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Boxe, Bradley shock: "Dopo il match con Pacquiao ho pensato al suicidio"

Manny Pacquiao e Timothy Bradley nella conferenza stampa di introduzione al match (reuters)
Nella notte tra sabato e domenica l'attesa rivincita del mondiale dei welter. Lo statunitense rivela un angosciante retroscena dopo il primo incontro, da lui vinto tra mille polemiche: "Ho ricevuto mail, minacce di morte, la gente mi insultava. Tutto questo non era facile da sopportare"
di LUIGI PANELLA
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ROMA - "Non volevo salire più sul ring, ma non avevo neanche voglia di vivere. Sì, dopo il match con Manny Pacquiao ho anche pensato al suicidio". Timothy Bradley, in vista della attesa rivincita contro il fuoriclasse filippino, prevista nella notte italiana tra sabato e domenica all'MGM Grand di Las Vegas (in palio il mondiale dei welter), riavvolge il nastro delle angosce che lo hanno assalito dopo il primo match. Parole dure, che fanno anche capire la pressione tremenda a cui sono sottoposti i pugili di altissimo livello, non solo sul ring ma anche nei confronti dell'opinione pubblica.

"Dopo quell'incontro ho ricevuto mail, minacce di morte. La gente per strada mi diceva che non ero il vero campione. Cose non facili da sopportare". Tutto ciò perchè la prima sfida aveva dato luogo ad un verdetto controverso, come peraltro nella storia della boxe ce ne sono a iosa. Due giudici per Bradley, uno per Pacquiao. La stessa Wbo, l'ente che nel bailamme delle sigle che non fanno certo bene alla boxe, patrocinò il match, riconobbe un verdetto ingiustificato, senza però alterare l'ordine delle cose. In sintesi: Bradley aveva interrotto una serie di vittorie di Pacquiao che durava da sette anni. 

Da lì la reazione dell'opinione pubblica (Pacquiao è un vero mito, non solo nelle Filippine) che condannò pubblicamente Bradley tanto da spingerlo agli insani propositi. Ora il 30enne di Palm Springs dal record immacolato sembra aver voltato definitivamente pagina: "Ho capito quali sono le cose veramente importanti, le critiche ormai non mi fanno più effetto. Io so quel che sono, so di essere un grande pugile". Rafforza il concetto il suo allenatore, Joel Diaz: "Sabato sarà l'ultimo combattimento di Manny Pacquiao, Timothy è qui per questo..."

Da parte sua "Pacman" non è tipo da farsi agitare da tali provocazioni: "Me lo dicono sempre, ma la mia strada nella boxe continuerà ben oltre sabato". Sarà anche così, tuttavia Pacquiao è chiamato a dimostrare di essere tornato ai suoi livelli. Il rientro contro Brandon Rios, lo scorso novembre a Macao, è stato vincente. ma aleggia ancora il ko terrificante inflittogli da Marquez nel dicembre del 2012. Uno di quei ko che lasciano il segno. Insomma, sabato notte sul ring di Las Vegas entrambi hanno tanto da dimostrare.




 
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