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Atletica, Mondiali; Donato: "Arrivo a fari spenti, ma sono fiducioso"

Il triplista, unica medaglia azzurra alle Olimpiadi di Lon dra, spera di ripetersi anche nella prova iridata di Mosca: "Se non si salta più di 17 metri non si va da nessuna parte, sono ancora indietro ma posso farcela"

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ROMA -  A Londra ha salvato l'onore olimpico dell'atletica azzurra con in salto triplo di bronzo. Fabrizio Donato ci riprova a Mosca, anche se l'avvicinamento ai Mondiali avviene più a fari spenti: "Ho molta fiducia, ma a differenza dell'anno olimpico in cui arrivavo da podio, quest'anno sono un po' più indietro in base alle classifiche stagionali mondiali, ma non mi sento decisamente lontano dagli altri". Il triplista pontino, a margine della presentazione al Salone d'onore del Coni di 'Agosto Azzurro', sa bene, però, che per tornare a competere con i migliori servirà saltare nuovamente misure importanti. "E' chiaro che se non si salta più di 17 metri non si va da nessuna parte, ma se non fossi sicuro di questa misura me ne starei a casa e neanche partirei. Invece vado a Mosca con la convinzione di valere misure importanti, poi vedremo quello che riusciremo a fare".

"E' stato un anno particolare il mio, dove purtroppo in due fasi molto delicate della stagione ho avuto due piccoli infortuni che hanno un po' frammentato la mia preparazione. Però adesso le cose vanno meglio. Ho fatto due apparizioni, una a Losanna per scaldare un po' il motore, in cui ho saltato a 16,87 però con un po' troppi problemi di rincorsa in cui non sono riuscito a sfruttare al meglio la velocità. A Montecarlo invece ho fatto 16,84 però al terzo salto mi sono fermato perchè ho avuto un fastidio al bicipite femorale sinistro e per evitare danni superiori ho preferito abbandonare la gara e mantenere quelle sensazioni positive che stavo piano piano ritrovando".

Una spedizione di qualità quella per i Mondiali, secondo il presidente federale, Alfio Giomi: "A Mosca avremo 59 atleti, una delegazione numerosa composta da chi si è guadagnato il pass sul campo  Avremmo voluto vedere con noi anche Antonietta Di Martino e Andrew Howe, ma li aspettiamo in vista dei Giochi di Rio che rappresenta il nostro principale obiettivo del quadriennio". Il numero uno dell'atletica italiana parla del problema doping: "Non ci nascondiamo, ma noi siamo orgogliosi di portare avanti dei valori etici importanti. I risultati si raggiungono col lavoro e senza scorciatoie. Chi bara deve essere smascherato. Noi, assieme al Coni e alla Wada, siamo in prima linea per farlo".
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