ROMA - Un finale del genere probabilmente mancava nella storia delle boxe, almeno italiana: i pugili che abbandonano il ring senza che venga annunciato il verdetto, senza che nessuno abbia il coraggio di farlo in un clima di tensione generale. Una farsa inaccettabile, che chiude nella maniera peggiore possibile una serata di ottimo pugilato. Giacobbe Fragomeni (a cui comunque è andato il match) e Silvio Branco si giocano il titolo Silver Wbc, che altro non è che la semifinale per il titolo mondiale. E' l'ultima chance della carriera, la colgono in maniera splendida, onorando la fama di guerrieri più antichi del pugilato italiano. Fragomeni ha 43 anni, Branco 46, ma sul ring l'anagrafe scompare. E' una battaglia serratissima, senza esclusione di colpi, agonisticamente molto più cattiva - ricordiamo che i due sono amici - rispetto alla prima sfida, giudicata pari a nostro avviso con una certa benevolenza verso Fragomeni.
Stavolta il buon Giacobbe non vuole correre rischi e parte forte, non dà respiro a Branco con i suoi colpi corti e il suo avanzare costante, che di fatto annulla il maggiore allungo del pugile di Civitavecchia. Poi però Branco trova la misura dei colpi e rientra gradualmente nel match. Si va avanti sul filo del rasoio, round dopo round. La Wbc, la migliore federazione mondiale, ha la abitudine - sinceramente non geniale - di aggiornare i punteggi dopo il quarto e l'ottavo round. Ad un terzo del match, due giudici sono per il pari, l'altro è per Branco, dopo due terzi situazione capovolta: un giudice ha il pari, due vedono Fragomeni (di 2 e addirittura 4 punti). Sale subito la tensione, gli angoli alzano i toni, parole forti colte inesorabilmente dai microfoni a bordo ring.
Finale rovente, Branco tenta il disperato recupero con due ultime riprese di grande spessore agonistico, Fragomeni soffre ma resiste. Finisce, i due si abbracciano nel migliore stile della boxe, i clan no: si arriva al contatto, vola anche qualche colpo, e tra i più agitati c'è proprio il fratello di Silvio Branco, Gianluca, che da pugile di livello dovrebbe imparare a comportarsi diversamente. In conclusione, il verdetto non viene pronunciato, probabilmente per paura di ulteriori incidenti, ed è un finale sconcertante. Guardando il match da Roma, contattiamo telefonicamente a Riva Del Garda uno dei giudici, Massimo Barrovecchio, al suo attivo anche la nomina di miglior arbitro del mondo: "Qui non si capisce più nulla - ci dice - ma io sul mio cartellino ho un punto per Fragomeni". In pratica una conferma alle indiscrezioni, poi confermate. Ha vinto per split decision (decisione non unanime) Fragomeni. Chi perde è il pugilato italiano, e paradossalmente ciò avviene in una serata in cui si era assisito ad un grande spettacolo.
Stavolta il buon Giacobbe non vuole correre rischi e parte forte, non dà respiro a Branco con i suoi colpi corti e il suo avanzare costante, che di fatto annulla il maggiore allungo del pugile di Civitavecchia. Poi però Branco trova la misura dei colpi e rientra gradualmente nel match. Si va avanti sul filo del rasoio, round dopo round. La Wbc, la migliore federazione mondiale, ha la abitudine - sinceramente non geniale - di aggiornare i punteggi dopo il quarto e l'ottavo round. Ad un terzo del match, due giudici sono per il pari, l'altro è per Branco, dopo due terzi situazione capovolta: un giudice ha il pari, due vedono Fragomeni (di 2 e addirittura 4 punti). Sale subito la tensione, gli angoli alzano i toni, parole forti colte inesorabilmente dai microfoni a bordo ring.
Finale rovente, Branco tenta il disperato recupero con due ultime riprese di grande spessore agonistico, Fragomeni soffre ma resiste. Finisce, i due si abbracciano nel migliore stile della boxe, i clan no: si arriva al contatto, vola anche qualche colpo, e tra i più agitati c'è proprio il fratello di Silvio Branco, Gianluca, che da pugile di livello dovrebbe imparare a comportarsi diversamente. In conclusione, il verdetto non viene pronunciato, probabilmente per paura di ulteriori incidenti, ed è un finale sconcertante. Guardando il match da Roma, contattiamo telefonicamente a Riva Del Garda uno dei giudici, Massimo Barrovecchio, al suo attivo anche la nomina di miglior arbitro del mondo: "Qui non si capisce più nulla - ci dice - ma io sul mio cartellino ho un punto per Fragomeni". In pratica una conferma alle indiscrezioni, poi confermate. Ha vinto per split decision (decisione non unanime) Fragomeni. Chi perde è il pugilato italiano, e paradossalmente ciò avviene in una serata in cui si era assisito ad un grande spettacolo.