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Pugilato, Bundu dà spettacolo e si conferma campione d'Europa

Grande prova del fiorentino, che sul ring di Roma piega per ko all'undecimo round il quotato polacco Rafal Jackiewicz e resta sul trono continentale dei pesi welter. Ora per lui, nonostante i 38 anni, gli orizzonti mondiali sembrano meno lontani
di LUIGI PANELLA

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ROMA - Ha vinto perché è stato più veloce, perché è stato più potente, semplicemente perché è stato più forte. Leonard Bundu si conferma padrone indiscusso del titolo Europeo dei pesi welter. Lo aveva dimostrato sbarazzandosi prima del limite dei suoi avversari nelle tre difese volontarie, lo ha ribadito nella prima ufficiale, dominando il polacco dal passato piuttosto nobile, Rafal Jackiewicz, messo ko all'undecima ripresa. E' stato un pregevole sinistro a porre fine al combattimento, ma la modalità con la quale il polacco si è piegato su se stesso danno proprio l'idea dello sfinimento dovuto ad una serie costante di colpi ricevuti sin dal primo gong. Bundu ha esibito una varietà di colpi ragguardevole, portandoli soprattutto con una rapidità di esecuzione doppia rispetto al suo avversario: in pratica, due anni più vecchio rispetto di Jackiewicz (38 primavere a 36), il fiorentino ha mostrato una età biologica assai inferiore.

Match intenso ma sostanzialmente monotematico, accompagnato da una buona cornice di pubblico al Tendastrisce (presenti anche parecchi tifosi polacchi). Bundu ha alternato prevalentemente la boxe in guardia destra con quella normale, fattore che ha ulteriormente confuso le idee allo sfidante. In pratica, durante l'intero incontro, non c'è stato un solo momento in cui il polacco sia andato oltre lo schema ripetitivo del diretto destro per mettere in difficoltà il nostro pugile, che dopo la metà del match ha anche cominciato a forzare i colpi. L'inizio della fine per Jackiewicz, che da mestierante navigato ha cercato di portare il verdetto almeno ai punti, fallendo però anche questo obiettivo.

Detto che il pugilato italiano, nonostante una crisi di sponsor e di vocazioni, non sta messo poi così male (anche Boschiero e Marsili sono due campioni d'Europa che danno l'idea di poter saltare un altro gradino), uno sguardo al futuro di Bundu. Due le strade: la monetizzazione passa attraverso il torneo della Wbc che offre belle borse ai partecipanti (che lo vince mette in tasca 260.000 dollari) oltre alla possibilità della sfida impossibile al grandissimo Floyd Mayweather, ed è quella che dovrebbe intraprendere Bundu. L'altra, forse meno remunerativa, vede maggiori orizzonti di gloria: il campione del mondo per la Wba, il 'paisà' Paul Malignaggi, a nostro avviso è alla portata del Bundu di questi tempi.

In attesa degli sviluppi, due parole sui match di sotto clou. Tre incontri, l'unico accettabile è stato quello che ha visto il bravo Samuele Esposito, pugile in ascesa, avere la meglio per kot al sesto round sul nicaraguegno Carlos Mairena, capace di piazzare solo un colpo molto pericoloso nel primo round per poi essere sempre in balia dell'avversario. Troppo inconsistente il colombiano Ortiz per dare peso al ritorno 'poetico' sul ring di Michele Orlando, impostosi ai punti dopo ben 6 anni di inattività. Infine, spettacolare ko inflitto con un destro alla punta del mento da Fabrizio Leone al romano Gianluca Tamburini per quale dopo questa pesante sconfitta, alla soglia dei 41 anni, sarebbe consigliabile appendere al chiodo i guantoni.
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