MOSCA - Non è arrivata la medaglia per l'Italia nella 20 km di marcia donne ai Mondiali di atletica di Mosca. Elisa Rigaudo, con il tempo di 1h28'41", ha chiuso al quinto posto in una gara dominata dalle russe; a vincere è la campionessa olimpica di Londra Elena Lashmanova, 1h27'08", dietro di lei la connazionale Anisya Kirdiapkyna, 1h27'11". Terza posizione per la cinese Hong Liu 1h28'10" che ha beneficiato della squalifica della terza russa, Irina Sokolova, avvenuta all'interno dello stadio. Buono il comportamento delle altre due italiane in gara, Eleonora Anna Giorgi, 1h30'01", e Antonella Palmisano, 1h30'50", finite rispettivamente al decimo e al tredicesimo posto.
"Ero venuta qui con l'idea di vincere una medaglia. Sarà per la prossima volta", ha detto la Rigaudo, che ha condotto la gara in testa per i primi 10 chilometri. "Sono dovuto partire così altrimenti mi avrebbero mangiato. Mi ero preparata all'armata russa e quindi sapevo che dovevo guadagnare il massimo vantaggio nei primi 10km. Ero carica e non penso di avere nulla da recriminare perché non ho sprecato energie inutilmente e francamente questa era l'unica carta possibile se oggi si voleva avere qualche ambizione". Ma la Rigaudo già pensa al futuro: "Mia figlia Elena mi aveva chiesto di portarle il pupazzo della mascotte che viene dato a chi sale sul podio. Spero di riuscirci nel 2014 gli Europei di Zurigo con il traguardo personale dell'Olimpiade di Rio. In mezzo magari un altro figlio".
Nelle qualificazioni del mattino, fuori Silvano Chesani nell'alto e Simona La Mantia nel triplo. L'azzurro è fuori dalla finale per gli errori a 2,17 e a 2,26, quote poi superate al secondo tentativo. Nel gruppo del trentino passa Ingraham (Bahamas), che come lui salta 2,26, ma con un percorso privo di errori. Tutti in finale i big a partire dall'ucraino Bondarenko che si concede due soli salti a 2,22 e 2,29. Male anche la siciliana, che non entra nelle prime dodici, finendo il turno al quattordicesimo posto, con un 13,80 che la lascia fuori dalla finale per soli otto centimetri. Dopo un 13,57 d'apertura, per l'azzurra un nullo e poi il 13,80 conclusivo. In testa, le due pronosticate della vigilia: l'ucraina Saladuha (14,69) e la colombiana Ibarguen (14,52).
ASTA, ISINBAYEVA ORO - Yelena Isinbayeva torna Zarina. Davanti al suo pubblico, al Luzhniki di Mosca, la 31enne campionessa russa ha conquistato l'oro nel salto con l'asta. Per la Isinbayeva, l'unica ad aver superato la barriera dei 4,89, è il terzo titolo iridato in carriera dopo quelli nel 2005 e nel 2007. L'argento è andato all'americana Jennifer Suh, campionessa olimpica a Londra2012 (4,82), che ha preceduto la cubana Yarisley Silva.
La campionessa russa si prenderà una pausa: nozze a Mosca o Monaco da decidere con un fidanzato ancora top secret, quindi un figlio, prima del ritorno in pista. "Sono felice perché sono innamorata. Il mio amore è condiviso dal mio fidanzato, di cui non voglio per ora rivelare il nome", confida l'ex campionessa olimpica detentrice del record mondiale (5,06 metri all'aperto). La trentunenne aveva già precisato nei giorni scorsi che non considera la gara di oggi come un addio ma solo come una parentesi perché vuole diventare madre. Poi intende scendere ancora in pista, senza escludere le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Se riuscirà a tornare allo sport con buoni risultati, vivrà in Russia insieme al futuro marito. Altrimenti, spiega, potrebbe trasferirsi a Monaco.
Terzo titolo mondiale consecutivo nel disco per il tedesco Robert Harting che con la misura di 69,11 metri ha vinto l'oro precedendo il polacco Piotr Malachowski (68,36) e l'estone Gerd Kanter (65,19). Nell'eptathlon successo dell'ucraina Hanna Melnychenko con 6586 punti davanti alla canadese Brianne Theisen Eaton (6530) e all'olandese Dafne Schippers (6477). La Melnychenko è sposata con il primatista italiano William Frullani.
Gli 800 metri consacrano l'etiope Mohammed Aman, oro in 1'43''31 davanti allo statunitense Nick Symmonds (1'43''55) e all'africano di Gibuti Ayanleh Souleiman (1'43''76). Nei 3000 siepi successo e oro per la keniana Milcah Cheywa (9'11''65, miglior prestazione dell'anno), argento alla connazionale Lydia Chepkurui (9'12''55), bronzo all'etiope Sofia Assefa (9'12''84).
Doppietta statunitense nei 400 metri con LaShawn Merritt (43"74) che ha preceduto il connazionale Tony McQuay (44"70). Bronzo al domenicano Luguelin Santos, terzo in 44"52.
"Ero venuta qui con l'idea di vincere una medaglia. Sarà per la prossima volta", ha detto la Rigaudo, che ha condotto la gara in testa per i primi 10 chilometri. "Sono dovuto partire così altrimenti mi avrebbero mangiato. Mi ero preparata all'armata russa e quindi sapevo che dovevo guadagnare il massimo vantaggio nei primi 10km. Ero carica e non penso di avere nulla da recriminare perché non ho sprecato energie inutilmente e francamente questa era l'unica carta possibile se oggi si voleva avere qualche ambizione". Ma la Rigaudo già pensa al futuro: "Mia figlia Elena mi aveva chiesto di portarle il pupazzo della mascotte che viene dato a chi sale sul podio. Spero di riuscirci nel 2014 gli Europei di Zurigo con il traguardo personale dell'Olimpiade di Rio. In mezzo magari un altro figlio".
Nelle qualificazioni del mattino, fuori Silvano Chesani nell'alto e Simona La Mantia nel triplo. L'azzurro è fuori dalla finale per gli errori a 2,17 e a 2,26, quote poi superate al secondo tentativo. Nel gruppo del trentino passa Ingraham (Bahamas), che come lui salta 2,26, ma con un percorso privo di errori. Tutti in finale i big a partire dall'ucraino Bondarenko che si concede due soli salti a 2,22 e 2,29. Male anche la siciliana, che non entra nelle prime dodici, finendo il turno al quattordicesimo posto, con un 13,80 che la lascia fuori dalla finale per soli otto centimetri. Dopo un 13,57 d'apertura, per l'azzurra un nullo e poi il 13,80 conclusivo. In testa, le due pronosticate della vigilia: l'ucraina Saladuha (14,69) e la colombiana Ibarguen (14,52).
ASTA, ISINBAYEVA ORO - Yelena Isinbayeva torna Zarina. Davanti al suo pubblico, al Luzhniki di Mosca, la 31enne campionessa russa ha conquistato l'oro nel salto con l'asta. Per la Isinbayeva, l'unica ad aver superato la barriera dei 4,89, è il terzo titolo iridato in carriera dopo quelli nel 2005 e nel 2007. L'argento è andato all'americana Jennifer Suh, campionessa olimpica a Londra2012 (4,82), che ha preceduto la cubana Yarisley Silva.
La campionessa russa si prenderà una pausa: nozze a Mosca o Monaco da decidere con un fidanzato ancora top secret, quindi un figlio, prima del ritorno in pista. "Sono felice perché sono innamorata. Il mio amore è condiviso dal mio fidanzato, di cui non voglio per ora rivelare il nome", confida l'ex campionessa olimpica detentrice del record mondiale (5,06 metri all'aperto). La trentunenne aveva già precisato nei giorni scorsi che non considera la gara di oggi come un addio ma solo come una parentesi perché vuole diventare madre. Poi intende scendere ancora in pista, senza escludere le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Se riuscirà a tornare allo sport con buoni risultati, vivrà in Russia insieme al futuro marito. Altrimenti, spiega, potrebbe trasferirsi a Monaco.
Terzo titolo mondiale consecutivo nel disco per il tedesco Robert Harting che con la misura di 69,11 metri ha vinto l'oro precedendo il polacco Piotr Malachowski (68,36) e l'estone Gerd Kanter (65,19). Nell'eptathlon successo dell'ucraina Hanna Melnychenko con 6586 punti davanti alla canadese Brianne Theisen Eaton (6530) e all'olandese Dafne Schippers (6477). La Melnychenko è sposata con il primatista italiano William Frullani.
Gli 800 metri consacrano l'etiope Mohammed Aman, oro in 1'43''31 davanti allo statunitense Nick Symmonds (1'43''55) e all'africano di Gibuti Ayanleh Souleiman (1'43''76). Nei 3000 siepi successo e oro per la keniana Milcah Cheywa (9'11''65, miglior prestazione dell'anno), argento alla connazionale Lydia Chepkurui (9'12''55), bronzo all'etiope Sofia Assefa (9'12''84).
Doppietta statunitense nei 400 metri con LaShawn Merritt (43"74) che ha preceduto il connazionale Tony McQuay (44"70). Bronzo al domenicano Luguelin Santos, terzo in 44"52.