la stanchezza diventa un problema molto meno rilevante e il recupero fisico risulta più rapido”.
In campo martedì
Martedì, Williams affronterà al centrale di Wimbledon l'australiana Maya Joint, promessa ventenne del tennis mondiale, tornando così in campo dopo quattro anni di assenza dal circuito: “Pensavo: dovrei davvero cogliere questa opportunità. Chissà se avrò mai più la possibilità di tornare qui. Potrebbe essere l'ultima volta”, ha commentato la fuoriclasse nata a Saginaw, in Michigan. E allora mi sono detta: "Ma che ti prende, Serena? A cosa stai pensando? Sei impazzita? Devi assolutamente farlo".