ROMA - Clemente Russo si conferma una garanzia per il pugilato italiano e mette in cassaforte una medaglia sicuramente preziosa. Ai Mondiali di pugilato dilettanti in corso di svolgimento ad Almaty in Kazakistan, il pugile di Marcianise tiene alto il nome della nostra boxe in canottiera, unico azzurro a raggiungere la finale (categoria 91 kg). Ancora una volta, come accaduto anche a Londra, e sempre in semifinale, Russo ha battuto l'azero Teymur Mammadov. Verdetto unanime, (30-27; 30-27; 30-27), conquistato con una boxe attenta e nel contempo aggressiva, che lo ha portato costantemente ad entrare nella guardia del rivale. Per lui in finale il russo Evgeny Tischenko, che ha sconfitto nell'altra semifinale l'argentino Peralta per split decision (2-1).
"'E adesso che ho imparato a sognare non smetterò. Sono in finale ed è una realtà", il primo commento via Twitter di Russo. "Clemente è stato straordinario, quando è così in forma non ce n'è per nessuno - aggiunge il ct azzuro Raffaele Bergamasco. - Ora speriamo di colorare d'oro questa medaglia".
Resta invece di bronzo la medaglia di Roberto Cammarelle e Domenico Valentino. Il supermassimo di Cinisello Balsamo potrebbe aver scritto la parola fine alla sua straordinaria carriera, battuto dall'azero Magomedrasul Medzhidov. Un verdetto a nostro avviso ineccepibile, alla luce dell'atterramento subito dall'italiano nel primo round su un preciso destro dell'avversario. Cammarelle, apparso incerto sulla gambe e tutto sommato anche agevolato dalla benevolenza dei giudici (10-9 dopo la prima ripresa troppo tenero nei suoi confronti), ha comunque saputo riprendersi abbastanza bene nella seconda. Nella terza poi, combattuta allo stremo delle forze, Cammarelle ha anche usufruito di un punto per il richiamo ufficiale subito da Medzhidov - testa pericolosamente protesa in avanti -. Non è bastato, alla fine un giudice ha dato 2 punti all'azero, gli altri due hanno visto la parità: si è andati alla preferenza che non ha sorriso all'azzurro. Resta l'applauso finale ha tributato il pubblico di Almaty a Cammarelle, premio platonico ma meritato dall'azzurro.
Passiamo al terzo azzurro impegnato, Domenico Valentino, arresosi nei 60 kg al valido brasiliano Robson Conceicao. Verdetto probabilmente esagerato nella forma (29-27, 29-27, 30-26) ma non nella sostanza. Valentino sbaglia l'approccio al match, facendosi sorprendere dalle lunghe leve del rivale che si aggiudica (due giudici su tre la vedono così) il primo round. Nel secondo, il nostro pugile prende adeguate contromisure, ma - ingiustamente - i punteggi lo vedono ancora soccombente. Il viatico della sconfitta. Valentino, resosi conto di dover recuperare, prova azioni in serie esponendosi ai colpi d'incontro di Conceicao che ha la meglio.
"'E adesso che ho imparato a sognare non smetterò. Sono in finale ed è una realtà", il primo commento via Twitter di Russo. "Clemente è stato straordinario, quando è così in forma non ce n'è per nessuno - aggiunge il ct azzuro Raffaele Bergamasco. - Ora speriamo di colorare d'oro questa medaglia".
Resta invece di bronzo la medaglia di Roberto Cammarelle e Domenico Valentino. Il supermassimo di Cinisello Balsamo potrebbe aver scritto la parola fine alla sua straordinaria carriera, battuto dall'azero Magomedrasul Medzhidov. Un verdetto a nostro avviso ineccepibile, alla luce dell'atterramento subito dall'italiano nel primo round su un preciso destro dell'avversario. Cammarelle, apparso incerto sulla gambe e tutto sommato anche agevolato dalla benevolenza dei giudici (10-9 dopo la prima ripresa troppo tenero nei suoi confronti), ha comunque saputo riprendersi abbastanza bene nella seconda. Nella terza poi, combattuta allo stremo delle forze, Cammarelle ha anche usufruito di un punto per il richiamo ufficiale subito da Medzhidov - testa pericolosamente protesa in avanti -. Non è bastato, alla fine un giudice ha dato 2 punti all'azero, gli altri due hanno visto la parità: si è andati alla preferenza che non ha sorriso all'azzurro. Resta l'applauso finale ha tributato il pubblico di Almaty a Cammarelle, premio platonico ma meritato dall'azzurro.
Passiamo al terzo azzurro impegnato, Domenico Valentino, arresosi nei 60 kg al valido brasiliano Robson Conceicao. Verdetto probabilmente esagerato nella forma (29-27, 29-27, 30-26) ma non nella sostanza. Valentino sbaglia l'approccio al match, facendosi sorprendere dalle lunghe leve del rivale che si aggiudica (due giudici su tre la vedono così) il primo round. Nel secondo, il nostro pugile prende adeguate contromisure, ma - ingiustamente - i punteggi lo vedono ancora soccombente. Il viatico della sconfitta. Valentino, resosi conto di dover recuperare, prova azioni in serie esponendosi ai colpi d'incontro di Conceicao che ha la meglio.