Uno è dal dottore. Ci vuole pazienza. L’altro invece è tornato in campo, con Serena Williams, nel doppio misto degli Us Open. Sorrisi e schiacciate. Jannik Sinner e Carlitos Alcaraz, sliding doors. L’azzurro continua nel programma di recupero, anche ieri mattina si è presentato al J-Medical di Torino: onde d’urto e trattamenti di fisioterapia a quel ginocchio destro che ancora non va. Si è fermato a dormire nel capoluogo piemontese, oggi tornerà a farsi trattare.
Come sta Jannik
Niente tennis, per il numero 1 del mondo: meglio far riposare l’articolazione e lavorare in palestra sul resto della muscolatura. Non trapela nulla — non sulle condizioni attuali, tantomeno sui tempi di recupero — e tutto questo silenzio di sicuro non aiuta. È fermo dal tardo pomer…
Uno è dal dottore. Ci vuole pazienza. L’altro invece è tornato in campo, con Serena Williams, nel doppio misto degli Us Open. Sorrisi e schiacciate. Jannik Sinner e Carlitos Alcaraz, sliding doors. L’azzurro continua nel programma di recupero, anche ieri mattina si è presentato al J-Medical di Torino: onde d’urto e trattamenti di fisioterapia a quel ginocchio destro che ancora non va. Si è fermato a dormire nel capoluogo piemontese, oggi tornerà a farsi trattare.
Come sta Jannik
Niente tennis, per il numero 1 del mondo: meglio far riposare l’articolazione e lavorare in palestra sul resto della muscolatura. Non trapela nulla — non sulle condizioni attuali, tantomeno sui tempi di recupero — e tutto questo silenzio di sicuro non aiuta. È fermo dal tardo pomeriggio del 12 luglio, quando a Wimbledon ha sconfitto in finale Zverev: con oggi sono 45 giorni di stop. Ha rinunciato alle 3 tappe americane (Montreal, Cincinnati, New York), e a questo punto speriamo di rivederlo a Pechino a fine settembre.
Sinner: “Ho ancora bisogno di tempo”
Chissà. «Ho ancora bisogno di altro tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso»: altro, dal campione, non è dato sapere. La torsione nel match di esordio a Church Road con Kecmanovic sembrava una cosa da nulla, ma dopo la meritata vacanza il dolore è tornato a farsi sentire — fortissimo — coi primi allenamenti. «Abbiamo obiettivi di breve termine: in un percorso riabilitativo ci si pongono step che bisogna raggiungere, prima di passare al successivo»: il dottor Luca Stefanini lo aveva già curato al J-Medical due anni fa per i problemi a un’anca. Nella primavera del 2025 aveva rimesso in piedi Federica Brignone, c’è da fidarsi. Ma anche dalle sue parole, non si riesce proprio a capire cosa stia davvero accadendo a Jannik.