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Uisp, lo sport sociale incontra Malagò: "Noi siamo una risorsa"

Al congresso nazionale di Chianciano Terme, il presidente dell'ente amatoriale si rivolge al numero uno del Coni, che replica: "Anche il mio programma, come già fate voi, vuole cambiare lo sport". Presente anche Josepa Idem: "I ragazzini devono poter fare attività fisica sin dalle elementari"di ROBERTO MARCELLETTI
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CHIANCHIANO TERME - A Chianciano Terme il congresso nazionale dell'Uisp, lo sport sociale e per tutti, si apre con un interessante confronto con il Coni. Messa da parte la recente campagna elettorale, nelle parole del presidente Giovanni Malagò tra il governo dello sport e il maggiore ente di promozione sportiva solo segnali di pace e soprattutto collaborazione. Il numero uno uscente dell'Uisp Filippo Fossati nel suo intervento coinvolge subito il massimo esponente: "Malagò ci ha sconvolto. E' subito uscito fuori dalle rigidità burocratica con progetti fuori dal comune. L'Uisp vuole collaborare con il Coni, ho un solo rammarico non esserci incontrati in precedenza".

Per quanto riguarda il futuro Fossati precisa: "Non chiediamo assistenza, lo sport di base si mantiene da solo. Noi chiediamo riconoscimento perché siamo una risorsa. Soprattutto lo sport sociale, che pratichiamo ogni giorno con impegno e volontà, è una grande risors…
CHIANCHIANO TERME - A Chianciano Terme il congresso nazionale dell'Uisp, lo sport sociale e per tutti, si apre con un interessante confronto con il Coni. Messa da parte la recente campagna elettorale, nelle parole del presidente Giovanni Malagò tra il governo dello sport e il maggiore ente di promozione sportiva solo segnali di pace e soprattutto collaborazione. Il numero uno uscente dell'Uisp Filippo Fossati nel suo intervento coinvolge subito il massimo esponente: "Malagò ci ha sconvolto. E' subito uscito fuori dalle rigidità burocratica con progetti fuori dal comune. L'Uisp vuole collaborare con il Coni, ho un solo rammarico non esserci incontrati in precedenza".

Per quanto riguarda il futuro Fossati precisa: "Non chiediamo assistenza, lo sport di base si mantiene da solo. Noi chiediamo riconoscimento perché siamo una risorsa. Soprattutto lo sport sociale, che pratichiamo ogni giorno con impegno e volontà, è una grande risorsa". La svolta nell'intervento del presidente del Coni Malagò: "Il mio sogno è vedere la parola sport nella Costituzione - attacca il numero uno del Coni - Anche il mio programma, come già fa l'Uisp, vuole cambiare lo sport. Anzi io devo cambiare lo sport perché è necessario. Facendo un passo indietro alle elezione, sono convinto che avrei vinto pure con un referedum popolare e questo mi dà la forza di mettere in pratica le idee di sport di tutti. Per quanto riguarda il rapporto con l'Uisp faremo buone cose e andremo d'accordo perché vogliamo la stessa cosa. I nostri programmi sono sovrapponibili. All'interno di alcune federazioni, comunque, c'è lotta aperta agli enti di promozione sportiva per la divisione dei contributi".

Il capitolo soldi non deve rovinare una buona partenza: "A voi tocca una parte forse troppo piccola della torta, ma dobbiamo fare di necessità virtù. In futuro penso che le risorse non aumenteranno". "Allora serve progettualità - spiega il numero uno del Coni - Se dimostrate di avere idee e voglia di fare si può uscire da una fase di stallo. Programmazione e progetti possono aprire nuovi spiragli". Poi elenca i mali dello sport: "Le società sono in crisi, il territorio è vuoto e il volontariato, anima di questo settore, dimenticato e senza più un ruolo centrale. E che dire dell'impiantistica per tutti, si parla di costruire stadi in zone impossibili e non si discute mai degli impianti per praticare sport a cominciare dai palazzetti. Questa la situazione che ho ereditato".

Nella parte finale dell'intervento uno sguardo al futuro e una bacchettata al sistema calcio: "Proprio oggi una multinazionale ha dimostrato la volontà di investire nello sport e in alcune federazioni. Gli investimenti sono un bene e hanno dei riscontri sul campo, sono un argomento interessante. Anche il calcio, guidato da una persona valida come Abete, deve avere il coraggio di cambiare. Come? Dobbiamo incontrarci e parlane. La sottocultura prodotta dal calcio non aiuta lo sport, anzi è dannosa".

La tavola rotonda di apertura dei lavori dal titolo "cambia lo sport, cambia l'Italia" prosegue con gli interventi della pluricampionessa e neo senatrice Iosefa Idem che punta sulle istituzioni: "I ragazzi delle scuole devono poter fare sport sin dalle elementari. Solo in questo modo permettiamo a tutti di avvicinarsi all'attività fisica". E ancora Vincenzo Manco, vice presidente dell'Uisp e candidato unico alla presidenza, Pietro Barbieri, portavoce del Forum del Terzo Settore, e Valerio Neri, direttore di Save the Children. La tre giorni, dove sono presenti 457 delegati in rappresentanza di quasi un milione mezzo di tesserati e 17.812 società, si chiude domenica con l'elezione del nuovo presidente dell'Uisp. Sabato, dopo la relazione del candidato unico Vincenzo Manco, seguiranno gli interventi dei delegati e degli ospiti. In serata previsto un incontro con i ragazzi palestinesi di Gaza, con musica e parkour. Parteciperà anche il ministro della Repubblica democratica araba Saharawi.