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Sinner e il no agli Us Open, Bertolucci: “Nessuna sorpresa, non si va a New York a fare il turista”

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Intervista all’ex tennista, oggi commentatore tv per Sky che ha dato la notizia per primo sui social
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Paolo Bertolucci, lei ha dato la notizia su X della rinuncia di Sinner agli Us Open prima dello stesso Jannik.

«L’ho saputo e non ero sorpreso»

Come mai?

«Perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. Niente allenamenti, solo terapie. E se non stai ore e ore a spingere come un dannato non puoi andare a New York».

Alcaraz invece ci andrà.

«È fermo da mesi, ma negli ultimi tempi dello spagnolo abbiamo visto filmati, allenamenti, video in palestra, partitelle con altri campioni come Rune: si era capito che era lui era pronto. Sinner no».

Lei non è stupito. Ma molti tifosi sono sorpresi.

«E io non capisco da dove può arrivare questa meraviglia. Se si fosse allenato come un matto, non dico da luglio, da Wimbledon, ma anche negli ultimi 10 giorni con ore di campo, di tennis, di palestra capirei lo stupore. Ma così, no. È fermo e non riesce a essere al massimo: era prevedibile che rinunciasse».

Stupore no, allora. Ma delusione sì.

«Certo, ma l’importante ora è ch…

Paolo Bertolucci, lei ha dato la notizia su X della rinuncia di Sinner agli Us Open prima dello stesso Jannik.

«L’ho saputo e non ero sorpreso»

Come mai?

«Perché dovremmo stupirci? Nessuno lo vede su un campo da tennis da tempo. Niente allenamenti, solo terapie. E se non stai ore e ore a spingere come un dannato non puoi andare a New York».

Alcaraz invece ci andrà.

«È fermo da mesi, ma negli ultimi tempi dello spagnolo abbiamo visto filmati, allenamenti, video in palestra, partitelle con altri campioni come Rune: si era capito che era lui era pronto. Sinner no».

Lei non è stupito. Ma molti tifosi sono sorpresi.

«E io non capisco da dove può arrivare questa meraviglia. Se si fosse allenato come un matto, non dico da luglio, da Wimbledon, ma anche negli ultimi 10 giorni con ore di campo, di tennis, di palestra capirei lo stupore. Ma così, no. È fermo e non riesce a essere al massimo: era prevedibile che rinunciasse».

Stupore no, allora. Ma delusione sì.

«Certo, ma l’importante ora è che recuperi e che si riprenda. Alcaraz si è dovuto fermare 4 mesi. Sport di questa intensità logorano, gli infortuni ci possono stare. Non si può rischiare di peggiorare una situazione non ancora risolta. Se non sei al 100% a New York che ci vai a fare? Il turista? Gli Us Open non sono uno scherzo, ci vai se sei in condizione».

Il mistero intorno alle condizioni del ginocchio destro preoccupa i suoi fan.

«Ma se lui non dice più di quello che ha detto che bisogna fare? Non dobbiamo allarmarci, dobbiamo aspettare. Altrimenti diventa tutto un “mi pare, forse, sembra, potrebbe”: così diventa calciomercato. I recuperi dagli infortuni non si risolvono con i condizionali. Sono lunghi, lo sport è questo, è fatto anche di stop e di rinunce. Lui e il suo staff sanno come comportarsi, conoscono loro l’entità del problema, è inutile che adesso immaginiamo noi un percorso».

Sinner ha detto che ora vuole essere pronto per l’Asia.

«Ci vuole tempo per capire e recuperare. Anche dopo la rinuncia a Montreal si pensava che non avrebbe saltato Cincinnati e nemmeno New York. Ora aspettiamo prima di dire che parteciperà ai tornei di Pechino e Shanghai. Nelle prossime settimane dovrà verificare periodo se riesce a riprendersi. Siamo 50-50. E non dimentichiamo come è fatto Jannik».

Cioè?

«È un perfezionista, se sa di non essere al massimo non rischia».

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