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L’esperto: “Ecco perché Sinner si è infortunato. Alcaraz? Sta affrontando un momento delicato”

Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federtennis 

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Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federtennis: “La ripresa dopo una lunga pausa può accentuare le infiammazioni ai tendini”
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Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federtennis, dal 2007 al 2021 team manager in Coppa Davis e Billie Jean King Cup: cosa sta succedendo a Sinner?

«Lui si è concesso una fase di riposo dopo Wimbledon, poi ha ripreso un allenamento piuttosto intenso per prepararsi a campi duri, in cemento: un lavoro che stressa le articolazioni».

Che tipo di stress?

«Al ginocchio, all’anca, alle caviglie, tutto quel che riguarda il movimento: problemi accentuati da un periodo di stop, che possono provocare infiammazioni ai tendini».

C’è un feeling perfetto tra il corpo di Jannik e il cemento?

«Lui lo ama, i primi risultati importanti li ha avuti su queste superfici».

E la sua crescita fisica è stata adeguata?

«Se vediamo i video di qualche anno fa, anche dello Us Open…

Gianni Daniele, presidente della commissione medica della Federtennis, dal 2007 al 2021 team manager in Coppa Davis e Billie Jean King Cup: cosa sta succedendo a Sinner?

«Lui si è concesso una fase di riposo dopo Wimbledon, poi ha ripreso un allenamento piuttosto intenso per prepararsi a campi duri, in cemento: un lavoro che stressa le articolazioni».

Che tipo di stress?

«Al ginocchio, all’anca, alle caviglie, tutto quel che riguarda il movimento: problemi accentuati da un periodo di stop, che possono provocare infiammazioni ai tendini».

C’è un feeling perfetto tra il corpo di Jannik e il cemento?

«Lui lo ama, i primi risultati importanti li ha avuti su queste superfici».

E la sua crescita fisica è stata adeguata?

«Se vediamo i video di qualche anno fa, anche dello Us Open 2023 quando perse con Zverev al quarto set, ritroviamo un altro giocatore. Adesso Jannik è formato, strutturato, con una taratura fisica adeguata al suo livello di gioco».

Quindi perché questa rinuncia?

«Ci sono tante altre valutazioni che i giocatori fanno al di là della salute fisica. Un numero uno del mondo consolidato non va a un 1000 per allenarsi, fare due turni e tornare a casa. Credo che si tratti di una scelta precauzionale, non di un problema serio di cui preoccuparsi».

Ginocchia punto debole dei tennisti?

«L’articolazione più usurata è quella dell’anca, per la velocità della palla e i movimenti laterali che comportano uno stress superiore. Il ginocchio non è molto coinvolto, a meno che non si riparta dopo un lungo stop con un allenamento intenso. Anche per valutare l’altro problema emerso a Parigi: non si può considerare il caldo un handicap insuperabile, è stato un blackout mentale. Avete notato come sono cambiati gli allenamenti di Jannik? Sono molto più pesanti di prima, per testare la sua capacità di reazione anche in una partita molto lunga».

A New York sarà il vero Sinner?

«Questa situazione non deve essere sopravvalutata, ma monitorata, e credo che lui sarà perfettamente a posto allo Us Open. Ai primi turni ci saranno rischi, lo abbiamo visto anche a Wimbledon, ma credo che si tratti di rischi calcolati».

Tra Sinner e Alcaraz chi se la passa peggio?

«Dalla Spagna non si è saputo bene che tipo di lesione ci sia stata al polso di Carlos. Ora sta subentrando un’ipotesi di debolezza mentale: faticando a ritrovare l’intensità del lavoro di prima, nella sua testa si sarebbe creata una forma di depressione, un circolo vizioso che non gli dà la sicurezza di prima. I dubbi comincerebbero ad avere il sopravvento nella sua testa, ed è un peccato, anche per il numero uno, non trovare un avversario dalla classe immensa».

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