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Boxe, svanisce il sogno americano di Fragomeni. Una ferita lo ferma al sesto round

Il polacco Wlodarczyk resta campione mondiale Wbc dei massimi leggeri. L'italiano, 44 anni, imposta bene il match ma al quarto round commette una ingenuità che poi si rivelerà fatale

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Se l'era giocata bene, Giacobbe Fragomeni, la sua chance al limite dell'impossibile di tornare a casa dagli Stati Uniti con il titolo di campione del mondo dei massimi leggeri. Contro il fortissimo e soprattutto più giovane polacco Krzysztof Wlodarczyk (32 anni contro i 44 del milanese, una enormità) è però bastato un attimo di distrazione al quarto round per far svanire il sogno. Una situazione particolare, con i pugili che legavano in attesa di uno stop dell'arbitro che non è però mai arrivato. Qui l'esperto milanese si è però comportato un po' ingenuamente, non curandosi del malizioso polacco che ha scagliato un gancio sinistro cortissimo, reso ancora più duro dal fatto di essere arrivato a sorpresa. Fragomeni ha toccato il tappeto, ma soprattutto si è aperta una profonda ferita sul suo zigomo, che ha indirizzato il match verso la sospensione, decretata dall'arbitro - su invito dello stesso pugile italiano a dire il vero - alla fine del sesto round.
 
Un match che in un certo senso è stata anche una metafora della vita di Fragomeni. Una vita fatta di trappole, di cadute, di drammi familiari, dell'abisso della droga, ma anche di orgogliose risalite. E l'orgoglio Fragomeni lo ha dimostrato anche nella notte americana. Senza l'inconveniente avrebbe potuto anche arrivare ad una più onorevole sconfitta ai punti. Per i primi tre round infatti, l'italiano aveva messo in atto, ma alla perfezione, l'unica strategia che gli offriva l'incontro: andare avanti ed accorciare la distanza (lui che, con 177 cm, è piuttosto basso come massimo leggero) dal campione del mondo. Una pressione costante, anche psicologica, sofferta da Wlodarczyk: invece si usare il jab per tenerlo a distanza, il polacco infatti accettava gli scambi ravvicinati non uscendone, almeno come numero di colpi, nella maniera migliore.
 
Discorso diverso quanto il campione è riuscito a liberare la sua impressionante potenza (35 vittorie prima del limite su un totale di 48), e proprio in una di queste circostanze, anche se come dicevamo non non 'pulitissima', il match è girato a suo favore. Un tripudio per i suoi tantissimi connazionali presenti a Chicago, tra le città statunitensi una di quelle con la più numerosa comunità polacca. Si chiude così, in maniera definita e con un chiaro vincitore, la trilogia tra Wlodarczyk e Fragomeni. Il pareggio a Roma nel primo incontro, poi le due vittorie prima del limite del polacco. In attesa che magari ci sorprenda di nuovo, titoli di coda anche sulla carriera ad altissimo livello di Giacobbe Fragomeni, al quale comunque va un doveroso tributo per quanto ha saputo complessivamente esprimere sul ring. Per quanto riguarda la boxe italiana, il fascino della trasferta americana si è rivelato tabù. L'ultimo pugile a conquistare il titolo oltre oceano è stato Nino Benvenuti. Altri tempi, altra boxe
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