ROMA - Nuove frontiere della cardiologia. Si terrà a Roma venerdì 25 e sabato 26 novembre, nella sede di Palazzo Colonna, la quarta edizione del congresso "Advances in Cardiac Electrophysiology", realizzato e presieduto dal professor Leonardo Calò. Un incontro di due giorni che vedrà coinvolti ricercatori, medici ed esperti provenienti da tutto il mondo. L'iniziativa ha suscitato un immediato interesse tanto da raggiungere 2400 iscrizioni. "Il convegno - spiega il professor Calò - prevede diverse sessioni che vanno dall'approfondimento dedicato alla stratificazione e prevenzione del rischio di morte improvvisa, all'analisi del trattamento farmacologico e ablativo delle aritmie, alla discussione del ruolo dell'imaging in aritmologia e nella cardiopatia, fino al confronto sull'efficacia della terapia farmacologica e non dello scompenso cardiaco. Due giorni di confronti in cui al centro del dibattito saranno anche cardiologia interventistica, telemedicina, genetica, cardiochirurgia, emergenze cardiovascolari e cardiologia dello sport".
Ed è proprio facendo riferimento a quest'ultimo punto che sarà presentata nell'ambito del congresso, l'iniziativa relativa al Centro di Cardiologia dello Sport di terzo livello. Il progetto è nato dalla collaborazione tra l'Università di Roma Foro Italico e il Policlinico Casilino. Il centro, operante presso l'ospedale romano, si pone un obiettivo ambizioso: rendere fruibili a tutta l'utenza sportiva del centro-sud italiano, i servizi di diagnostica cardiologica attualmente indisponibili. "Sono convinto - spiega il professor Pigozzi, rettore dell'Ateneo Foro Italico - che sia sempre più indispensabile il lavoro di prevenzione, soprattutto quando si parla di "morte improvvisa". Ed è con questa convinzione che abbiamo lavorato a una sinergia tra strutture d'eccellenza per l'applicazione di metodologie indispensabili nello studio delle patologie cardiologiche".
Ed è proprio facendo riferimento a quest'ultimo punto che sarà presentata nell'ambito del congresso, l'iniziativa relativa al Centro di Cardiologia dello Sport di terzo livello. Il progetto è nato dalla collaborazione tra l'Università di Roma Foro Italico e il Policlinico Casilino. Il centro, operante presso l'ospedale romano, si pone un obiettivo ambizioso: rendere fruibili a tutta l'utenza sportiva del centro-sud italiano, i servizi di diagnostica cardiologica attualmente indisponibili. "Sono convinto - spiega il professor Pigozzi, rettore dell'Ateneo Foro Italico - che sia sempre più indispensabile il lavoro di prevenzione, soprattutto quando si parla di "morte improvvisa". Ed è con questa convinzione che abbiamo lavorato a una sinergia tra strutture d'eccellenza per l'applicazione di metodologie indispensabili nello studio delle patologie cardiologiche".