Pistorius in lacrime: "Mi scuso per la morte di Reeva, volevo solo proteggerla"
L'ex campione sudafricano parla per la prima volta in pubblico dopo l'uccisione della fidanzata il 14 febbraio 2013, testimoniando al processo che lo vede imputato per omicidio: "Da quel giorno ho incubi, mi sveglio la notte con l'odore del sangue e ho paura di dormire. Non voglio più avere un'arma da fuoco"
PRETORIA - Un tragico errore. Ribadisce la 'sua verità' Oscar Pistorius riguardo quella maledetta notte di San Valentino dell'anno scorso, quando uccise la fidanzata Reeva Steenkamp. Nell'aula del tribunale di Pretoria dove si sta svolgendo il processo a suo carico per omicidio, giunto al diciassettesimo giorno, ha preso la parola proprio l'ex atleta, per una testimonianza rotta dall'emozione, a tratti bloccata dalle lacrime, per raccontare ai giudici che cosa accadde dentro la sua villa. Il sudafricano, che ha sparato quattro proiettili con un calibro 9 sulla porta chiusa a chiave del bagno, ha sempre dichiarato di aver avuto paura credendo che un ladro si fosse introdotto in casa sua.
PISTORIUS SI SCUSA:"VOLEVO SOLO PROTEGGERE REEVA" - "Voglio cominciare con le scuse alla famiglia - ha esordito il sudafricano rivolgendosi verso la madre dell'allora fidanzata, presente in aula -. Non c'è un momento da allora in cui non penso alla sua famiglia. Mi sveglio o…
PISTORIUS SI SCUSA:"VOLEVO SOLO PROTEGGERE REEVA" - "Voglio cominciare con le scuse alla famiglia - ha esordito il sudafricano rivolgendosi verso la madre dell'allora fidanzata, presente in aula -. Non c'è un momento da allora in cui non penso alla sua famiglia. Mi sveglio o…
PRETORIA - Un tragico errore. Ribadisce la 'sua verità' Oscar Pistorius riguardo quella maledetta notte di San Valentino dell'anno scorso, quando uccise la fidanzata Reeva Steenkamp. Nell'aula del tribunale di Pretoria dove si sta svolgendo il processo a suo carico per omicidio, giunto al diciassettesimo giorno, ha preso la parola proprio l'ex atleta, per una testimonianza rotta dall'emozione, a tratti bloccata dalle lacrime, per raccontare ai giudici che cosa accadde dentro la sua villa. Il sudafricano, che ha sparato quattro proiettili con un calibro 9 sulla porta chiusa a chiave del bagno, ha sempre dichiarato di aver avuto paura credendo che un ladro si fosse introdotto in casa sua.
PISTORIUS SI SCUSA:"VOLEVO SOLO PROTEGGERE REEVA" - "Voglio cominciare con le scuse alla famiglia - ha esordito il sudafricano rivolgendosi verso la madre dell'allora fidanzata, presente in aula -. Non c'è un momento da allora in cui non penso alla sua famiglia. Mi sveglio ogni mattina e siete le prime persone a cui penso, le prime per cui prego. Non riesco nemmeno a immaginare il dolore e la sofferenza e il vuoto che ho causato alla vostra famiglia. Stavo semplicemente cercando di proteggere Reeva. Posso assicurarvi che quella notte andò a letto sentendosi amata. Ho cercato di mettere queste parole su un foglio molte volte e scrivervi una lettera ma le parole non sono sufficienti".
"MIA MADRE TENEVA UN'ARMA SOTTO IL CUSCINO" - La testimonianza, la prima davanti al pubblico dalla tragica uccisione della giovane modella, è trasmessa in diretta live. In lacrime e con una voce incerta l'atleta olimpico ha raccontato la sua vita e la sua diversità, costretto sin da piccolissimo a camminare con due protesi. La madre di Pistorius, morta quando lui aveva 15 anni, era costantemente in apprensione per la sicurezza e teneva una pistola sotto il cuscino. Lo ha raccontato l'atleta paralimpico. "Mia madre era molto preoccupata per la sicurezza. Siamo cresciuti in una famiglia in cui mio padre non c'era spesso - le parole di Pistorius - e lei spesso aveva paura la notte, le capitò di chiamare la polizia. Teneva un'arma in una copertina imbottita sotto il cuscino". Negli anni Novanta il Sudfafrica ha conosciuto un picco di criminalità e nel Paese si è registrata un'impennata degli omicidi. All'epoca, la famiglia Pistorius non viveva nei migliori quartieri come quelli in cui l'atleta ha vissuto negli ultimi anni a Pretoria e dove è avvenuto l'omicidio, lo scorso 14 febbraio 2013.
"PAURA DI DORMIRE: MI SVEGLIO LA NOTTE CON L'ODORE DEL SANGUE" - Il 27enne ex campione olimpico e paralimpico ha raccontato che, dal giorno della morte della giovane, soffre di "terribili incubi" ed è "sotto antidepressivi". "Mi sveglio la notte con l'odore del sangue e sono terrorizzato - ha detto con la voce rotta dal pianto, rispondendo alle domande della difesa come riporta la Bbc - Ho paura di dormire e ho una guardia del corpo fuori della mia camera". Per poi aggiungere anche: "non voglio più avere un'arma da fuoco". Pistorius deve spiegare perché sparò quattro colpi contro la bellissima modella attraverso la porta del bagno chiusa a chiave e deve convincere i giudici che il suo rapporto era davvero d'amore e che la morte della giovane fu solo un incidente, smantellando la tesi dell'accusa di omicidio premeditato. E' la prima volta che il sudafricano parla in pubblico dal 14 febbraio 2013: finora si è limitato a rivolgersi al giudice, la signora Thokozile Masipa, con qualche scarna battuta tipo "non colpevole, signora", oppure "si', signora".
PISTORIUS SI SCUSA:"VOLEVO SOLO PROTEGGERE REEVA" - "Voglio cominciare con le scuse alla famiglia - ha esordito il sudafricano rivolgendosi verso la madre dell'allora fidanzata, presente in aula -. Non c'è un momento da allora in cui non penso alla sua famiglia. Mi sveglio ogni mattina e siete le prime persone a cui penso, le prime per cui prego. Non riesco nemmeno a immaginare il dolore e la sofferenza e il vuoto che ho causato alla vostra famiglia. Stavo semplicemente cercando di proteggere Reeva. Posso assicurarvi che quella notte andò a letto sentendosi amata. Ho cercato di mettere queste parole su un foglio molte volte e scrivervi una lettera ma le parole non sono sufficienti".
"MIA MADRE TENEVA UN'ARMA SOTTO IL CUSCINO" - La testimonianza, la prima davanti al pubblico dalla tragica uccisione della giovane modella, è trasmessa in diretta live. In lacrime e con una voce incerta l'atleta olimpico ha raccontato la sua vita e la sua diversità, costretto sin da piccolissimo a camminare con due protesi. La madre di Pistorius, morta quando lui aveva 15 anni, era costantemente in apprensione per la sicurezza e teneva una pistola sotto il cuscino. Lo ha raccontato l'atleta paralimpico. "Mia madre era molto preoccupata per la sicurezza. Siamo cresciuti in una famiglia in cui mio padre non c'era spesso - le parole di Pistorius - e lei spesso aveva paura la notte, le capitò di chiamare la polizia. Teneva un'arma in una copertina imbottita sotto il cuscino". Negli anni Novanta il Sudfafrica ha conosciuto un picco di criminalità e nel Paese si è registrata un'impennata degli omicidi. All'epoca, la famiglia Pistorius non viveva nei migliori quartieri come quelli in cui l'atleta ha vissuto negli ultimi anni a Pretoria e dove è avvenuto l'omicidio, lo scorso 14 febbraio 2013.
"PAURA DI DORMIRE: MI SVEGLIO LA NOTTE CON L'ODORE DEL SANGUE" - Il 27enne ex campione olimpico e paralimpico ha raccontato che, dal giorno della morte della giovane, soffre di "terribili incubi" ed è "sotto antidepressivi". "Mi sveglio la notte con l'odore del sangue e sono terrorizzato - ha detto con la voce rotta dal pianto, rispondendo alle domande della difesa come riporta la Bbc - Ho paura di dormire e ho una guardia del corpo fuori della mia camera". Per poi aggiungere anche: "non voglio più avere un'arma da fuoco". Pistorius deve spiegare perché sparò quattro colpi contro la bellissima modella attraverso la porta del bagno chiusa a chiave e deve convincere i giudici che il suo rapporto era davvero d'amore e che la morte della giovane fu solo un incidente, smantellando la tesi dell'accusa di omicidio premeditato. E' la prima volta che il sudafricano parla in pubblico dal 14 febbraio 2013: finora si è limitato a rivolgersi al giudice, la signora Thokozile Masipa, con qualche scarna battuta tipo "non colpevole, signora", oppure "si', signora".