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Cobolli litiga con il papà e torna a casa: “Non sono stato umile”

Flavio Cobolli

 

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Il romano crolla in tre set con il sorprendente inglese Fery, n.114 del ranking. Eliminata nei quarti anche Paolini, ko con Kostyuk
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Non per essere irriverenti: ma andava tutto bene, fino a quando nel Royal Box non è arrivata la regina Camilla, moglie di re Carlo III. Vestita in un elegantissimo tailleur celeste. Forse per simpatia nei confronti dei due tennisti italiani — prima Paolini, poi Cobolli — che sono scesi in campo nei quarti di finale al Centre Court.

(reuters)

La giornata si è chiusa malissimo, coi due azzurri eliminati in una maniera che più sbrigativa di così, non si può. Nello scaramantico mondo del tennis — anche Sinner dice di non voler indossare i cappellini bianchi perché gli portano sfortuna; e tutti ieri temevano la nuova celebrazione di “Cobbo”, dopo che al “surf” carioca e al “siuu” di Ronaldo era seguita l’eliminazione dai Mondiali di Brasile e Portogallo — , c’è chi si attacca a tutto. Per fortuna, gli atleti non mentono. «Kostyuk mi ha messo sotto pressione, e io non mi muovevo bene», ha ammesso Jasmine. «…

Non per essere irriverenti: ma andava tutto bene, fino a quando nel Royal Box non è arrivata la regina Camilla, moglie di re Carlo III. Vestita in un elegantissimo tailleur celeste. Forse per simpatia nei confronti dei due tennisti italiani — prima Paolini, poi Cobolli — che sono scesi in campo nei quarti di finale al Centre Court.

(reuters)

La giornata si è chiusa malissimo, coi due azzurri eliminati in una maniera che più sbrigativa di così, non si può. Nello scaramantico mondo del tennis — anche Sinner dice di non voler indossare i cappellini bianchi perché gli portano sfortuna; e tutti ieri temevano la nuova celebrazione di “Cobbo”, dopo che al “surf” carioca e al “siuu” di Ronaldo era seguita l’eliminazione dai Mondiali di Brasile e Portogallo — , c’è chi si attacca a tutto. Per fortuna, gli atleti non mentono. «Kostyuk mi ha messo sotto pressione, e io non mi muovevo bene», ha ammesso Jasmine. «Forse hanno ragione quelli della mia squadra: non sono stato abbastanza umile», ammette Flavio.

(agf)

Che peccato, Cobolli. Reduce dalla finale del Roland Garros, al suo secondo quarto di finale consecutivo a Wimbledon, affrontava una wild card che in classifica è 104 posti più sotto, e che era reduce da una partita-maratona. Arthur Fery aveva il solo vantaggio di essere cresciuto qui, l’erba di Church Road è il suo giardino di casa e il pubblico non poteva che essere tutto per lui. «È andata male fin dal primo scambio, non sono riuscito ad esprimere nemmeno il 50% del mio tennis. Mentre il mio avversario è stato perfetto». Tutto vero: ma cosa è successo? «Non è la prima volta, che perdo con tennisti lontani da me in classifica. Non li sottovaluto, ma evidentemente succede qualcosa nel mio inconscio. Ero sicuro che sarebbe stata la mia giornata, invece». Invece ha perso in 3 set con bagel finale. Quei 41 errori non forzati, contro i 15 dell’avversario, sono esemplari.

La lite con il papà coach

All’improvviso si è rivolto in maniera feroce a Stefano, il papà-allenatore che gli diceva di entrare in partita ed essere finalmente competitivo. «In campo non riuscivo a cambiare le cose: avevo bisogno di aiuto, mi sentivo solo, impotente. Ho sfogato la frustrazione prendendomela con mio padre, non se lo meritava».

Il risultato finale è una sonora lezione, ma Flavio è un ragazzo intelligente. «Sono triste ma comunque fiero del mio torneo: alla vigilia avevo dei dubbi». Da lunedì salirà al nono posto del ranking mondiale.

Paolini

Anche “Jas” è contenta del percorso londinese. «Soprattutto perché ho ritrovato la gioia di giocare. Mi sono sentita bene in campo, anche mentalmente: e la testa, è il motore di tutto. Ma è normale non si possa essere sempre al massimo in ogni partita».

Sinner

Oggi Jannik torna a Wimbledon per allenarsi. Ieri, almeno ufficialmente (ma è difficile pensare che il numero 1 non abbia lavorato un po’, almeno in palestra), si è concesso una giornata di assoluto riposto. E come lui Djokovic. Domani si troveranno ancora una volta di fronte, e la rete in mezzo.

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