ROMA - In un panorama bisognoso di eventi importanti come quello della boxe professionistica italiana, il match valido per l'Europeo dei pesi leggeri tra Emiliano Marsili e Luca Giacon, in programma sabato sera a Civitavecchia, rappresenta una notevole occasione di rilancio ed al tempo stesso di crescita. Di fronte due tra i migliori pugili italiani pound for pound, in un match dai tanti motivi di interesse, contrapposizione perfetta di stili e personalità. La prima cosa che balza in evidenza è la differenza di età. Nella parte del 'vecchio' (ci passi il termine) c'è Marsili, 37 anni, una carriera senza macchia, fatta di tante vittorie (26, di cui 10 prima del limite) e un pareggio.
Gavetta, tanta gavetta per un pugile che ha scalato gradualmente - e lentamente - i gradini della sua carriera, giungendo nel momento migliore alla sfida più importante. Il banco di prova che lo ha consacrato a livello internazionale, la grande affermazione in Inghilterra contro Derry Matthews, kot alla settima ripresa, per il mondiale Ibo. Glissando sulla sigla, neanche riconosciuta in Italia e destinata ad accrescere una confusione che non fa bene alla boxe, resta una prestazione straordinaria in un ambiente ostile. Il match contro Giacon avrebbe dovuto già svolgersi lo scorso 16 febbraio, ma un problema alla mano occorso proprio a Marsili ne ha decretato il rinvio. "Ma ho recuperato perfettamente - spiega il pugile laziale -, ho svolto una preparazione molto minuziosa. Giacon? Lo rispetto, ha un bel pugno, ma non lo temo. Ho anche avuto la possibilità di conoscerlo sul ring, un paio di anni fa. In allenamento abbiamo fatto sei riprese"
E passiamo a Giacon il 'giovane', 24 anni, un alias (Black Mamba) che la dice lunga sulla sui capacità di risolvere in maniera sbrigativa i match: ne ha disputati 21 vincendoli tutti, ma in 19 circostanze il suo avversario non ha sentito il suono dell'ultimo gong. Un intreccio complicato ed al tempo stesso affascinante, dalla nascita in Spagna, alla residenza in Sardegna, agli inizi della carriera a Panama, luogo che sa tanto di boxe retrò, basta evocare l'immenso Roberto Duran. "Mio padre è di Ivrea, dove ho parecchi parenti, mia madre è africana. Marsili è un buon pugile, ma ovviamente pernso di farcela. Gli inizi della a Panama? Mi ci portò il mio allenatore". Giacon, causa una visita medica, si è presentato con ampio ritardo alla conferenza stampa, una lentezza che stride con la velocità micidiale dei suoi colpi. Il match si presenta, almeno sulla carta, equilibrato. Marsili, il cui sinistro è da tenere in grande considerazione, ha dalla sua l'esperienza, il fattore campo (che qualcosa conta sempre) e la capacità di saper soffrire nei momenti più difficili. Giacon gode dei 13 anni di meno, accompagnati da una incognità: in carriera non è mai andato oltre i sei round.
Sarà una bella contrapposizione, anche a livello manageriale. Giacon ha come manager Franco Cherchi (Opi 2000), punto di riferimento ormai da anni della boxe italiana. Marsili è con La Round Zero di Luca Ferrara e Giulio Spagnoli (quest'ultimo figlio d'arte, che spesso vediamo anche nei prestigiosi ring tedeschi), società che ha allestito l'evento. Sul ring Lorenzo Cosseddu e Stefano Loriga (pesi medi, 6 riprese), nei supermedi Giovanni De Carolis contro il bielorusso Artem Salomka, e nei welter Daniele Petrucci, in cerca di rilancio dopo la parentesi negativa con il campione europeo Bundu, opposto all'estone Pavel Semjonov. Insomma, serata perfetta per palati raffinati.
Gavetta, tanta gavetta per un pugile che ha scalato gradualmente - e lentamente - i gradini della sua carriera, giungendo nel momento migliore alla sfida più importante. Il banco di prova che lo ha consacrato a livello internazionale, la grande affermazione in Inghilterra contro Derry Matthews, kot alla settima ripresa, per il mondiale Ibo. Glissando sulla sigla, neanche riconosciuta in Italia e destinata ad accrescere una confusione che non fa bene alla boxe, resta una prestazione straordinaria in un ambiente ostile. Il match contro Giacon avrebbe dovuto già svolgersi lo scorso 16 febbraio, ma un problema alla mano occorso proprio a Marsili ne ha decretato il rinvio. "Ma ho recuperato perfettamente - spiega il pugile laziale -, ho svolto una preparazione molto minuziosa. Giacon? Lo rispetto, ha un bel pugno, ma non lo temo. Ho anche avuto la possibilità di conoscerlo sul ring, un paio di anni fa. In allenamento abbiamo fatto sei riprese"
E passiamo a Giacon il 'giovane', 24 anni, un alias (Black Mamba) che la dice lunga sulla sui capacità di risolvere in maniera sbrigativa i match: ne ha disputati 21 vincendoli tutti, ma in 19 circostanze il suo avversario non ha sentito il suono dell'ultimo gong. Un intreccio complicato ed al tempo stesso affascinante, dalla nascita in Spagna, alla residenza in Sardegna, agli inizi della carriera a Panama, luogo che sa tanto di boxe retrò, basta evocare l'immenso Roberto Duran. "Mio padre è di Ivrea, dove ho parecchi parenti, mia madre è africana. Marsili è un buon pugile, ma ovviamente pernso di farcela. Gli inizi della a Panama? Mi ci portò il mio allenatore". Giacon, causa una visita medica, si è presentato con ampio ritardo alla conferenza stampa, una lentezza che stride con la velocità micidiale dei suoi colpi. Il match si presenta, almeno sulla carta, equilibrato. Marsili, il cui sinistro è da tenere in grande considerazione, ha dalla sua l'esperienza, il fattore campo (che qualcosa conta sempre) e la capacità di saper soffrire nei momenti più difficili. Giacon gode dei 13 anni di meno, accompagnati da una incognità: in carriera non è mai andato oltre i sei round.
Sarà una bella contrapposizione, anche a livello manageriale. Giacon ha come manager Franco Cherchi (Opi 2000), punto di riferimento ormai da anni della boxe italiana. Marsili è con La Round Zero di Luca Ferrara e Giulio Spagnoli (quest'ultimo figlio d'arte, che spesso vediamo anche nei prestigiosi ring tedeschi), società che ha allestito l'evento. Sul ring Lorenzo Cosseddu e Stefano Loriga (pesi medi, 6 riprese), nei supermedi Giovanni De Carolis contro il bielorusso Artem Salomka, e nei welter Daniele Petrucci, in cerca di rilancio dopo la parentesi negativa con il campione europeo Bundu, opposto all'estone Pavel Semjonov. Insomma, serata perfetta per palati raffinati.