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Boxe, per Ndiaye e Di Rocco si avvicina la notte europea

Sabato a Brindisi, appuntamento importante per il pugilato italiano. Il senegalese, italiano per matrimonio, contenderà il titolo continentale dei supermedi al francese Rebrasse. A seguire l'umbro cercherà di conquistare la corona dei superleggeri contro il britannico Daws

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ROMA - Nel panorama complessivo della boxe italiana, è corretto definire di altissimo livello la riunione di sabato prossimo al PalaPentassuglia Brindisi, incentrata su ben due titoli europei ma anche su presenze di notevole spessore nel sottoclou. Partiamo dagli Europei. La prima corona ad essere assegnata sarà quella dei supermedi, tra  l'italo-senegalese Muhammad 'The Power' Alì Ndiaye 23-1 (13 ko) e il francese Christopher Rebrasse 20-2-2 (5 KO). A seguire il titolo dei superleggeri tra l'umbro Michele Di Rocco 34-1-1 (15 ko) e l'inglese Lenny Daws 25-2-2 (10 ko).

"Sono nato in Senegal, avevo 21 anni quando sono andato via, era il 2000 e mi sono ritrovato in Italia a fare il 'vu cumprà'. Sognavo di diventare il Campione del mondo, e ci sto ancora lavorando", spiega Ndiaye, 34 anni, naturalizzato italiano per matrimonio e toscano d'adozione. "Porto un nome che pesa - dice - ma dipende dal fatto che mio padre era un amante della boxe, e un tifoso di Muhammad Alì. Accolgo e condivido l'appello del ministro delle Pari opportunità Josefa Idem. Se si riconosce la cittadinanza italiana agli stranieri, a coloro che sono nati e hanno vissuto in Italia, è un'opportunità per il paese per vincere medaglie in occasione delle più importanti competizioni sportive". Ndiaye è cittadino italiano dal 2004: "Ho conosciuto l'amore in Italia, mi sono sposato con una ragazza di Sciacca - racconta -, i miei due figli, uno di quattro l'altro di dieci mesi, sono nati qui. Ma per me è stato diverso, sono venuto in Italia perchè nel mio Paese non c'erano i mezzi economici per coltivare il mio sogno. Sono arrivato in Italia e i primi tempi non è stato facile. Ora mi sento italiano, peso 76 chili, sono un supermedio naturale, non ho problemi di peso. E il mio sogno è diventare campione del mondo, è un sogno quasi avverato. Ma ce n'è un altro, sono un volontario discontinuo nei vigili del fuoco e voglio diventare un vigile del fuoco effettivo, come tanti atleti che entrano nei corpi armati".

Molto deciso è apparso Di Rocco: "Sono al massimo, credo di aver fatto un tipo di allenamento diverso da tutti gli altri della mia carriera Mi sono trasferito appositamente a Roma per prepararmi meglio, e sono stato accolto nella palestra di San Basilio in modo eccezionale, con uno sparring come Daniele Petrucci: non ho tenuto il conto, ma credo di aver fatto 200 riprese. I miei allenatori Maggi e Calì mi hanno veramente messo sotto, ma ne valeva la pena. Ora sono qui, e non vedo l'ora di combattere". Il suo avversario è il britannico Daws: "E' un pugile alto, tecnicamente ben dotato ma non mi sembra troppo veloce. So che ha grinta e non lo sottovaluto, ma anche se ultimamente ha battuto un buon pugile come Piispanen non mi spaventa di certo. Io salgo sulla scaletta per vincere, e basta".

Due sottoclou di tutto rispetto, con Emanuele 'Ruspa' Della Rosa e Domenico Spada, due dei pugili più interessanti della nostra boxe, a loro volta in attesa di battersi per corone di rilievo.
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