LONDRA - Vacanze londinesi, si fa per dire. Nel suo anno d’oro, in giacca panna e cravatta Alexander Zverev cammina orgoglioso tra i colonnati del Royal Naval College a Greenwich, prima di venire a parlare con “Repubblica” e un altro paio di giornalisti inglesi. Venerdì inizia la Laver Cup di tennis a Londra, e “Sasha” è, insieme ad Alcaraz, il fiore all’occhiello della squadra europea che sfida il resto del mondo, vincitore delle ultime due edizioni e capitanato da Andrè Agassi.
Dopo aver vinto a Parigi e New York, raggiunto la semifinale a Melbourne e la finale a Wimbledon (persa contro Jannik Sinner), ora potrebbe persino strappare il numero uno al campione italiano, fermo ai box per una infiammazione al ginocchio proprio dal trionf…
LONDRA - Vacanze londinesi, si fa per dire. Nel suo anno d’oro, in giacca panna e cravatta Alexander Zverev cammina orgoglioso tra i colonnati del Royal Naval College a Greenwich, prima di venire a parlare con “Repubblica” e un altro paio di giornalisti inglesi. Venerdì inizia la Laver Cup di tennis a Londra, e “Sasha” è, insieme ad Alcaraz, il fiore all’occhiello della squadra europea che sfida il resto del mondo, vincitore delle ultime due edizioni e capitanato da Andrè Agassi.
Dopo aver vinto a Parigi e New York, raggiunto la semifinale a Melbourne e la finale a Wimbledon (persa contro Jannik Sinner), ora potrebbe persino strappare il numero uno al campione italiano, fermo ai box per una infiammazione al ginocchio proprio dal trionfo a Church Road.
Zverev, quanto è soddisfatto del suo stellare 2026?
“Ovviamente sono molto felice. Penso che, dal punto di vista mentale, sono estremamente soddisfatto di come sia andata la stagione degli Slam. Ma naturalmente l’anno non è ancora finito. Abbiamo ancora davanti grandi tornei e vogliamo continuare a rimanere concentrati”.
Perché ha voluto giocare qui per la Laver Cup? Dopo il trionfo agli Us Open, non era meglio prendersi una vacanza, fare un po’ il turista?
“Ma la Laver Cup è un evento al quale cerco sempre di partecipare. Sono una persona che dà molto valore alla lealtà, e questo evento è sempre stato leale nei miei confronti, quindi anch’io cerco di esserlo nei confronti degli eventi. Mi piace essere qui. Mi piace stare insieme a questi grandi compagni di squadra, a questi ragazzi fantastici e, sì, spero di trascorrere una bellissima settimana anche qui.
Sascha, naturalmente in questo momento lei sta andando molto bene. Sta ottenendo praticamente tutto. Vede l’ora di accogliere nuovamente Sinner e Alcaraz in campo ai massimi livelli, o forse le fa più piacere così?
“No, penso che Sinner e Alcaraz siano importanti per il tennis. Ed è fondamentale che tornino ai loro massimi livelli. Naturalmente mi piace competere con loro. Mi piace averli nel circuito. Mi fa piacere avere Carlos qui anche come mio compagno di squadra. Penso che ci troviamo bene insieme e che ci faccia piacere stare in compagnia l’uno dell’altro. Quindi sì, naturalmente li riaccolgo volentieri. Tutto il circuito sarà felice di riaverli”.
Alcaraz ha detto che lei in questo momento è il miglior giocatore al mondo. Che effetto le fa sentirglielo dire?
“È una cosa davvero molto bella da parte sua, naturalmente, ma non so bene cosa rispondere. Io cerco semplicemente di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile. Cerco di giocare il miglior tennis possibile. Penso che, quando tutti erano in salute, Carlos abbia vinto gli Australian Open. Jannik stava vincendo molti tornei prima del Roland Garros. Quindi io cerco di tenere il loro passo. Cerco di fare tutto il possibile per riuscire a competere con loro. E se in questo momento loro mi vedono in quel modo, per me è un grande onore”.
Sente di avere più pressione addosso quest’anno, considerando quello che ha ottenuto? Pensa che i suoi compagni di squadra della Laver Cup si aspettino di più da lei?
“Non lo so. Penso che abbiamo una squadra forte. Credo che tutti vogliamo poter contare l’uno sull’altro, ma allo stesso tempo dobbiamo cercare di fare ciascuno il proprio lavoro nel miglior modo possibile, giusto? Quando scendiamo in campo, dobbiamo vincere le nostre partite. Naturalmente, come squadra, cerchiamo di aiutarci a vicenda, ma credo che insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo e vincere la Laver Cup. Questa è la cosa più importante”.
Vincendo così tanto, quanto sta crescendo il suo livello di fiducia?
“Penso che vincere sia la cosa più importante nello sport. Sì, il percorso è importante, così come allenarsi e sviluppare il proprio stile di gioco. Sono tutte cose molto, molto importanti. Ma penso che, alla fine, la domanda sia: per che cosa fai tutto questo? Lo fai per vincere”.