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Sollevamento pesi, Scarantino: "Sognavo la serie A, con i pesi sono arrivato alle Olimpiadi"

Il diciottenne siciliano, figlio d'arte, è stato il più giovane azzurro ai Giochi di Londra, ai recenti Mondiali è arrivato settimo e punta deciso a Rio 2016. Vive e si allena a Roma: "Ma riesco anche a studiare, se voglio impormi come atleta non posso dimenticare la cultura personale"
di GABRIELE BONINCONTRO

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ROMA - Può vantare una partecipazione ai Giochi Olimpici, a Londra lo scorso anno. Un settimo posto ai Mondiali, due argenti ai Giochi del Mediterraneo, un bronzo europeo, due titoli italiani e tre record italiani assoluti nella sua categoria, fino a 56 kg (strappo 113 kg - slancio 141 kg - totale 254 kg. A leggere i numeri si può pensare a un atleta già affermato e nel pieno della carriera: invece Mirco Scarantino, 'l'enfant prodige' del sollevamento pesi italiano, ha solo 18 anni. E i primati e riconoscimenti citati sono solo quelli assoluti, ai quali vanno aggiunti i numerosi record e i titoli, anche internazionali, conseguiti a livello juniores. Figlio d'arte, suo padre Giovanni, che lo ha anche seguito come tecnico, ha partecipato ai Giochi di Seul '88, Barcellona '92 e Atlanta '96, Mirco è un giovanissimo che ha le idee molto chiare.

Mirco, come si è avvicinato al sollevamento pesi? Lei è sicuramente avvantaggiato dall'esempio di suo padre, ma un adolescente di solito più che alla palestra preferisce giocare a pallone...

"Lo so è difficile che un ragazzo pensi al sollevamento pesi. Io pure non nascondo che da piccolo ero 'matto' per il calcio, ho fatto anche un provino con la Roma, però è inevitabile, con mio padre che ha partecipato alle Olimpiadi sono cresciuto anche in casa a 'pane e pesi'".

E come ha iniziato a praticare i pesi allora?
"Frequentavo comunque la palestra perché mio padre mi consigliava di fare un po' di pesi per potenziarmi. Poi quando avevo 13 anni, quindi non è molto che ho iniziato con costanza, ho partecipato a Napoli ai campionati esordienti e ho stabilito molti primati italiani di categoria che erano imbattuti da tanto. Poi quando è arrivata la convocazione in nazionale giovanile mi sono trovato di fronte alla scelta, calcio o sollevamento pesi? Mio padre mi ha dato il consiglio giusto: 'Qualunque sia la tua scelta, falla seriamente'. E ho scelto i pesi. E ora ho con me anche la passione".

Lei è stato, a 17 anni, il più giovane azzurro alle Olimpiadi di Londra e l'unico pesista, decisione della sua Federazione che ha deciso di puntare sui giovani: che ricordi ha, quali sono state le sue impressioni?

"E' difficile da spiegare. Raccontarlo non rende neanche l'idea, ho ancora il cuore a mille se penso a cosa ho provato quando sono entrato nello stadio per la sfilata, o nel palazzotto per le gare di fronte a 6000 persone: sono emozioni grandissimi che non dimenticherò mai. E devo dire che proprio l'emozione mi ha 'fregatò in gara, ma è comprensibile e mi servirà da lezione. A Rio, se riuscirò a qualificarmi, da questo punto di vista sarò molto più forte".

Rio e le Olimpiadi sono un obiettivo: nel sollevamento pesi, come in tanti altri sport, il sogno olimpico è il principale di ogni atleta.
"Sì, se giochi a pallone punti ad arrivare in serie A. Per noi il massimo sono i Giochi olimpici. Arrivare al podio è il sogno di ogni atleta: non so se ci riuscirò già in Brasile, arrivare tra i primi otto sarebbe già un ottimo risultati. Ai recenti Mondiali in Polonia sono arrivato settimo, sono molto soddisfatto perché gli avversari ai Mondiali sono poi quelli che ti ritrovi alle Olimpiadi, e io sono ancora molto giovane".

Lei è siciliano, ma vive e si allena stabilmente a Roma.
"Sì, mi sono trasferito in pianta stabile, vivo e mi alleno nel centro sportivo dell'Acqua Acetosa, studio e mi alleno".

E riesce a conciliare lo studio con gli allenamenti?
"Sì, frequento l'ultimo anno di scuola superiore anche se da privatista perché comunque mi alleno tre volte al giorno. Però mi impegno, perché ritengo che sia importante anche per il mio futuro da atleta. Se voglio arrivare ad alti livelli, devo anche saper parlare bene e avere una cultura personale".

Rio 2016 sta lì, all'orizzonte: ma ora, nell'immediato, quali sono i suoi programmi?
"Ci sono appena stati i Mondiali, a dicembre i campionati nazionali assoluti, poi ad aprile del prossimo anno cominciano le qualificazioni per Rio: e da lì cominceremo a pensare ai Giochi".
 
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