Pugilato, Branco vince a 47 anni: "Ora voglio il mondiale"
Il pugile di Civitavecchia, raro esempio di longevità agonistica, batte per decisione tecnica al decimo round il finlandese Haapoja per il titolo silver WBC, ed ora potrebbe avere una nuova chance iridata
di LUIGI PANELLA
Più che per il livello dell'incontro, in assoluto non eccezionale, la notizia del match per il titolo Silver WBC dei pesi massimi leggeri sta nell'età del vincitore. Silvio Branco, che tra poco più di un mese compirà 47 anni, si sbarazza con buona disinvolura del finlandese Juho Haapoja, pugile di discreta quotazione (vanta un fallito tentativo europeo) ma soprattutto di 14 anni più giovane. Sul ring di Civitavecchia il pugile di casa si impone per decisione tecnica: match infatti sospeso per una ferita all'arcata sopraccigliare del laziale causata da una testata, con conseguente lettura dei cartellini che non ha avuto storia.
Viene così cancellata la brutta serata dello scorso dicembre, quella del verdetto mai letto sul ring in un clima di notevole tensione nel derby contro Fragomeni, quest'ultimo poi risultato vincitore. Il titolo conquistato in pratica permette a Branco di mettersi in lista di attesa per il titolo mondiale WB…
Più che per il livello dell'incontro, in assoluto non eccezionale, la notizia del match per il titolo Silver WBC dei pesi massimi leggeri sta nell'età del vincitore. Silvio Branco, che tra poco più di un mese compirà 47 anni, si sbarazza con buona disinvolura del finlandese Juho Haapoja, pugile di discreta quotazione (vanta un fallito tentativo europeo) ma soprattutto di 14 anni più giovane. Sul ring di Civitavecchia il pugile di casa si impone per decisione tecnica: match infatti sospeso per una ferita all'arcata sopraccigliare del laziale causata da una testata, con conseguente lettura dei cartellini che non ha avuto storia.
Viene così cancellata la brutta serata dello scorso dicembre, quella del verdetto mai letto sul ring in un clima di notevole tensione nel derby contro Fragomeni, quest'ultimo poi risultato vincitore. Il titolo conquistato in pratica permette a Branco di mettersi in lista di attesa per il titolo mondiale WB…
di LUIGI PANELLA
Più che per il livello dell'incontro, in assoluto non eccezionale, la notizia del match per il titolo Silver WBC dei pesi massimi leggeri sta nell'età del vincitore. Silvio Branco, che tra poco più di un mese compirà 47 anni, si sbarazza con buona disinvolura del finlandese Juho Haapoja, pugile di discreta quotazione (vanta un fallito tentativo europeo) ma soprattutto di 14 anni più giovane. Sul ring di Civitavecchia il pugile di casa si impone per decisione tecnica: match infatti sospeso per una ferita all'arcata sopraccigliare del laziale causata da una testata, con conseguente lettura dei cartellini che non ha avuto storia.
Viene così cancellata la brutta serata dello scorso dicembre, quella del verdetto mai letto sul ring in un clima di notevole tensione nel derby contro Fragomeni, quest'ultimo poi risultato vincitore. Il titolo conquistato in pratica permette a Branco di mettersi in lista di attesa per il titolo mondiale WBC, in questo momento nelle mani del forte polacco Wlodarczyk: in lizza anche lo stesso Fragomeni, altro che ha ampiamente scavalcato i 40.
L'incontro non è stato granchè, ma le uniche cose belle le ha fatte vedere Branco, forte di una maggiore altezza e molto più spettacolare nelle combinazioni nelle quali doppiava con il destro l'azione costante di sbarramento proposta con il jab sinistro. Tremendamente monotematico il finnico, capace solo di mettere pressione all'avversario e di scagliare ganci larghi e in quanto tali prevedibili. Solo nelle fasi in cui Branco gli ha dovuto concedere la corta distanza, Haapoja ha colpito in maniera pericolosa, ma è anche nelle stesse che sono arrivate un paio di testate che hanno orientato l'esito.
"Ora voglio il mondiale, quello vero" ha esclamato Branco a fine match. Oggettivamente difficile, sia arrivarci, ancora di più conquistarlo. Quel che è certo che il laziale la meriterebbe un'altra chance, se non altro per la cultura del lavoro in palestra: solo quella infatti permette ad un uomo di mezza età di presentarsi con un fisico scultoreo e competere con avversari che, se non proprio figli, potrebbero essergli quanto meno nipoti. Esempio raro, ma non unico: non va dimenticato che sempre nella stessa categoria, ma nella versione IBF, domina Bernard Hopkins, che di Branco è addirittura un anno più vecchio: in questo caso però, e l'italiano non si offenda, siamo su un altro livello.
Più che per il livello dell'incontro, in assoluto non eccezionale, la notizia del match per il titolo Silver WBC dei pesi massimi leggeri sta nell'età del vincitore. Silvio Branco, che tra poco più di un mese compirà 47 anni, si sbarazza con buona disinvolura del finlandese Juho Haapoja, pugile di discreta quotazione (vanta un fallito tentativo europeo) ma soprattutto di 14 anni più giovane. Sul ring di Civitavecchia il pugile di casa si impone per decisione tecnica: match infatti sospeso per una ferita all'arcata sopraccigliare del laziale causata da una testata, con conseguente lettura dei cartellini che non ha avuto storia.
Viene così cancellata la brutta serata dello scorso dicembre, quella del verdetto mai letto sul ring in un clima di notevole tensione nel derby contro Fragomeni, quest'ultimo poi risultato vincitore. Il titolo conquistato in pratica permette a Branco di mettersi in lista di attesa per il titolo mondiale WBC, in questo momento nelle mani del forte polacco Wlodarczyk: in lizza anche lo stesso Fragomeni, altro che ha ampiamente scavalcato i 40.
L'incontro non è stato granchè, ma le uniche cose belle le ha fatte vedere Branco, forte di una maggiore altezza e molto più spettacolare nelle combinazioni nelle quali doppiava con il destro l'azione costante di sbarramento proposta con il jab sinistro. Tremendamente monotematico il finnico, capace solo di mettere pressione all'avversario e di scagliare ganci larghi e in quanto tali prevedibili. Solo nelle fasi in cui Branco gli ha dovuto concedere la corta distanza, Haapoja ha colpito in maniera pericolosa, ma è anche nelle stesse che sono arrivate un paio di testate che hanno orientato l'esito.
"Ora voglio il mondiale, quello vero" ha esclamato Branco a fine match. Oggettivamente difficile, sia arrivarci, ancora di più conquistarlo. Quel che è certo che il laziale la meriterebbe un'altra chance, se non altro per la cultura del lavoro in palestra: solo quella infatti permette ad un uomo di mezza età di presentarsi con un fisico scultoreo e competere con avversari che, se non proprio figli, potrebbero essergli quanto meno nipoti. Esempio raro, ma non unico: non va dimenticato che sempre nella stessa categoria, ma nella versione IBF, domina Bernard Hopkins, che di Branco è addirittura un anno più vecchio: in questo caso però, e l'italiano non si offenda, siamo su un altro livello.