✕

Alcaraz: “Il migliore di sempre è Djokovic, non Nadal. Sinner? Mi manca giocare contro di lui”

Carlos Alcaraz 

Ascolta l'audio

Lo spagnolo incorona Nole e aspetta il rientro di Jannik: “Ogni volta che ci affrontiamo, la nostra rivalità cresce. So che la gente aspetta queste partite”
2 minuti di lettura

LONDRA - Il tennista più grande di tutti i tempi, ossia “il goat, è Djokovic, non Nadal”. Carlos Alcaraz non ha dubbi sul “greatest of all times”, come si dice in inglese. Il fenomeno spagnolo, appena ritornato a giocare agli Us Open dopo uno stop per infortunio di oltre quattro mesi, ha parlato alla Bbc e con Repubblica alla vigilia della Laver Cup, il prestigioso torneo di esibizione che questo weekend torna a Londra.

“Nadal è stato un punto di riferimento quando ero bambino, un giocatore che ammiravo. Sognavo di diventare come lui”, ha detto il grande rivale di Jannik Sinner alla tv pubblica britannica, “ma se ci basiamo sui numeri, non c’è alcun dubbio che Djokovic sia il goat, perché ha vinto davvero tutto, e…

LONDRA - Il tennista più grande di tutti i tempi, ossia “il goat, è Djokovic, non Nadal”. Carlos Alcaraz non ha dubbi sul “greatest of all times”, come si dice in inglese. Il fenomeno spagnolo, appena ritornato a giocare agli Us Open dopo uno stop per infortunio di oltre quattro mesi, ha parlato alla Bbc e con Repubblica alla vigilia della Laver Cup, il prestigioso torneo di esibizione che questo weekend torna a Londra.

“Nadal è stato un punto di riferimento quando ero bambino, un giocatore che ammiravo. Sognavo di diventare come lui”, ha detto il grande rivale di Jannik Sinner alla tv pubblica britannica, “ma se ci basiamo sui numeri, non c’è alcun dubbio che Djokovic sia il goat, perché ha vinto davvero tutto, e non una volta sola, ma due”.

Alcaraz con Zverev e Cobolli alla Laver Cup 

Alcaraz aspetta Sinner

Ma l’attuale numero 3 del mondo ha parlato anche della sua rivalità con Sinner. I due si sono affrontati soltanto una volta in questa stagione, nella finale del Masters 1000 di Montecarlo (vinta dall'azzurro), prima che entrambi si infortunassero: “Jannik ha vinto quasi tutto all’inizio della stagione e, naturalmente, sento la mancanza della sua presenza. Mi manca averlo qui e mi piacerebbe poter giocare contro di lui, perché ogni giorno mi spinge a diventare un tennista migliore. Ogni volta che ci affrontiamo, la nostra rivalità cresce. Quindi spero che potremo incontrarci di nuovo quest’anno, perché so che la gente aspetta queste partite”.

Il ko con Shelton e le partite a notte fonda

Ma ieri sera Alcaraz ha parlato anche con Repubblica tornando sul ko con Shelton nei quarti degli Us Open, in una partita infinita nel cuore della notte persa dopo vomito e malesseri vari: “Beh, ovviamente era il primo torneo dopo cinque mesi. Ho giocato tre grandi partite. Anzi, quattro grandi partite, nonostante un problema alla gamba. Nell’ultima, sapete, ero lì per competere, capire a che livello fossi e cercare di finire il torneo senza problemi fisici. Sono tornato a casa in salute, senza alcun dolore. So di avere davanti tornei davvero importanti, tornei che voglio vincere almeno una volta. Se guardate i miei risultati, l’ultima parte della stagione non è mai stata il mio punto forte. Ma ora mi sento fresco mentalmente e molto bene fisicamente. Spero quindi di fare un grande torneo qui alla Laver Cup e di ritrovare presto il mio posto preferito”.

Alcaraz durante la sfida con Shelton agli Us Open 

Ma quella partita fino alle tre e mezza di notte… non è assurdo? “Sì, è assurdo”, replica Carlitos, molti spettatori sono rimasti fino al quarto set, ed è stato bello, ma è un peccato che abbiano dovuto andarsene per via dell’ora. Finire alle tre e mezza del mattino significa lasciare Flushing Meadows verso le quattro e mezza. Alla fine, per un atleta, si arriva alle sei e mezza o alle sette del mattino, e il giorno dopo bisogna essere pronti. Così l’avversario gioca con un vantaggio. Penso sia troppo. Devono fare qualcosa, perché anche finire a mezzanotte è tardi, figuriamoci alle tre e mezza del mattino…”.

Alcaraz e Ferrero 

Il ritorno di Ferrero

Intanto, il suo ex allenatore Ferrero ha annunciato che tornerà ad allenare l’anno prossimo. Le ha detto chi allenerà? E teme che riveli tutti i suoi segreti a un suo collega? “No, non mi ha detto niente”, confessa Alcaraz, “sono davvero contento che torni nel circuito e di poterlo rivedere in giro. Penso sarà bello. Chiunque allenerà, credo che quel giocatore farà grandi cose e lotterà per traguardi importanti. Non so se già l’anno prossimo, ma sicuramente in futuro. Chissà: credo resterà un mistero finché non lo annuncerà. Sarà bello rivedere Juan Carlos nel circuito”.

Leggi i commenti