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Pugilato, Cammarelle: "Vicino al ritiro, Klitschko con me avrebbe vita dura"

Il supermassimo ammette che difficilmente combatterà a Rio nel 2016 ("Senza caschetto ogni anno ne vale due") e rivendica la bontà della scelta di non essere passato prof, con una punta di rammarico per quello che sarebbe potuto essere un match con l'ucraino campione del mondo
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ROMA - "Mersin è una tappa di avvicinamento ai Mondiali di ottobre ad Astana". Roberto Cammarelle fa programmi a breve scadenza ma, arrivato alla soglia dei 33 anni, alle Olimpiadi di Rio non ci pensa proprio. "Per adesso le Olimpiadi non sono un obiettivo, sono sempre più vicino a smettere che ad andare avanti. Anche se il limite è stato allungato, sento l'età. E poi, senza il caschetto, ogni anno passa più veloce, uno ne vale due. Come idea, Londra era la mia ultima Olimpiade: per un'eventuale partecipazione a Rio devo ricaricare le pile e valutare di anno in anno. Per il 2013 mi sento ancora un'atleta, chiedetemelo a gennaio".

Già, le Olimpiadi, resta la delusione di Londra contro il britannico Anthony Joshua: "Non si può tornare indietro, bisogna accettare anche le sconfitte immeritate. Non è stata certo la prima, le tre finali europee erano tutte d'oro, sei mesi prima avevo incontrato lo stesso…
ROMA - "Mersin è una tappa di avvicinamento ai Mondiali di ottobre ad Astana". Roberto Cammarelle fa programmi a breve scadenza ma, arrivato alla soglia dei 33 anni, alle Olimpiadi di Rio non ci pensa proprio. "Per adesso le Olimpiadi non sono un obiettivo, sono sempre più vicino a smettere che ad andare avanti. Anche se il limite è stato allungato, sento l'età. E poi, senza il caschetto, ogni anno passa più veloce, uno ne vale due. Come idea, Londra era la mia ultima Olimpiade: per un'eventuale partecipazione a Rio devo ricaricare le pile e valutare di anno in anno. Per il 2013 mi sento ancora un'atleta, chiedetemelo a gennaio".

Già, le Olimpiadi, resta la delusione di Londra contro il britannico Anthony Joshua: "Non si può tornare indietro, bisogna accettare anche le sconfitte immeritate. Non è stata certo la prima, le tre finali europee erano tutte d'oro, sei mesi prima avevo incontrato lo stesso Joshua e lo avevano fatto vincere per qualificarlo alle Olimpiadi. Non ho invece ricordi di successi immeritati, non mi hanno mai regalato alcunchè". Sul mancato passaggio tra i professionisti: "Sono sempre più convinto di aver scelto la strada migliore, sia sotto il profilo tecnico, visto che tra i prò si pratica un pugilato di forza, con la ricerca del pugno decisivo, che economico. Un match con Wladimir Klitschko? Sulle tre riprese sarebbe molto dura per lui, suparate le tre lo diverrebbe per me. Per adesso lui è superiore, non sta facendo male".

Sarà assai difficile vedere sul ring il pugile italiano ed il fuoriclasse ucraino, anche perchè Cammarelle potrebbe decidere di appendere i guantoni al chiodo anche a fine anno: "Faccio pugilato da 22 anni, il mio fisico è consumato. Adesso è la testa che mi porta avanti e con due bimbi piccoli (Matteo di 4 anni e Davide di 11 mesi, ndr) il lavoro in palestra è sempre più pesante". Cammarelle sa già cosa vorrebbe fare una volta fuori dal ring: "Voglio rimanere nell'ambito della boxe, organizzando una sorta di superlega italiana che aiuti i giovani italiani ad uscire fuori dal limbo, perchè i soli campionati italiani non bastano. Un futuro da tecnico? Non mi aspetto una chiamata dalla federazione e non mi piace allenare. Mi vedo come dirigente, anche come consigliere federale: ci ho provato, non mi hanno eletto". In tv è stato ottimo commentatore per Sky delle World Series ("Ma non farei mai un reality, meno si sa del Roberto uomo e meglio è"), da osservatore della realtà italiana è convinto che il pugilato sia ancora "fatto di fame. Al Nord c'è meno capacità di soffrire, al Sud un ring è una palestra di vita che ti fortifica e ti fa guadagnare qualche soldo".