MOSCA - Iniziano in maniera eccezionale i mondiali di atletica di Mosca per gli azzurri. Valeria Straneo da Alessandria, 37 anni, coglie una medaglia d'argento che la porta nella storia della maratona femminile. Un secondo posto straordinario, frutto di una tattica senza mezze misure: la piemontese è partita forte, sgretolando una dopo l'altra la resistenza delle avversarie. Tutte meno che la fuoriclasse keniana Kiplagat, tra l'altro campionessa del mondo in carica, che porta l'attacco decisivo a un paio di km dal traguardo.
Un risultato che vale ancora di più se si considera la storia della Straneo, arrivata molto tardi all'atletica. Malata di sferocitosi ereditaria, dopo un intervento di asportazione della milza, ha stretto i denti migliorandosi di gara in gara e meritandosi la convocazione già per la squadra italiana ai Giochi olimpici di Londra 2012 dove è giunta ottava. Ora a Mosca arriva la consacrazione. Altra nota lieta per l'Italia la prova di Emma Quaglia che, con una grande rimonta nella seconda parte di gara, chiude al sesto posto firmando il personale stagionale in 2h34'16". Anche per la Quaglia, come per la Straneo, un risultato che sa di rivalsa dopo aver sconfitto anch'essa una brutta malattia, il morbo di Basedow, o 'malattia di Flaiani-Basedow' (diversi gli scopritori), patologia immunologica che comporta anche il tumore della tiroide.
A metà gara si è intuita l'impresa. La Straneo fa l'andatura (1h12'58") in un gruppetto di 6 atlete: a rappresentare l'Etiopia al top resta la Melkamu, scortata dal trio keniano (Lucy Wangui Kabuu e Valentine Jepkorir Kipketer oltre alla Kiplagat) e dalla giapponese Kayoko Fukushi. La Straneo continua a dettare il ritmo trasformando la gara in duello con la Kiplagat. Ai 35° km, la coppia di testa fa segnare un vantaggio di quasi un minuto sulla più immediata delle inseguitrici, lasciando alle rivali solamente la lotta per il bronzo, appannaggio della giapponese Fukushi.
Per l'Italia è il ritorno sul podio iridato dopo 18 anni nella maratona femminile. L'ultima medaglia in questa specialità era arrivata con Ornella Ferrara ai campionati mondiali di Goteborg (Svezia) nel 1995, dove conquistò il bronzo.
"E' bellissimo, un sogno", commenta la Straneo ai microfoni della Rai. "Non so cosa dire, non ci credo ancora. Io ho fatto la mia gara mi sentivo benissimo e ci ho provato". Una Straneo sempre al comando della gara e che ha letteralmente macinato le avversarie: "I miei allenatori dicevano di correre sul mio ritmo e di stare sui 2.25. Al 35esimo chilometro mi dicevo, cavoli non è possibile che c'è solo una persona con me. Poi negli ultimi chilometri non avevo più le gambe e la keniana ha allungato, ma sono sono contentissima. La medaglia è l'ultima cosa che mi aspettavo, pensavo di stare nelle dieci. Ho dato il massimo e sono stata veramente bene".
400 DONNE, GRENOT E BAZZONI IN SEMIFINALE - Altre buone notizie in campo femminile arrivano da Libania Grenot, terza nella sua batteria in 51"43 (personale stagionale), e Chiara Bazzoni (ripescata con 52"14): entrambe si qualificano per le semifinali dei 400. Le due azzurre torneranno in pista domani pomeriggio, a partire dalle 18.05.
VIZZONI IN FINALE NEL MARTELLO - In finale, alla nona esperienza in un Campionato del Mondo. Nicola Vizzoni non tradisce. Il capitano, ormai ad un passo dai 40 anni, trova nel lancio conclusivo (75,38) l'accesso al turno finale. Kozmus (Slovenia, oro olimpico a Pechino e argento a Londra dodici mesi fa) è il miglior del gruppo dell'azzurro, con 78,10, ma nella lista generale lo precedono l'ungherese Pars (79,06) e il ceco Melich (78,52). La finale lunedì, alle 18.30 italiane.
GIBILISCO E STECCHI FUORI NELL'ASTA - Note dolenti invece dal salto con l'asta. Giuseppe Gibilisco chiude le qualificazioni del salto con l'asta con tre errori alla quota d'ingresso di 5,55 uscendo subito. Un po' più duratura la prova di Claudio Stecchi, ma anche nel suo caso il Mondiale si conclude con l'eliminazione (ventisettesimo posto complessivo, con 5,40 alla terza prova). A 5,25 Stecchi è promosso solo alla terza. La storia si ripete alla quota successiva, superata però con maggior margine. A 5,55 la resa.
Un risultato che vale ancora di più se si considera la storia della Straneo, arrivata molto tardi all'atletica. Malata di sferocitosi ereditaria, dopo un intervento di asportazione della milza, ha stretto i denti migliorandosi di gara in gara e meritandosi la convocazione già per la squadra italiana ai Giochi olimpici di Londra 2012 dove è giunta ottava. Ora a Mosca arriva la consacrazione. Altra nota lieta per l'Italia la prova di Emma Quaglia che, con una grande rimonta nella seconda parte di gara, chiude al sesto posto firmando il personale stagionale in 2h34'16". Anche per la Quaglia, come per la Straneo, un risultato che sa di rivalsa dopo aver sconfitto anch'essa una brutta malattia, il morbo di Basedow, o 'malattia di Flaiani-Basedow' (diversi gli scopritori), patologia immunologica che comporta anche il tumore della tiroide.
A metà gara si è intuita l'impresa. La Straneo fa l'andatura (1h12'58") in un gruppetto di 6 atlete: a rappresentare l'Etiopia al top resta la Melkamu, scortata dal trio keniano (Lucy Wangui Kabuu e Valentine Jepkorir Kipketer oltre alla Kiplagat) e dalla giapponese Kayoko Fukushi. La Straneo continua a dettare il ritmo trasformando la gara in duello con la Kiplagat. Ai 35° km, la coppia di testa fa segnare un vantaggio di quasi un minuto sulla più immediata delle inseguitrici, lasciando alle rivali solamente la lotta per il bronzo, appannaggio della giapponese Fukushi.
Per l'Italia è il ritorno sul podio iridato dopo 18 anni nella maratona femminile. L'ultima medaglia in questa specialità era arrivata con Ornella Ferrara ai campionati mondiali di Goteborg (Svezia) nel 1995, dove conquistò il bronzo.
"E' bellissimo, un sogno", commenta la Straneo ai microfoni della Rai. "Non so cosa dire, non ci credo ancora. Io ho fatto la mia gara mi sentivo benissimo e ci ho provato". Una Straneo sempre al comando della gara e che ha letteralmente macinato le avversarie: "I miei allenatori dicevano di correre sul mio ritmo e di stare sui 2.25. Al 35esimo chilometro mi dicevo, cavoli non è possibile che c'è solo una persona con me. Poi negli ultimi chilometri non avevo più le gambe e la keniana ha allungato, ma sono sono contentissima. La medaglia è l'ultima cosa che mi aspettavo, pensavo di stare nelle dieci. Ho dato il massimo e sono stata veramente bene".
400 DONNE, GRENOT E BAZZONI IN SEMIFINALE - Altre buone notizie in campo femminile arrivano da Libania Grenot, terza nella sua batteria in 51"43 (personale stagionale), e Chiara Bazzoni (ripescata con 52"14): entrambe si qualificano per le semifinali dei 400. Le due azzurre torneranno in pista domani pomeriggio, a partire dalle 18.05.
VIZZONI IN FINALE NEL MARTELLO - In finale, alla nona esperienza in un Campionato del Mondo. Nicola Vizzoni non tradisce. Il capitano, ormai ad un passo dai 40 anni, trova nel lancio conclusivo (75,38) l'accesso al turno finale. Kozmus (Slovenia, oro olimpico a Pechino e argento a Londra dodici mesi fa) è il miglior del gruppo dell'azzurro, con 78,10, ma nella lista generale lo precedono l'ungherese Pars (79,06) e il ceco Melich (78,52). La finale lunedì, alle 18.30 italiane.
GIBILISCO E STECCHI FUORI NELL'ASTA - Note dolenti invece dal salto con l'asta. Giuseppe Gibilisco chiude le qualificazioni del salto con l'asta con tre errori alla quota d'ingresso di 5,55 uscendo subito. Un po' più duratura la prova di Claudio Stecchi, ma anche nel suo caso il Mondiale si conclude con l'eliminazione (ventisettesimo posto complessivo, con 5,40 alla terza prova). A 5,25 Stecchi è promosso solo alla terza. La storia si ripete alla quota successiva, superata però con maggior margine. A 5,55 la resa.